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Aggiornato Sabato 24-Nov-2012

 

Nel lontano 2001 scrissi una cosina scioccherella che s’intitolava “Come sopravvivere all’avvento dell’euro senza averne in tasca”. Ecco come lo riscriverei, oggi.

 

 

Alcune aspiranti nulla-facenti (o già tali?), mi chiedono: “Come sopravvivere senza un lavoro? Urgono consigli pratici: dove fare la spesa, cosa mangiare, cosa eliminare, dove raccattare due euro...” - ed io che ho proprio la vocazione per le rubrichètte e non so rinunciare a rendermi utile, rispondo: “Carissime, l’indigenza è un’arte - l’arte di arrangiarsi e rinunciare!” - ecco a cosa e come...

La prima cosa da fare è tagliare tutte le spese superflue (anzi, azzerarle proprio), la seconda è ridurre i consumi al minimo e risparmiare sulle utenze, la terza è accettare qualsiasi lavoro occasionale, se capita, rintanarsi in casa ed amen - festa finita...

Niente vita sociale (troppo dispendiosa): niente cene, pizze, discoteche, viaggi, gitarelle, colazioni al bar, caffè agli amici.
Niente tour spenderecci in città: niente scarpe, maglioncini, libri, CD, bigiotteria, nulla di nulla - insomma.
State lontane da negozi e bancarelle: occhio non vede, cuore non duole.
Mangiate una volta al giorno, poco, mi raccomando.
Smettetela di foraggiare le casse dello stato acquistando le vostre sigarette preferite, passate al trinciato: fumerete meno e meglio, è più economico e fa tanto “radical-chic”.
Le commissioni fatele ogni quindici/venti giorni.
Scordatevi la spesa settimanale e le passeggiate giornaliere - ogni volta che montate in macchina consumate benzina e finita quella sono dolori!
La spesa fatela in un discount e acquistate solo beni di prima necessità: pane in abbondanza rigorosamente casalingo (si conserva a lungo), latte, uova, pelati, ecc.
Tassativamente vietato farsi prendere da vogliette strane: niente dolciumi, bibite, salatini, manicaretti preconfezionati, detersivi superflui, cremine, belletti, ninnoli, cianfrusaglie.
Di carne e pesce non se ne parli proprio.
Frutta e verdura solo di stagione e locale, senza esagerare.
Accendete il riscaldamento solo nel tardo pomeriggio.
A letto presto così potete spengerlo ad un’ora decente.
Guardate la TV con moderazione e solo programmi culturali, se ne trovate - eviterete di rodervi il fegato con le fregnacce che racconta e terrete in allenamento il cervello.
Per questa stessa ragione piazzate la radio sul terzo canale della Rai e se proprio il silenzio vi tormenta accendete quella - consuma poco.
Doccia una volta alla settimana, dieci giorni è meglio.
Cambio delle lenzuola una volta ogni quindici giorni, trenta è meglio.
In casa state in tuta da ginnastica, la notte usate il pigiama, cambiatevi quando i vestiti cominciano ad irrigidirsi.
Se uscite, rimettete gli stessi capi delle volte precedenti. Seguendo queste semplici accortezze, farete al massimo una lavatrice al mese.
Tenete tutte le luci spente tranne quelle che vi servono per sapere in quale punto della casa vi trovate.
Lavate i piatti una volta alla settimana (sono certa che molte già lo fanno) e non usate l’acqua calda - è un inutile spreco.
La mattina lavatevi il viso con acqua fredda - tonifica.
È consentito farsi il bidé con acqua tiepida perché lavarsi la patonza con l’acqua gelata vuol dire proprio volersi male.
Qualcuno suggerisce di tirare lo sciacquone una volta ogni 15 giorni per risparmiare sull’uso della stessa - confesso di aver pensato di proporvelo ma l’idea di indurvi a convivere con una puzza infernale mi ha dissuasa. Anche le indigenti devono concedersi, di tanto in tanto, qualche lusso. Risparmiarsi l’odore di fogna in bagno è uno di questi.
Niente uso sconsiderato del cellulare e del telefono fisso - solo telefonate di servizio e di emergenza.
In ultimo, non abbonatevi a Sky che se lo scopre il fisco sono cazzi!

Fatto? Bene, adesso siete pronte per pianificare con successo il vostro futuro: la libera imprenditoria è comunque la carta vincente, Silvietto docet... ci troviamo al primo semaforo in fondo a destra e tra un vetro e l’altro ci mettiamo d’accordo... sui turni.

Ed ora ecco le cose da fare se sarete costrette a prolungare quest’eccitante esperienza...

Ricominciate a far visita alla mamma (se ancora l’avete) e siate insolitamente disponibili a far per suo conto commissioni e spese: fate la cresta sui soldi.
Cercavate una buona ragione per smettere di fumare? L’avete trovata.
Inutile progettare di vendere il computer nella speranza di ricavarci una discreta sommetta: anche se l’avete acquistato ieri, oggi chi volete che se lo prenda?
La stessa cosa dicasi per: macchina fotografica, televisore, videocamera, stereo, ecc.
Lasciate perdere il Monte di Pietà - svendere i gioielli di famiglia non vi risolverà i problemi.
Se avete quadri e oggetti vari che credete abbiano valore non affrettatevi a venderli - vi risparmierete una delusione.
Inutile cercare gli amici: quelli quando servono...
Inutile andare all’ufficio di collocamento: se avete oltre trentacinque anni, la terza media, e nessuna specializzazione nemmeno vi fanno entrare. Se avete oltre trentacinque anni, un paio di lauree ed un curriculum lungo qualche chilometro, sì - prendete il numerino e mettetevi in coda, senza sgomitare, please.
Vendete la macchina e acquistate un’Ape 50 (circa 300 euro l’anno fra assicurazione e bollo), consuma poco, la parcheggiate dove volete, potete raccogliere quanto cartone vi pare e vi risparmierà da dispendiose infreddature e bronchiti.
L’acquisto di un’Ape 50 comporterà anche altri vantaggi che gioveranno alla vostra immagine: passerete per una persona stravagante, dai trascorsi misteriosi e insoliti - insomma vi scambieranno per una matta la qual cosa vi metterà al riparo da numerose seccature.
Quando non potrete più mantenerla, passate alla bicicletta - è ecologica e vi terrete in forma.
Quando vi ruberanno la bicicletta (perché la ruberanno, potete starne certe), andate a piedi - scoprirete il piacere di passeggiare.
Quando le scarpe cadranno a pezzi... è permesso piangere.
Interrompete il pagamento delle utenze voluttuarie: gas e telefono, intanto - poi potrete rinunciare anche all’energia elettrica e all’acqua.
Quando interromperanno la fornitura del gas, per cucinare il poco che potrete permettevi, procuratevi un fornello da campeggio, in alternativa va bene anche un po’ di carbonella e un contenitore di latta in cui farla bruciare (possibilmente sul terrazzo).
Per non morire assiderate, indossate due di tutto (due maglioni, due paia di calzini e calzoni, ecc.).
Quando interromperanno la fornitura dell’energia elettrica, andate a letto al tramonto e rubate in chiesa le candele che vi servono per fare un po’ di luce nella malaugurata ipotesi di dovervi alzare la notte.
Quando interromperanno l’erogazione dell’acqua, rifornitevi ad una fontana.
Quando anche l’accesso alle fontane vi sarà per qualche motivo precluso, non vi rimarrà che l’acqua piovana.
A questo punto, se avete una casa di proprietà, molto probabilmente dovrete lasciarla perché non vi sarà più possibile mantenerla (tasse, manutenzioni, ecc.). Idem se siete in affitto e il padrone di casa al quale non pagate il canone da un pezzo non ha intenzione di lasciarvi in pace.

Capolinea, signore. L’ultima fermata è al semaforo di cui sopra: ci mettiamo in fila ed ogni volta che scatta il verde... via, sotto un Tir - vince il turno chi rimane sull’asfalto.

 

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