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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

Liberamente tratto dall’ottimo “Omocidi” di Andrea Pini (Stampa Alternativa, 2002)

 

Salvatore Pappalardo, operaio trentaseienne originario della Sicilia ma residente a Torino, nella notte di venerdì 23 aprile 1982, arriva da Torino a Roma, lascia i bagagli a Termini e si reca nei giardini del Campidoglio, noti come Monte Caprino, luogo d’incontro gay. Qui è assalito da tre persone armate di bastoni di legno che lo colpiscono ripetutamente alla testa e al corpo, uccidendolo.

Gli assassini non sono mai stati identificati, ma la polizia, esclusa l'ipotesi della rapina, lì definì “una misteriosa gang di giustizieri” che agirono “in una spedizione punitiva”.

(…) “Paese Sera” del 25 aprile, tuttavia, parlò di “tragica lite tra omosessuali”, contraddicendo spudoratamente l'evidenza.

(…) Il delitto Pappalardo contribuì a rafforzare gli omosessuali romani, rendendoli più coesi e favorendo nuovi rapporti con le istituzioni. In particolare vi fu il primo tentativo di contatto con la questura e le forze di polizia, come testimoniano le parole di Bruno Di Donato, del “Fuori” romano, che sarà il primo presidente del Circolo “Mario Mieli”: «La polizia? Fa poco e male. (…) Invece di difenderci dalle aggressioni ci impauriscono e spesso ci minacciano. (…) Per questo il Fuori ha chiesto un incontro con il Questore di Roma ed ha inviato un telegramma al congresso del sindacato di polizia. Vorremmo che capissero e rispettassero le nostre scelte e facessero anche nei nostri confronti il loro dovere».

Questo delitto è stato la causa scatenante di una riorganizzazione delle varie anime del movimento gay romano che di lì a poco diedero vita ad una struttura unitaria e organizzarono una manifestazione-corteo nazionale nella capitale pochi giorni dopo l'omicidio. La reazione di sdegno e la consapevolezza di dover essere presenti politicamente nella città in modo più puntuale e organizzato, spinse i gay capitolini di varie formazioni a darsi una struttura legale: nacque nel giugno del 1983 il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”. Nel dibattito di quei giorni si discusse anche sulla scelta del nome da assegnare al Circolo, e qualcuno propose di dedicarlo a Pappalardo. Poi la decisione ricadde sul più noto e simbolico nome di Mario Mieli, che si era suicidato pochi mesi prima a Milano.

 

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