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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

Lettera aperta di Alessandro Bandoni – Carrara, 23 settembre 2005

 

Il 30 aprile scorso, il Consiglio Comunale di Carrara ha approvato l’odg con il quale aderiva alla giornata nazionale contro l’omofobia (la paura degli omosessuali), da festeggiarsi ogni 17 maggio (la data in cui, nel 1990, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha riconosciuto finalmente che l’omosessualità non è una malattia mentale e l’ha tolta dal loro elenco).

Un significativo passo avanti nel riconoscimento dei diritti e della dignità della comunità GLBT, un vero e proprio outing laico del consiglio comunale di Carrara, che ha voluto, forse anche contro una mentalità maggioritaria tra gli elettori del comune, e in un momento di forte ripresa dell’omofobia, soprattutto da parte delle destre e della Chiesa, schierarsi apertamente dalla parte dei diritti umani e della libertà. Anche se non basta un ordine del giorno o una legge per convincere la gente a rinunciare ai propri pregiudizi e alle proprie paure e fobie. Perché chi ha paura dell’omosessualità e odia gli omosessuali, nei fatti, ha paura di se stesso e delle proprie pulsioni sessuali, e teme di scoprire e riconoscere l’omosessualità che è in lui, cosa che ne metterebbe in discussione l’identità e lo costringerebbe a porsi di fronte a sé in modo critico e libero. Ecco perchè gli omofobi, hanno una personalità chiusa e autoritaria e tendono ad affrontare queste tematiche per loro inquietanti con le scorciatoie del disprezzo a priori e delle violenze.

Non c’è perciò da farsi illusioni: anche se il consiglio comunale di Carrara ha avuto il coraggio di riconoscere che il 17 maggio è una ricorrenza importante, perché segna la liberazione, almeno formale e di diritto, dell’umanità da pregiudizi fanatici e antichissimi, che hanno prodotto e producono violenza e sofferenze indicibili, questi pregiudizi, queste paure restano ancora attivi quotidianamente e forti, nella società carrarese.

Eppure, nonostante la mancanza di illusioni sulla possibilità che pregiudizi tanto radicati possano scomparire rapidamente, dopo un ordine del giorno, non mi sarei mai aspettato ciò che mi è accaduto mercoledì notte. E’ vero che qualcosa invece, meno ingenuamente, avrei dovuto anche aspettarmi, dato che, da un mese a questa parte, mi sono arrivate, per posta elettronica, messaggi offensivi da parte di persone talmente “furbe” da firmarsi con nome e cognome. Inutile dire che ci si resta molto male a ricevere certi messaggi, ma sono rimasto ancor più avvilito la notte di mercoledì scorso, quando due ragazzi, pressappoco miei coetanei, nascosti, molto coraggiosamente, dietro un’auto, davanti al locale dove lavoro, mi hanno aggredito verbalmente, mettendosi ad gridare: Gay, Finocchio, Frocio. Del tutto coerenti con quanto hanno scritto, loro o altri che ne condividono i pregiudizi e la mentalità autoritaria e intollerante, nelle E-mail che ho ricevuto, e di cui trascrivo qui qualche frase: “Tutti voi gay, andreste rinchiusi nei lager e bruciati tutti, ma prima di ciò, chiudervi il culo perché sennò godreste prima di morire". Un’ altra dice: “Pensavo che la malaria fosse una malattia da curare urgentemente. Ora che ho visto questo sito sono dell’idea che prima dell’aids bisogna curare dei malati di mente come te Bandoni che non sei altro. Fatti vedere in clinica, e cerca di andare dove ci sono solo infermiere perchè altrimenti si sa come va a finire. Fatti una cura di figa vediamo se ti passa la voglia di fare queste cazzate”.

Sono sfoghi preoccupanti - magari di persone che vanno tranquillamente a spassarsela con transessuali o travestiti, perché questo dimostrerebbe quanto sono maschi e non la loro omosessualità latente - che devono mettere sull’allarme una società dal cui interno emergono tanta intolleranza e pregiudizi e contorsioni mentali angosciose. Forse la scuola dovrebbe e potrebbe fare qualcosa.

Non so se si possa essere molto fieri del nostro sviluppo e della nostra civiltà, se ancora nel 2005 vi sono persone che la pensano e agiscono in questi modi. In genere le destre, oggi molto forti nel mondo, sono ostili a riconoscere diritti umani fondamentali agli omosessuali, ma a Carrara (e non solo a Carrara, purtroppo) si va ben oltre; siamo di fronte a comportamenti fascisti.

Bisogna perciò capire che questo non è più solo un problema mio o di pochi, o della sola comunità GLBT, ma un problema politico generale che riguarda tutti. Perché quando cominciano le aggressioni nei confronti di una minoranza, o l’intera società reagisce e le condanna come attentati alla libertà e alla dignità di tutti, o, prima o poi, tutte le minoranze e tutte le dissidenze verranno colpite da violenze e ostracismi. E’ già successo in Italia e in Europa, con effetti terribili, durante il secolo scorso. Perché troppi hanno pensato: “Non mi riguarda. A me non succederà mai” e sono rimasti indifferenti, senza reagire e indignarsi.

 

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