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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

Risoluzione del Parlamento europeo:

Fonte: www.governo.it - 14 Giugno 2006

 

Il Parlamento europeo, con 301 voti favorevoli, 161 contrari e 102 astensioni, ha adottato, il 14 giugno 2006, una risoluzione comune che condanna fermamente tutte le aggressioni di stampo razzista, considerando che il razzismo, la xenofobia, l'antisemitismo, l'omofobia e l'avversione ai Rom, sono fenomeni dalle motivazioni irrazionali, a volte legati all'emarginazione, all'esclusione sociale e alla disoccupazione, nonché derivanti dal rifiuto di concepire la diversità presente nelle nostre società come una fonte di ricchezza.

Nel deplorare quindi l'espandersi del consenso a partiti che propagano idee razziste e omofobe, il Parlamento europeo chiede insistentemente a tutti gli Stati membri:

di prevedere almeno la possibilità di ritirare i finanziamenti pubblici ai partiti politici che non rispettano i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto, così come sono sanciti nella Convenzione europea sui diritti dell'uomo e nella Carta europea dei diritti fondamentali;

di lanciare campagne d'informazione nei media e nelle scuole, al fine di promuovere la diversità culturale come forma di ricchezza e di dinamismo economico, la parità di genere, la tolleranza, il dialogo e l'integrazione.

Gli Stati membri sono altresì invitati a rafforzare le misure di diritto penale finalizzate al ravvicinamento delle pene contemplate per tali reati nei vari Stati dell'UE e ad applicare efficacemente le direttive anti-discriminazione. Parallelamente, i deputati esortano la Commissione a citare davanti alla Corte di giustizia gli Stati membri inadempienti e a proporre entro il primo semestre del 2007 nuovi strumenti legislativi che contemplino tutti i motivi di discriminazione elencati dal Trattato CE.

L'Esecutivo è anche sollecitato a promuovere lo sviluppo di una politica di anti-discriminazione, accanto alla nascente politica in materia di integrazione, considerando che per raggiungere la parità occorre rivolgere la debita attenzione all'integrazione e ad altri interventi non legislativi.

Visto poi l'aumento del numero di aggressioni, urla e slogan razzisti negli stadi da parte di tifosi di ideologia neonazista, si sottolinea la necessità di sostenere iniziative contro il razzismo e la xenofobia in relazione ai mondiali di calcio attualmente in corso in Germania.

Il Parlamento europeo ricorda, infine, la necessità di disporre di definizioni e statistiche valide e precise sul razzismo e la xenofobia, in particolare sugli atti di violenza a carattere razzista e xenofobo, quale strumento per combattere efficacemente tali fenomeni, come è già stato evidenziato nella relazione annuale 2005 dell'EUMC, in cui si sottolinea la mancanza di registrazioni statistiche degli episodi di violenza razzista avvenuti, per esempio, in Italia, in Portogallo e in Grecia.

 

Di Cinzia Ricci - 20 Giugno 2006

 

Mi solleva e allo stesso tempo preoccupa che la risoluzione del Parlamento europeo ponga l’accento su aspetti che da anni rilevo e denuncio. Il più “sorprendente” (prova che ho individuato un punto ritenuto fondamentale per la battaglia contro l’omofobia e i suoi effetti sulle persone LGBT* - vedi nel testo il paragrafo “M” e “17”) è che manca una raccolta di dati statistici sul fenomeno. Come ho scritto nell’introduzione all’archivio “Una strage annunciata”: «senza numeri il problema non esiste» ed è forse per questo che gli stati più razzisti ed omofobi, Italia in Primis, trattata dal Parlamento europeo con sin troppo riguardo, evitano di promuovere studi specifici. La risoluzione, poi, di fatto omette di segnalare e condannare le dichiarazioni, le ingerenze e quindi le precise, innegabili responsabilità del Papa e dei suoi ministri più accreditati - ma, lo comprendiamo, tutto il mondo “occidentale” e in particolare l’Europa, deve fare i conti con lo strapotere ecclesiastico che qui ha il suo centro di comando, è perciò più semplice e comodo puntare il dito altrove (ad esempio contro la Russia - che non ha maturato alcun interesse per il rispetto dei diritti civili - e la Polonia, la cui cultura, occorre ricordarlo?, ha formato uno dei Papi più conservatori ed omofobici della storia recente della Chiesa cattolica – l’elezione sul soglio pontificio di Ratzinger è solo l’ovvia conseguenza di precise strategie messe in atto da Wojtyla già a partire dal 1978 con l’appoggio di una consorteria di cardinali i quali, sotto il suo pontificato, avendone egli stesso eletti a decine fra quelli con una visione più integralista, sono raddoppiati rendendo impossibile l’elezione di un papa progressista o perlomeno capace di rispettare la laicità dello stato, di mediare, dialogare con quella parte consistente di società che negli ultimi cinquanta anni è radicalmente, profondamente cambiata).

Interessante notare la distribuzione dei voti: 301 favorevoli, 161 contrari e 102 astensioni – se si sommano i contrari e gli astenuti abbiamo 263. Quasi la metà dei parlamentari è razzista, xenofoba, antisemita e omofoba, non gliene importa un fico secco o è compiacente. Un dato significativo, da non sottovalutare, che la dice lunga sul venticello velenoso che attraversa l’Europa. C’è veramente poco da star tranquilli.

L’altro aspetto che mi colpisce è che, ancora una volta, nella risoluzione non si fa alcun riferimento all’attuazione italiana della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, stravolta nel DECRETO LEGISLATIVO del 9 luglio 2003, n. 216, in particolare all’art. 3 (Ambito di applicazione) ai punti 3, 4, 5, 6, e art. 4 (Tutela giurisdizionale dei diritti) e quindi trasformata in un’arma legislativa che autorizza forme di discriminazione (!!!) nei confronti delle persone LGBT* ed altre categorie sgradite. D’altronde, anche a noi è importato poco – c’erano tutti gli estremi per una sollevazione di popolo, invece…

Siamo lieti che il Parlamento europeo insista su questi temi (la precedente risoluzione è del 18 Gennaio 2006 e non ha avuto alcuna conseguenza in Italia, a parte reazioni a dir poco deliranti da parte del governo di centro destra e naturalmente della chiesa), ma se non si doterà di strumenti legislativi efficaci per punire gli stati inadempienti ed indurli ad adeguarsi alle direttive, le sue resteranno parole che ognuno potrà continuare ad ignorare o stravolgere a piacimento. Poiché allo stato attuale nessuno è disposto a rinunciare alla sovranità nazionale per continuare a fare i suoi comodi, non abbiamo dubbi: la comunità europea con il suo parlamento, le sue commissioni, la corte di giustizia e tutto l’ambaradan di gente che va e viene molto ben stipendiata, resterà un teatrino buono solo per distribuire fondi, tenere in piedi, in equilibrio, relazioni diplomatiche ed economiche - nulla di più. Quindi, i problemi o ce li risolviamo da soli, o nessuno lo farà al posto nostro - non a breve, almeno.

Vi invitiamo a scaricare o leggere il testo (provvisorio) della risoluzione...

 

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