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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

La Digos ha ritirato le copie del volume in cui si giustificava l’uso delle camere a gas

Di Alberto Pinna, “Corriere della Sera”, 29 Gennaio 2005

 

CAGLIARI - Indagato per discriminazione razziale e il suo libro sequestrato su tutta Italia. E’ bufera su Pietro Melis, docente di storia e filosofia dell’università di Cagliari, che ha scritto un saggio choc sugli ebrei: «...è giusto dichiararsi antisemiti nei riguardi degli ebrei credenti né ci si può dolere del fatto che questi siano finiti nelle camere a gas naziste». Il senato accademico ha preso le distanze («farneticazioni personali»), ha chiesto il ritiro della pubblicazione e ha sollecitato al preside di Scienze della formazione, nella quale Melis insegna, l’avvio della procedura d’indagine per la censura.

Imperturbabile il professore - 65 anni, una fugace apparizione in politica alla fine degli anni ’80 con la Lega Sarda, simpatie per i «cugini» leghisti del Nord - si è presentato agli esami, ma i colleghi si sono rifiutati di sedere al suo fianco e gli esami hanno dovuto essere rinviati. «Avete visto? Sono il miglior provocatore», così Melis agli studenti. Ha letto una lunga autodifesa, 9 cartelle, inviata ad autorità varie, anche al ministro dell’Istruzione Letizia Moratti. Ma la prima provocazione era stata l’invio del saggio «Scontro fra culture e metacultura scientifica: l’Occidente e il diritto naturale» al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni: «... Il cosiddetto tempio ebraico era in realtà un grande mattatoio, dove i sacerdoti cospargevano continuamente l’altare del sangue di animali ancora vivi». Nel libro, adottato come testo all’esame di filosofia, c’è anche scritto: «Non è necessario essere cristiani per avvedersi che si tratta di un assurdo giuridico alla luce del diritto naturale, essendo gli omosessuali errori della natura».

Giacomo Sandri, ebreo cagliaritano, si è fatto assistere dall’avvocato Enrica Anedda, figlia del presidente dei deputati di An Gianfranco, e ha innescato l’inchiesta della magistratura. Nel provvedimento di sequestro del libro il sostituto procuratore della Repubblica Danilo Tronci ha rilevato «idee fondate su odio razziale con implicito incitamento alla commissione di atti di discriminazione per motivi razziali e religiosi». Melis ha replicato: «Chi mi considera filonazista è un disonesto o un imbecille». Polemiche anche in Parlamento con un «giallo»: in un’interrogazione due aggettivi sul libro di Melis, «spregevole e ripugnante», sono spariti e nel resoconto ufficiale sostituiti con «criticabile e intollerabile». Il senatore ds Massimo Brutti ha protestato con il presidente del Senato Pera.

 

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