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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

Dall’ottimo “Omocidi” di Andrea Pini (Stampa Alternativa, 2002)

 

(…) Il corpo di Semeraro venne trovato in una discarica, chiuso in un sacco della spazzatura: era stato strozzato con un foulard. La verità emersa è contorta e sorprendente. Semeraro, conosciuto come "Il nano di Termini", dato che bazzicava spesso da quelle parti ed era alto 130 centimetri, era un tipo molto singolare, di professione imbalsamatore, gestore del "Laboratorio di Tassidermia Igor", con sede nel suo appartamento in via Castro Pretorio, a due passi dalla stazione. Tramite un annuncio su "Porta Portese" il giovane Armando Lovaglio, allora diciassettenne, conosce Semeraro che lo assume come apprendista. L’uomo è subdolo e avvolgente, il ragazzo molto sensibile ai regali e alla "bella vita" , perciò nasce un rapporto fatto di lusinghe, di doni, di ricatti, di litigi, di dipendenza, e probabilmente anche di affetto. In questo rapporto naturalmente c'è anche il sesso, ci sono foto in cui Armando è nudo e truccato in pose maliziose, ci sono rapporti di gruppo, uso di droghe, ecc. Nel frattempo anche Michela Palazzini, detta Samantha, arriva al laboratorio e conosce Armando. I due ragazzi si innamorano, scopano, lei rimane incinta e partorisce una bambina. Sono entrambi giovanissimi e confusi, Armando neppure riconosce la figlia. Semeraro diventa geloso e ossessivo, teme di perdere il bell'Armando il quale da parte sua è in conflitto e non sa bene se lasciare il suo benefattore-amante-dominatore: vorrebbe ma non ci riesce e Semeraro fa di tutto per dissuaderlo. Il rapporto nel frattempo diventa una strana relazione a tre, probabilmente perché Semeraro tenta di trattenere a se il ragazzo. Ma nel trio la situazione è profondamente compromessa, ricattatoria e densa di odio. L'epilogo passa attraverso una serie di telefonate registrate di nascosto da Semeraro per mettere i ragazzi uno contro l'altra, e si conclude in una notte febbrile di litigi e accuse nell'appartamento di via Castro Pretorio: Armando strozza Domenico con un foulard della vittima, Samantha assiste, scappa, poi risale e insieme al fidanzato decidono di seppellire il corpo in una discarica abusiva nella borgata Corcolle. Al momento del delitto Armando ha 21 anni e Samantha 20.

I due ragazzi furono condannati, ma la loro posizione risultò molto diversa nel processo di primo grado: Lovaglio responsabile di omicidio volontario ebbe 15 anni, mentre la Palazzini solo un anno per concorso in occultamento di cadavere. In appello invece ia corte confermò la pena di Lovaglio, ma dichiarò colpevole di concorso in omicidio la Palazzini, condannandola a 9 anni e 9 mesi.

 

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