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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

“L'Unità”, 10 Marzo 2003

 

Roma. Quando si è svegliata ed ha aperto la finestra, un brivido le ha attraversato la schiena. Davanti ai suoi occhi una scritta: “Via i trans dal Vigneto”. Impreziosita per di più da una "simpatica" croce celtica. Vladimir Luxuria non si sente più sicura. E dopo l'ennesimo atto sessuofobo non vuole più tornare più sola a casa. Questa volta si tratta di una scritta che ieri mattina ha trovato sulla saracinesca di un negozio di maglieria di via del Pigneto, dove la transessuale abita. «Ho chiamato immediatamente la polizia» - racconta una delle più note transessuali italiane - «che mi ha chiesto se avevo dei sospetti ed è andata via, dopo aver tentato di tranquillizzarmi». Ma Vladimir Luxuria non è affatto tranquilla perché non è la prima volta che riceve intimidazioni. Già nel 2000, infatti, in occasione del gay pride trovò nella buca della posta una lettera con su scritto: "Nella tomba ti vestiranno da uomo o da donna?". E prima ancora, racconta la transessuale, sul camper dell'unità di strada del circolo "Mario Mieli"; venne trovata un'altra scritta "Froci raus"; che per metà in tedesco e l'altra metà in un italiano venato da sessuofobia vuol dire "Fuori gli omosessuali". Poco dopo quel camper venne dato alle fiamme. «Ecco perché ho paura» - dice Vladimir Luxuria «se si tratta di una goliardata va bene ma se invece è un avvertimento e dietro a questo gesto c'è l'intenzione di colpirmi? Da oggi mi farò accompagnare a casa dagli amici: non voglio più tornare sola». E i timori della transessuale sono dovuti anche ad un altro elemento: «questa è una zona talmente "rossa"» - racconta Luxuria - «che Alleanza nazionale non è riuscita nemmeno ad aprire una sezione. Quindi» - aggiunge la transessuale - «non credo si tratti di qualcuno che vive qui. Sono venuti da fuori. E il mio indirizzo non è particolarmente segreto». «La polizia» - racconta - «per calmarmi mi ha detto che a Pigneto abitano molte transessuali ma ho paura ugualmente, poiché se per un omosessuale è facile nascondersi per noi non è possibile: siamo riconoscibili».

Non è la prima volta, negli ultimi tempi, che un'azione sessuofoba viene rivolta nei confronti di omosessuali o transessuali. Alcuni mesi fa, infatti, il presidente dell'Arcigay di Bari, Michele Bellomo subì atti intimidatori tali da costringerlo a muoversi con la scorta. «Purtroppo non si respira una bella aria» - dice Vladimir Luxuria - «che questo tipo di gente ce l'abbia con noi, si sa. C'è sempre stata indipendentemente dai governi ma è come se negli ultimi periodi queste persone sentano di poter agire indisturbate».

 

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