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Aggiornato Lunedì 24-Set-2007

 

 

Mie care signore, è giunto il momento di trattare un argomento d’estrema importanza: la conversazione.

Nonostante il saper parlare sia (soprattutto ai giorni nostri) un’arte preziosa e raffinata, in certe occasioni (ripeto, soprattutto ai giorni nostri) bisogna sapersi accontentare.

Rispettate alcune semplici regole ed anche il discorso più vacuo ed insulso che abbiate mai fatto sembrerà un esempio d’acume e buona educazione.

 

 

È severamente vietato parlare mentre si mangia. Sa cosa intendo chi ha assistito alla scena terrificante di una bocca che, pur di non lasciarsi sfuggire un pensiero illuminato, insieme a questo mostra e magari sputacchia il boccone più o meno masticato. E se anche non dovessero esservi “fuoriuscite” sgradevoli, è in ogni caso molto villano mostrare propria cena ridotta in poltiglia!
Altrettanto vietato è spruzzare saliva durante la conversazione. Non vi è nulla di più scortese che “bofonchiare” i propri pensieri innaffiando chi ci ascolta. Chi non riesce a limitare il getto, ricordi sempre di mantenere una distanza limite che per i casi più estremi arriva anche a una ventina di metri.

Anche nel caso in cui siate perfettamente padrone della vostra saliva (comprese le bollicine e gli angoli delle labbra schiumosi), anche se fate largo uso di dentifricio e spazzolino, anche se lo spray alla menta contro l’alitosi è prodigioso, anche se avete speso decine di milioni (di euro) per allineare alla perfezione i vostri bianchissimi denti, anche se… COMUNQUE parlare a pochi palmi dal naso altrui è poco cortese! (evitate di giustificarvi aaffermando che il vostro profumo afrodisiaco funziona solo nel raggio di 5 centimetri, perché nessuno ci crede!).
Evitate di parlare troppo in fretta. I torrenti di parole fanno solo girare la testa a chi ascolta. Inutile comprimere mezz’ora di discorso in una decina di secondi solo perché “altrimenti l’altro non mi ascolta”. Se proprio vedete che il vostro interlocutore non è disposto a piantare le tende per seguire il vostro monologo… imparate a sintetizzare. Anche perché la slogatura della lingua, oltre che dolorosa, ha tempi di recupero molto lunghi!
Evitate di parlare troppo lentamente. Saper scandire le parole è molto differente dall’emettere suoni di senso compiuto ad intervalli regolari di una trentina di secondi l’uno dall’altro. Se parlare in questo modo è accettabile nel caso in cui si comunica con uno straniero che ci chiede informazioni circa una piazza o un ristorante (meglio sarebbe conoscere la lingua straniera e fornire indicazioni senza pretendere che il malcapitato russo o finlandese capisca quello che stiamo dicendo solo perché espresso mooooooooolto lentamente), il parlare a rilento non è giustificabile quando usato in tutte le occasioni. Inutile quindi lamentarsi se il disgraziato di turno si addormenta durante la conversazione o, peggio, scoppia a ridere a metà di una barzelletta, convinto che sia finita quando praticamente non è nemmeno iniziata!
Evitate di parlare a voce troppo bassa. Un metro di valutazione efficacissimo per capire se il vostro tono è decisamente sommesso, è l’altra persona. Se vedete che vi rivolge solo metà volto, con l’occhio leggermente socchiuso, le labbra sollevate tipo cane rabbioso, il corpo decisamente proteso verso di voi e la mano vicino all’orecchio così da sintonizzarlo il meglio possibile sulle vostre frequenze… significa che è il caso di alzare la voce.

Ma questo non vi dà comunque il diritto di GRIDAREEEEEE!

Non cercate di prendere parte contemporaneamente a due conversazioni diverse, col risultato di intralciare entrambe. Questo è un consiglio valido per tutti, specialmente per coloro che hanno difficoltà a fare due o più cose nello stesso momento… come respirare e pensare, o respirare, pensare e camminare…!
Non interrompete chi sta parlando: è un’abitudine terribilmente fastidiosa e purtroppo assai diffusa. Impariamo a non piombare villanamente a metà delle dissertazioni altrui, per noiose che ci sembrino. Nell’eventualità doveste trovarvi in serie difficoltà, ricorrete al cortese «toh, mi pare che qualcuno mi abbia chiamato, ma torno subito!», dileguandovi poi tra la folla. L’interruzione è lecita solo in casi d’emergenza: quando qualcuno sta inavvertitamente dando alla conversazione una piega pericolosa o sta per commettere una “gaffe”. Allora interrompiamolo senza pietà: più tardi ce ne sarà riconoscente.
Niente dita nel naso, negli occhi, nelle orecchie, sigarette penzoloni dal labbro inferiore sbuffando fumo in faccia all’altro. Non approfittate dell’occasione per mordicchiarvi le unghie o (terrificante) asportarvi crosticine fastidiose dal volto o da altre parti del corpo per poi fissarle intensamente mentre la ferita sanguina copiosamente… evitatelo, vi prego, fatelo per me! E soprattutto non commettete l’errore di soffiarvi il naso per poi, mentre l’altro vi narra le sue ultime prodezze amatorie, aprire il fazzoletto rimirando compiaciuti le vostre secrezioni!

 

 

La buona creanza impone di guardare in faccia la persona che ci parla o alla quale ci si rivolge - sempre.
È riprovevole e scorretto fissare lo sguardo sul suo abbigliamento eccentrico, o sulla parete alle sue spalle con occhio narcotizzato, o per terra, o peggio ancora, sul vostro orologio o sulla patta dei suoi pantaloni immancabilmente aperta (sappiamo che l’occhio cade sempre lì, ma basta una sbirciatina, non mezz’ora di insistente puntamento)!

RICORDATEVI SEMPRE DI TENERE ASCIUTTI GLI ANGOLI DELLA BOCCA!

Queste, le semplici regole da seguire per mettere al vostro discorso un bel vestito, elegante e mai fuori moda. Del contenuto, tratteremo nella lesson # 2.

 

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