Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione...
Clicca per accedere alla sezione...
Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione...
Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione...
Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca Clicca per accedere alla sezione...
Contattaci!
Aggiornato Mercoledì 09-Gen-2008

Apostola ovunque occorra
Arcidiacona di Bergamo
Vescovella di Lucca
e misteriosa Papessa di Roma Tarocca

 

In che altro modo definire il libro sul quale una parte consistente del genere umano ha costruito la sua esistenza se non come Suor Ciccina Patonza l’ha intitolato? Un vero esempio di ecumenico acume! La sua analisi delle sacre scritture mette in luce aspetti altrimenti oscuri come le tenebre più nere! Vi è nel libro che da sempre condiziona le nostre esistenze e che ci spacciano per oro colato (un po’ come l’olio o il grasso, adesso non ricordo), una storiaccia davvero agghiacciante che Suor Ciccina sviscera in codesto modo...

 

 

Un tale decide di andare a riprendersi la moglie dopo che questa lo ha abbandonato per il gran disgusto che egli le procura. Insieme ad un servo e due asini [1] si mette in viaggio e la raggiunge a casa del suocero il quale è talmente felice di vederlo che fa di tutto per trattenerlo [2]. Figuriamoci lei com’è contenta [3]... L’uomo, servito e riverito dall’insulso suocero, satollo e probabilmente ubriaco dalla mattina alla sera, dopo giorni e giorni di ozio e bagordi non ne può più, così carica moglie, masserizie e servo (deduco nell’ordine, su un solo animale) e si rimette in viaggio verso casa, ma giunto di fronte a Gerusalemme si rifiuta di fermarvisi per la notte [4] perché non è un luogo appartenente ai figli d’Israele - veh! Prosegue dunque il viaggio sino a Gabaa dove cerca inutilmente rifugio presso i suoi fratelli israeliti! Dopo un po’ un vecchio contadino s’impietosisce e visto che non gli costa nulla [5] decide d’ospitarli. Si erano da poco lavati i piedi e ancora si stavano rifocillando [6], quand’ecco una folla di spiantati circondare la casa gridando: “Metti fuori il forestiero che vogliamo sodomizzarlo!” e il vecchio, tutto intento a rimirar la patta del levitico: “Ho una figlia che è vergine e il mio ospite ha una moglie, ve le darò entrambe [7]: fate di loro quel che vi piace purché non commettiate quest’infamia contro di lui!”. A quanto pare gli allegri buontemponi non sono delle gran cime e invece di insistere per ciularsi lo straniero o approfittare della generosa offerta, alla fine s’accontentano: l’uomo gli consegna sua moglie e loro ne abusano sino all’alba [8]. Il mattino seguente l’uomo si alza, beve un caffè, fuma una sigaretta, legge il giornale e decide di ripartire [9]. Apre la porta e trova la moglie stramazzata sulla soglia di casa. L’idea di doverla scavalcare per andarsene lo irrita alquanto , allora le ingiunge: “Alzati e partiamo!” ed ella, esalando l’ultimo respiro: “Fottiti!” [10]. Allora la carica sull’asino e giunto a casa la squarta in dodici parti che prontamente spedisce ai capi delle Tribù d’Israele, questi inorridiscono e si riuniscono chiedendogli spiegazioni e lui sapete che fa? Racconta piagnucolando che i cittadini di Gadaa si coalizzarono contro di lui [11], che di notte circondarono la casa con l’intento di ucciderlo [12] e che alla fine abusarono tanto di sua moglie da farla morire [13]! Risultato: a causa d’un vecchio rimbambito e d’un vile vigliacco con manie di grandezza, nessun senso di responsabilità e livore da vendere, per ritorsione [14] e con il patrocinio dell’Altissimo in persona [15], Gadaa fu letteralmente spazzata via insieme ai suoi abitanti e circa 90 mila soldati di entrambe le fazioni morirono durante l’assedio!

 

 

1.
Sul perché il levitico parta con due asini visto che teoricamente sarebbe tornato a casa con altre due persone (la moglie e il servo) non saprei che dire, posso solo avanzare qualche timida ipotesi: a) non ne aveva di più; b) non era sua intenzione riportarla indietro, faceva finta; c) era convinto che lei non avrebbe accettato di seguirlo e quindi due asini erano più che sufficienti.
2.
Anche questo è un mistero. La felicità di vederlo forse si giustifica col fatto che la figlia era lì già da quattro mesi e forse non vedeva l’ora di liberarsene, ma allora perché ne ritarda la partenza in tutti i modi e ci riesce ricoprendolo di gentilezze e ingozzando a sue spese, lui, il servo e gli asini, per ben 5 giorni?
3.
In tutta questa storia quel che pensa e desidera la moglie del levitico è del tutto ininfluente, non ci è dato sapere alcunché di lei tranne il motivo per cui ha abbandonato il tetto coniugale e del quale, nei secoli, pare nessuno si sia minimamente interessato.
4.
È il servo che prega il suo padrone di fermarsi.
5.
Il suocero li aveva riforniti di paglia e foraggio, nonché pane e vino per il rientro, in effetti non avevano bisogno di nulla, solo di un tetto, ma il vecchio si offre di ospitarli completamente a suo carico purché non passino la notte in strada. Quanta premura...
6.
Leggendo questo passo ho subito pensato all’episodio in cui Gesù, durante quella che sarà la sua ultima cena, si alza da tavola e lava i piedi ai suoi discepoli, ivi compreso quel gran furfante di Giuda Iscariote (San Giovanni 13:1 - 11).
7.
Nella Bibbia che sto prendendo in esame (Edizioni Paoline, 1958), il relatore dice in una nota che “Il vecchio offre due donne invece d’un uomo all’infamia dei Gabaiti, tanto vile era considerata la condizione della donna! Solo il Vangelo le restituirà l’onore dovutole” - bel vanto davvero, si consolino i cristiani con questa e molte altre favolette per gonzi cui devono la loro discutibilissima moralità.
8.
Testuale: “Ne abusarono e la violentarono per tutta la notte”.
9.
Mi sono permessa qualche piccola libertà narrativa, così, giusto per evidenziare il suo totale disinteresse per le sorti della donna.
10.
Ovviamente anche in questo caso mi sono presa qualche libertà e le ho fatto esclamare quello che mi piace supporre abbia pensato in quel momento, ammesso che fosse ancora viva e avesse la forza di stramaledire lui e tutto il genere maschile, compreso il Padreterno, di lì all’eternità. Amen.
11.
Ma chi era questo levitico? Un adone? Una pericolosissima minaccia? Una potenza sovrumana?
12.
Ma no, volevano solo sodomizzarlo, niente di cui preoccuparsi visto che ha ceduto sua moglie a chi aveva organizzato la festicciola in suo onore.
13.
Ma va?! Questo è troppo! Passi violentarla tutta la notte ma farlo sino ad ucciderla...
14.
Alla luce dell’intero racconto è sensato supporre che la ritorsione verso i fratelli israeliti non avesse lo scopo di punirli per quello che avevano commesso, ma per quello che avrebbero voluto fare - d’altronde, malgrado quel che ne dicono eminenti studiosi non accreditati presso la Santa Sede e sebbene Cristo non abbia mai espresso giudizi negativi o condanne nei riguardi dell’omosessualità, la Bibbia nel suo complesso non mi par davvero né un’opera equanime, né un allegro inno alle pulsioni carnali, men che mai quelle omosessuali!
15.
Il quale, probabilmente interpellato per telefono, sembra abbia detto: “Muovetegli pure contro” e ancora, dopo quotidiane carneficine, olocausti e sacrificio di vittime pacifiche offerte in suo onore: “Andate pure che domani li darò nelle vostre mani” - alla faccia della tanto sbandierata misericordia di Dio, ma forse per Misericordia i cristiani intendono la Confraternita che trasporta gli ammalati per conto dell’ospedale!

 

Clicca per accedere alla pagina
Clicca per accedere alla pagina
Clicca per accedere alla pagina
Clicca per accedere alla pagina
Clicca per accedere alla pagina
Clicca per accedere alla pagina
Clicca per accedere alla pagina
Clicca per accedere alla pagina
Clicca per accedere alla pagina

 

Le immagini, se non diversamente segnalato, sono prevalentemente tratte da materiali fotografici e grafici preesistenti modificati e riadattati dall'autrice. La riproduzione parziale e non a scopo commerciale del materiale pubblicato (immagini e testi) è consentita citando la fonte (indirizzo web) e l’autore (Cinzia Ricci o altri), diversamente tutti i diritti sono riservati.

by www.cinziaricci.it

Questo sito, testato principalmente con Firefox, Internet Explorer e Safari, è privo di contenuti dannosi per i computer. L'utilizzo di altri Browser o comunque con script e controlli ActiveX disattivati, potrebbe causare visualizzazioni difformi o parziali, errori e malfunzionamenti. Risoluzione schermo consigliata: 1024x768.