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Aggiornato Martedì 27-Gen-2015

 

 

OSSERVAZIONI PRELIMINARI

Mobile in arte povera, fine ‘800, primi ‘900. Costruito senza incastri e assemblato con il solo ausilio di chiodi.

Misure: cm. 40,0x105,0 h. 98,0 - alquanto particolari.


OSSERVAZIONI PRELIMINARI

Superfici a vista esterne completamente ricoperte con pittura sintetica (smalto). Superfici interne (non a vista, ivi compreso il lato posteriore) anch’esse verniciate del medesimo colore, ma con pittura presumibilmente all’acqua.


OSSERVAZIONI PRELIMINARI

Ad un primo esame, il mobile presenta le seguenti criticità:

1) cornici, tavole e piani scollati o fratturati;
2) rattoppamenti con placche metalliche che nascondono non si capisce quali danni;
3) sportelli sghimbesci, manca la serratura e le maniglie non sono originali;
4) cassetti scollati con tavole fratturate, guide completamente consumate (idem per le guide di appoggio interne al mobile);
5) generale cedimento strutturale;
6) vistosa infestazione di tarli, soprattutto nella parte bassa.


OSSERVAZIONI PRELIMINARI

Un’altra particolarità, sono i piedi: tre tavole di grande spessore che sollevano la struttura da terra di 3/4 centimetri, forse aggiunte nel tempo, per proteggerlo dall’umidità (il mobile è stato trovato in una cantina).


1° STEP: SMONTAGGIO, SVERNICIATURA E RIPARAZIONE DEI CASSETTI

Smontaggio (si notino le tavole spaccate a metà e le guide completamente consumate).

Attrezzi base necessari:

mazzuolo di legno
leva chiodi
tenaglie
scalpello


Attrezzi base necessari:

sverniciatore
lana d’acciaio a grana grossa
spatole
raschietti
spazzole di ottone
spazzolini da denti
occhiali protettivi
guanti per acidi
pennello
recipiente

Sverniciatura (si notino le differenti colorazioni degli strati di smalto: se ne contano almeno quattro - il primo, quello marrone scuro, quasi nero, dato direttamente sul legno, non è removibile con lo sverniciatore - impossibile identificarlo).

Stendo con il pennello uno strato abbondantissimo di sverniciatore sulle superfici e lo lascio agire seguendo le istruzioni indicate sulla confezione del prodotto.

Rimuovo lo sverniciatore e lo smalto ammorbidito strofinando energicamente con la lana d'acciaio grossa, aiutandomi con le spatole, i raschietti, gli spazzolini ed ogni altro utensile che mi permetta di accelerare i tempi della sverniciatura senza danneggiare il legno.

Ripeto questa operazione tante volte quante ne occorrono, sino ad ottenere una superficie perfettamente liscia e pulita, senza tracce di smalto o sverniciatore.


Riparazione

Inizio incollando le tavole spaccate a metà:

Stendo la colla sui margini che dovranno combaciare perfettamente, quindi unisco i due pezzi stringendoli fortemente utilizzando gli strettoi.
Per evitare che la tavola s’imbarchi a causa della forza esercitata in verticale, la blocco con gli strettoi anche in orizzontale.
Tra la tavola da incollare e gli strettoi, frappongo dei pezzi di legno in modo che il metallo degli attrezzi non incida il legno.
Tra i pezzi di legno e la tavola, inserisco dei fogli di giornale in modo che la colla non li saldi tra loro.
La colla che fuoriesce lungo la linea di frattura della tavola deve essere immediatamente ed accuratamente rimossa con una spugna e l’acqua, altrimenti, ove abbia impregnato il legno asciugandosi, non sarà più possibile mordenzare.


Attrezzi e prodotti base necessari:

morsetti e strettoi
colla per legno (Pattex Express)
pezzi di legno
carta di giornale
recipiente con acqua e spugna
chiodi senza testa
bulino cacciachiodi
tenaglie
martello
pialla
listelli
stucco colorato (Modostuc noce scuro)
stucco colorato bicomponente (Sprint)
scalpelli
martello di legno
sega per cornici
seghetto elettrico
levigatrice orbitale
carta a vetro (grana 100/150/180/220)

Riparazione delle guide

Blocco le tavole da riparare in una morsa da banco.

Ispeziono il legno e mi assicuro che non vi siano chiodi. Nel caso, li estraggo o, se non riesco a toglierli, li affogo nel legno con il bulino cacciachiodi più profondamente possibile in modo che non possano scalfire la lama degli attrezzi che utilizzerò in seguito.

Piallo quello che resta della guida (solo essa, lasciando intatta la scanalatura in cui dovrà scorrere il fondo del cassetto). Agisco in modo da ottenere un margine pulito e dritto.

Incollo un listello di legno nuovo tagliato a misura e lo fisso con i chiodini senza testa, affogandoli un poco con il bulino cacciachiodi nel legno, quindi chiudo con lo stucco colorato il piccolo buchetto che si è formato.

Anche in questo caso, rimuovo immediatamente ed accuratamente la colla fuoriuscita con una spugna e l’acqua.

Rifiniture e montaggio

Stucco ove necessario con lo stucco colorato e/o la pasta di legno bicomponente (quest’ultima, in genere, si usa per riempire le imperfezioni più vistose, non ha senso utilizzarla per le rifiniture).

Rimuovo lo stucco in eccesso (deve rimanere SOLO la quantità necessaria a riempire le cavità), preferibilmente a mano, seguendo le venature del legno. Quando non posso farlo, utilizzo una levigatrice orbitale o, meglio, rotorbitale, facendo attenzione di non lasciare segni sul legno.

Utilizzo carta a vetro a grana media (massimo 100) e poi liscio le superfici con altra a grana fine, in progressione (fino a 220 ed oltre). Concludo la lisciatura con la lana d’acciaio fine.

Rimonto i cassetti avendo cura di rifinirli ove necessario.


2° STEP: SMONTAGGIO, SVERNICIATURA E RIPARAZIONE DEGLI SPORTELLI

Attrezzi e prodotti base necessari, come sopra.

Sverniciatura, smontaggio e riparazione

Rimuovo la battuta e le cornici che si muovono, sostituendo il legno ove necessario.

Rincollo le cornici fissandole con i chiodini senza testa, affogandoli un poco con il bulino cacciachiodi nel legno, infine chiudo i piccoli buchetti che si sono formati con lo stucco colorato.

Anche in questo caso, rimuovo immediatamente ed accuratamente la colla fuoriuscita, altrimenti, asciugandosi, renderà impermeabile il legno e non sarà più possibile mordenzarlo.

Stucco ove necessario con lo stucco colorato e/o la pasta di legno bicomponente (quest’ultima, in genere, si usa per riempire le imperfezioni più vistose, non ha senso utilizzarla per le rifiniture).

Rimuovo lo stucco in eccesso (deve rimanere SOLO la quantità necessaria a riempire le cavità), preferibilmente a mano, seguendo le venature del legno.

Utilizzo carta a vetro a grana media (massimo 100) e poi liscio con altra a grana fine, in progressione (fino a 220 ed oltre). termino la lisciatura con la lana d’acciaio fine.

Reperisco e monto una serratura in ferro, adattando l’incavo lasciato dalla precedente.

Rinforzo il pannello intermo con una cornice che lo rifinisca.


3° STEP: SMONTAGGIO DELLA STRUTTURA

Smontaggio

Solo iniziando a smontare si possono comprendere le reali condizioni del legno: in questo caso è così gravemente danneggiato dall’azione dei tarli che si sbriciola, letteralmente. Essendo colpite le parti strutturali del mobile (la base e il tavolato posteriore) non le si può recuperare, nemmeno consolidandole, occorre sostituirle integralmente.


Smontaggio

Un altro problema che si dove affrontare, è il sistema che l’artigiano ha adottato per assemblare il mobile: in questo caso non ha usato né incastri, né colla - ogni pezzo è stato inchiodato agli altri utilizzando lunghi chiodi passanti, in direzioni incrociate, poi ritorti, ribattuti, affogati nel legno o nascosti al di sotto dei pezzi di legno usati per abbellimento. Per raggiungere i chiodi e liberare i vari pezzi non si può evitare di rompere qualcosa. Un disastro: le cornici del piano, altri piccoli pezzi e lo zoccolo alla base del mobile, dopo lo smontaggio non sono recuperabili.


Smontaggio

Le pareti, le colonne frontali, il piano superiore, la mensola interna, i traversi e i fregi torniti, invece, sono ancora in buono stato, possono essere recuperati.


Smontaggio

Le guide dei cassetti sono molto consumate: potrei smontarle e usare il lato sano per ricostruirle, ma essendo realizzate con grandi e pesantissimi pezzi di legno, per alleggerire la struttura decido di sostituirle.


4° STEP: SVERNICIATURA, RIPARAZIONE, STUCCATURA, RIMONTAGGIO DELLA STRUTTURA
e acquisto del legname che serve per la ricostruzione del mobile.


Dopo aver sverniciato e riparato il legno come indicato negli Step precedenti, inizio a rimontare la struttura utilizzando colla e chiodi senza testa.

Non essendovi incastri, rinforzo i punti di giunzione tra le varie parti del mobile con listelli a cui il legname vecchio andrà a fissarsi più saldamente.


Sostituisco le vecchie tavole di legno che fungevano da piedi con quattro gambi detti “a cipolla” che riprendono la rotondità dei fregi torniti del mobile.

Fisso le cipolle alla base tramite colla abbondante e un foro che alloggia perfettamente il diametro dell’incastro.


Realizzo le cornici che rifiniscono il piano ricavandole da listelli a sezione rettangolare, stondati a mano con una pialla e la carta a vetro.

I tagli a 45 gradi, li realizzo usando una comune sega per cornici.

Fisso le cornici con colla e chiodi senza testa, tenendole ferme con gli strettoi sino alla perfetta asciugatura del collante. Le posiziono 5 millimetri sotto il filo del piano in modo da creare una piccola mezza pialla che lo rifinisca.

Fisso i due capitelli superiori evitando che la testa di essi arrivi a filo del piano, com’era in origine - riempio il vuoto lasciato dai capitelli con un tassello di legno opportunamente incollato al piano.

Come sempre, rimuovo la colla in eccesso, affogo i chiodi e stucco i buchi che questi lasciano.


Allargo il piano di un paio di centimetri, in modo da poter fissare le tavole posteriori a scomparsa, sotto di esso, non a filo com’era in origine.


La struttura è già stabile, ma per non correre rischi, procedo a rinforzare gli incastri a mezzo legno delle traverse apponendovi dei tasselli di legno bene incollati e inchiodati.


Taglio i piedi “a cipolla” in modo da:

1) riportare l’altezza del mobile a quella originaria;
2) aumentare la superficie su cui appoggerà il mobile dandogli così maggiore stabilità;
3) dargli un aspetto più armonico con l’estetica generale del mobile.


Realizzo la traversa che consentirà, anche abbassando il piano della base per aumentare lo spazio interno, di montare gli sportelli esattamente al loro posto, senza doverli modificare. Sulla traversa scavo con uno scalpello l’alloggiamento per le cerniere.

Fisso la traversa con colla abbondante, tramite incastri a mezzo legno sagomati per adattarsi ai listelli di rinforzo, tenendo tutto insieme con gli strettoi sino a completa asciugatura del collante, quindi blocco tutto dall’interno con tasselli di legno sovrapposti.


Taglio e fisso la cornicetta di rifinitura mezza tonda.

Fisso i fregi torniti (solo con la colla in modo da non rischiare di spaccarli inserendovi i chiodi).

Fisso la base delle colonne frontali e per finire realizzo e fisso lo zoccolo (ricavato da una tavola a sezione rettangolare lavorata a mano con pialla e carta a vetro).


Taglio e fisso con colla e chiodi le tavole posteriori, più larghe rispetto al mobile, in modo da “incorniciarlo”.

Adesso, le cornici mezze tonde e lo zoccolo vi si appoggiano armonicamente senza soluzione di continuità.


Monto le guide dei cassetti completamente ricostruite e fisso due listelli al piano superiore, internamente, in modo che aprendosi non s’inclinino verso il basso e cadano.


Provo gli sportelli, scavo con lo scalpello gli alloggiamenti per le cerniere alla traversa superiore, monto un fermo per obbligarli ad arrestarsi nel punto giusto, perché combacino e possano chiudersi senza sforzo, monto il paletto che terrà ferma l’anta di sinistra.

5° STEP: TRATTAMENTO ANTITARLO, MORDENZATURA, LUCIDATURA A GOMMALACCA E CERA

Prodotti e utensili base necessari:

Mordente
Pennelli vari
Lana d’acciaio a grana fine
Barattoli
Antitarlo (Sinotar)
Turapori alla gommalacca (Pertus)
Gommalacca decerata
Alcool 94° per pulitura pennelli
Cera colorata (Biowax)
Panni di lana

Trattamento antitarlo

Imbibisco il legno con l’antitarlo, in grande abbondanza, insistendo ove questo è maggiormente assorbito e nella parte bassa del mobile, zona che per prima viene attaccata dai tarli.


Mordenzatura

In questo caso, ho optato per una leggerissima coloritura noce (anche internamente, sotto e dietro al mobile).


Mordenzatura

Ho scurito alcuni dettagli (il piano superiore, le cornici degli sportelli, i fregi torniti, ecc.) per conferire carattere al mobile ed esaltarne i decori.


Lucidatura

Quando il mordente è perfettamente asciutto, stendo il turapori alla gommalacca (secondo necessità e sempre spagliettando le superfici tra una mano e l’altra), anche sulle superfici non a vista del mobile (internamente, dietro e sotto).


Lucidatura

Stendo la gommalacca a pennello, tante mani quante ne occorrono per ottenere una superficie compatta e lucente (sempre spagliettando le superfici tra una mano e l’altra).

Per proteggere maggiormente il mobile, spennello una mano di gommalacca anche ai cassetti (dentro e fuori) e alle superfici non a vista esterne (sotto e dietro il mobile).


Lucidatura

Dopo aver spagliettato con cura l’ultima mano di gommalacca, stendo un velo sottile di cera d’api colorata, avendo cura di riempire i buchi dei tarli rimasti aperti ed ogni fessura.

Stendo un velo leggero di cera anche all’interno e sulle superfici esterne non a vista del mobile. Infine, lucido con un panno di lana.


Prima e... dopo.

Finalmente a casa.

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