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Aggiornato Sabato 25-Ott-2008


BERNARDO BERTOLUCCI

Regista, soggettista e sceneggiatore

(Parma, 16 Marzo 1941)

 

Figlio del poeta Attilio Bertolucci e fratello del meno blasonato ma forse, per certi aspetti, più interessante, Giuseppe.

Inizialmente sembra voler seguire le orme paterne (scrive poesie dall'età di sei anni e nel 1962 vince il premio di Viareggio per l'opera prima con la raccolta "In cerca del mistero), ma trasferitosi a Roma per gli studi universitari, dopo una breve esperienza come cineamatore e documentarista ed essere entrato in contatto con intellettuali e artisti quali A. Moravia, E. Morante, L. Betti, A. Asti (che in seguito sposa) e soprattutto P.P. Pasolini del quale diviene assistente a soli vent'anni (Accattone, 1961), esordisce con il film “La commare secca” (1962) d’ispirazione pasoliniana. Ma è con “Prima della rivoluzione” e “Partner” (1968) che Bertolucci raggiunge temi e modalità espressive davvero personali.

Particolarmente interessanti sono i film “Strategia del ragno” e “Il conformista”, dedicati entrambi ad un'evocazione del fascismo, o di certo antifascismo, come fenomeno legato alla decomposizione borghese e alla sua impossibilità di riconoscersi in una cultura diversa dalla propria. “Il conformista”, considerato il suo primo capolavoro nonché il suo primo successo internazionale (e primo a essere doppiato in lingua inglese), è il racconto di un complotto ai danni di un intellettuale antifascista esule a Parigi, ordito da un suo ex studente, nonché della rovente ma inane passione che egli nutre per la sua affascinante moglie; denso di rimandi alla psicanalisi freudiana e strutturato come un flusso di coscienza con flashback che si innestano nei flashback (grazie al montaggio di F. Arcalli), il film è soprattutto una complessa indagine psicologica sul bisogno di conformismo che aveva travolto molti italiani nel periodo del fascismo e che, nel finale, sembra transitare liberamente dal regime alla neonata democrazia. Ironicamente e metaforicamente, con questi due film, Bertolucci uccide i suoi «padri» e mentori artistici: Pasolini nel primo e Godard nel secondo (l'indirizzo fictional dell'esule è infatti quello reale di Godard), per liberarsi da ogni tutela intellettuale.

Fortemente indebitato con i concetti base della teoria freudiana sulla sessualità è anche il successivo Ultimo tango a Parigi (1972), che ha ottenuto vasto successo e che subì traversie censorie indegne di un paese civile e democratico, seguito da “Novecento” (1976), ambizioso e discusso affresco sulle vicende private e pubbliche di due personaggi contrapposti (padrone e contadino) sullo sfondo della Bassa Padana, dall'inizio del secolo alla Liberazione. Con “La luna” (1979) ha narrato di un rapporto madre-figlio vissuto psicanaliticamente e risolto in cadenze melodrammatiche. Dopo “La tragedia di un uomo ridicolo” (1981), è tornato al grande successo (ben 9 Oscar) con “L'ultimo imperatore” (1987). Nel 1990 ha realizzato “Il tè nel deserto”, dal romanzo di P. Bowles, nel 1993, il “Piccolo Buddha” (tutti e tre con musiche di Ryuichi Sakamoto) e, nel 1996, ha diretto “Io ballo da sola”, opera non unanimemente accolta sull'iniziazione amorosa di una ragazza americana arrivata in Toscana a gettare scompiglio in una eterogenea comunità di artisti perlopiù stranieri. Nel 1998, invece, si è cimentato in un film per la televisione, “L'assedio”. Nel 2002 gira a Parigi “The Dreamers”, personale e nostalgica rivisitazione dei temi legati ai fermenti politici e culturali del '68 filtrati attraverso l'ideale, mai davvero esplicitato ménage a trois dei tre giovani protagonisti.

 

 

"Utimo tango a Parigi" - un incubo durato 11 anni...

 

Ottenuto il nulla osta della censura il 12 dicembre 1972, la pellicola esce nelle sale a partire dal 15 dicembre, ma già il 21 dello stesso mese è sequestrata per ordine del sostituto procuratore della repubblica di Roma, Nicolò Amato, con l'accusa di spettacolo osceno. Nel febbraio 1973 il Tribunale di Bologna assolve autori e film; nelle sale la pellicola ottiene uno strepitoso successo, certamente ingigantito dalle vicende giudiziarie, con oltre sette milioni di spettatori. In appello viene, invece, ribaltata la sentenza di primo grado ed è pronunciata la condanna, a sua volta annullata dalla Cassazione; il nuovo processo d'appello si conclude ancora con una condanna, sia per il film che per il regista, il produttore e i protagonisti e tale sentenza è confermata dalla Corte di Cassazione nel gennaio 1976. Di conseguenza nel 1978 la Corte di Appello di Bologna ordina la distruzione delle copie positive, su tutto il territorio nazionale, e perfino del negativo. Vengono salvate dal macero solo tre copie che sono consegnate alla Cineteca Nazionale - alla quale, per legge, fin dal 1949 sono depositate le copie di tutti i film italiani - a condizione che non vengano mostrate ad alcuno. Dopo undici anni, tuttavia, Bertolucci può prendersi una clamorosa rivincita. Il giudice romano Paolo Colella riapre il caso e nomina una terna di periti affinchè valutino l'opera nel suo complesso. Il giudizio dei periti (Maurizio Grande, Fausto Giani e Claudio Trionferà) è del tutto positivo, così che il film può essere assolto e restituito al patrimonio artistico e agli spettatori italiani.

 

 

FILMOGRAFIA ESSENZIALE


DOCUMENTARI
01
La via del petrolio (episodi “Le origini”, “Il viaggio” e “Attraverso l’Europa” - 1965/66)
02
Il canale (1966)
03
I poveri muoiono prima (1971)
04
La salute è malata (1971)
05
12 dicembre (1971)
06
12 registi per 12 città (episodio “Bologna”– 1998)
REGIA, SOGGETTO, SCENEGGIATURA
01
La teleferica (1956)
02
La morte del maiale (1958)
03
La commare secca (1962)
04
Prima della rivoluzione (1963)
05
Agonia (episodio "Amore e rabbia" - 1967/68)
06
Partner (1968)
07 Amore e rabbia (1969)
08
Il conformista (1970)
09
Strategia del ragno (1970)
10
Ultimo tango a Parigi (1972)
11
Novecento atto I (1975/76)
12
Novecento atto II (1975/76)
13
La luna (1978/79)
14
La tragedia di un uomo ridicolo (1981)
15
L’addio a Enrico Berlinguer (1984)
16
L'ultimo imperatore (1986/87)
17
Il tè nel deserto (1990)
18
Piccolo Buddha (1993)
19
Io ballo da sola (1996)
20
L'assedio (1998)
21 Paradiso e inferno (2001)
22 The Dreamers (2002)
COLLABORAZIONI
01 Accattone (di P.P. Pasolini - 1961)
02 Ballata da un miliardo (di G. Puccini - 1966)
03 Golem - io spirito dell'esilio (di A. Citai - 1991)

PRODUZIONI

01 Sconcerto rock (di L. Manuzzi - 1982)
02 Io con te non ci sto più (di G. Amico - 1983)

 

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE


Prima della rivoluzione, in "L'Avant-Scène Cinéma", 82, Parigi, 1968
J.-L. Bory, Bernardo Bertolucci, in "Dossiers du Cinéma-Cinéastes", I, Parigi, 1971
B. Bertolucci, E. Ungari, D. Ranvaud, in “Scene madri di Bernardo Bertolucci”, Milano, 1987
Alfredo Baldi in "Schermi proibiti - La censura in Italia 1947-1988" (B&B, Marsilio Editore, 2002)

 

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