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“So
che il paese dei balocchi
è fatto di ciottoli e ferraglia,
il giardino dell’Eden
di stagnola e vetri rotti;
so che non vi è un’unica verità,
né mai una colpa,
un merito
o una gioia intera.”
Qua
e là esistenze brilluccicano -
Né platino, oro o argento,
Non diamanti, brillanti o zirconi,
Solo frammenti di specchio
Che orchestrando richiami
Inventano o evocano medesime illusioni.
Ecco,
tutt’intorno riflessi stancamente s’insinuano -
Furono bocche ridenti o visi accigliati,
Il prodotto chiassoso e dolente
D’una stirpe insipiente,
Emuli innocenti d’inette progenie;
Furono
fanciulli, certo,
Terra fertile e sana -
Ora anime ferite
Che rabbiose o inconsapevoli
Zittiscono se stesse.
Gaia afferrò col becco un luccichio nell’erba
e subito spiccò il volo gracidando.
La vidi sparire oltre la cima di un Minareto
dove, sono sicura, nasconde il suo nido
e un tesoro di lucciole.

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