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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

IL CASO: Rispolverata una legge del 1931

"Il Trentino" on line – 17 Giugno 2003

 

ROVERETO. L'isolamento di Jessica, per l'anagrafe Maurizio Galizzi, sta per finire. Il detenuto transessuale che da tre mesi è rinchiuso due volte - come racconta - nel carcere di Rovereto forse sarà trasferito. La sua storia ha colpito il consigliere provinciale Margherita Cogo che ieri, con il vice sindaco di Rovereto Sandra Dorigotti, ha visitato la casa circondariale di via Prati. «Sta affrontando questa parte della sua vita - racconta Cogo al termine dell'incontro con la direttrice del carcere Antonella Forgione - con dignità. Cura molto il suo corpo, i suoi capelli e la sua cella è la più ordinata che abbia mai visto. Ma soffre ugualmente per questo suo isolamento e io mi sono impegnata a farla trasferire». Un impegno che Cogo condivide con la direttrice del carcere che ha detto al consigliere di essere al lavoro per questo. Jessica aveva lanciato il suo grido d'allarme tramite i giornali. Lei, transessuale non riconosciuta, è stata inserita in una struttura di eterosessuali e, per proteggerla - come dicono dal carcere - è stata isolata. Non può frequentare dei corsi né pranzare con gli altri. Un isolamento all'interno di un altro isolamento. Ma ora sembra che la situazione possa cambiare in meglio e Jessica potrà scontare il resto della pena (è stata condannata a 3 anni e otto mesi) in una struttura che tenga conto della sua sessualità.

Difficile che trovi soluzione, invece, un altro problema del carcere, quello del sovraffollamento. «Nel settore femminile la situazione è abbastanza buona - spiega Margherita Cogo - ma in quello maschile è una cosa impressionante. Ci sono due terzi dei detenuti in più rispetto alla capienza del carcere. Si ritrovano così in quattro a dividere celle piccole. E l'indultino non farà praticamente nulla. Un altro problema urgente riguarda il personale che è al di sotto delle necessità della struttura. E' anche gli spazi comuni avrebbero bisogno di qualche miglioria. Di passi in avanti sono stati fatti: sono state istituite le celle per fumatori e quelle per non fumatori e sono state create due palestrine per i momenti ricreativi, ma la strada è ancora lunga. Noi cercheremo di intervenire come possiamo ma la competenza è dell'amministrazione carceraria che però sembra fare poco».

 

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