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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

Una vicina lo ha visto in compagnia di un ragazzo. L'assassino potrebbe essere un conoscente.

Da “Il Nuovo”, 21 Novembre 2002

 

ROMA - Il suo convivente lo ha trovato in terra nudo accanto al letto, con un filo elettrico intorno al collo. Il cadavere di Fabio Puddu, 42 anni, è stato rinvenuto così, poco dopo le 15, nell'appartamento di via Pandosia, a San Giovanni. Ucciso con un colpo di punteruolo alla gola e poi strozzato. Nella sua bocca è stato trovato anche un pezzo di stoffa.

Una fine tragica per un uomo di 42 anni che di mestiere faceva il portiere d'albergo e che tutti i vicini sono pronti a definire come "gentile" e "sempre elegante". Una persona che viveva con grande discrezione la sua storia d'amore con Marcus C., impiegato del ministero delle Attività Produttive, con il quale coabitava già dall'88.

Ad ucciderlo con ogni probabilità è stata una persona che conosceva. Quando il convivente è entrato in casa ha trovato l'appartamento in ordine mentre la porta era chiusa ma senza mandate. E poi c'è una testimonianza che potrebbe rivelarsi preziosa. E' quella di una vicina che sostiene di aver visto Puddu verso le 14 in compagnia di un giovane. La donna ha raccontato ad alcuni commercianti e poi agli investigatori che a quell'ora è salita in ascensore insieme a Puddu e a un altro uomo. ''Abbiamo parlato a lungo e sembrava essere allegro come di solito'', ha detto la giovane che abita nel piano sottostante.

Varie le testimonianze raccolte dagli investigatori: vicini e commercianti oltre ovviamente al convivente. Intanto nel quartiere si è diffuso sgomento e sconcerto. Tutti parlano di una coppia affiatata, e descrivono Puddu come ''un bel ragazzo, magro e sempre elegante''. "Un ragazzo discreto e impeccabile - racconta commossa Viola, che gestisce una pizzeria a taglio nella strada a due passi da piazza Epiro - che amava vestirsi sempre in giacca e cravatta. Adorava cucinare ed eravamo diventati amici perché era molto espansivo e educato''.

 

Arrestato l’omicida di Fabio Puddu. È un ucraino di 23 anni che il gay aveva conosciuto da poco tempo:

L’assassino del portiere confessa: «Si è fatto trovare nudo, e l’ho colpito»

Di Marco De Risi e Paola Vuolo – “Il Messaggero”, 24 Novembre 2002

 

«Quando l’ho visto che mi aspettava in camera da letto, nudo, l’ho ucciso perché non sono gay». Comincia così la confessione di Andriy Chuyev, 23 anni, ucraino, clandestino, arrestato per l’omicidio di Fabio Puddu, 43 anni, portiere di notte all’hotel Sistina. Chuyev stava per tornare in Ucraina, gli agenti della Mobile lo hanno fermato a Ciampino, in casa della sorella poche ore prima della fuga. Giallo risolto in 48 ore. «Ero andato a casa di Fabio per fare alcuni lavori nell’appartamento» dice Chuyev al magistrato Salvatore Vitello «eravamo d’accordo anche sui soldi, quando però sono entrato nella camera da letto e l’ho visto nudo non ho capito più niente. Io non sono gay. Ho cercato di strangolarlo con il filo elettrico strappato da un ventilatore, poi gli ho premuto il cuscino sulla faccia e gli ho infilato gli slip in bocca, ma sembrava ancora vivo. Sono andato in cucina ho preso un coltello e gli ho tagliato la gola, l’arma l’ho nascosta sotto al materasso».

Prima di scappare dall’appartamento di via Pandosia, a San Giovanni, l’assassino ha rubato il computer, la stampante, un orologio e il cellulare del portiere, e ha aperto la chiave del gas. «Non so perché l’ho fatto» dice Chuyev «ero confuso, non capivo più niente». Gli oggetti rubati sono stati ritrovati impacchettati in casa della sorella: secondo gli investigatori, l’uomo, se li sarebbe rivenduti nel suo paese. E non convince gli inquirenti, la storia del gas aperto senza una ragione, l’ipotesi è che l’ucraino volesse causare un incidente per cancellare ogni traccia di sé.

Il corpo di Fabio Puddu viene trovato giovedì pomeriggio alle 15, dall’uomo che divide con lui l’appartamento. Alcuni testimoni lo hanno visto intorno alle 13.30, l’omicidio è avvenuto quindi in questo spazio di tempo. Gli investigatori della sesta e della sezione omicidi guidati da Francesca Monaldi e dal capo della Mobile Nicolò D’angelo ricostruiscono le ultime ore del portiere e le sue amicizie. Scoprono che alle 12.30 era a casa di alcuni parenti ed è andato via dicendo che aveva un appuntamento. Alle 13.30 viene visto da un’inquilina del palazzo mentre sale in ascensore con un giovane, la donna dice che i due si conoscevano, ma lei non ricorda bene il viso delle sconosciuto. In una tasca dei pantaloni della vittima, i poliziotti hanno trovato un biglietto con su scritto un numero di telefono. A chi appartiene? Si scopre che è il numero di una coppia eterosessuale che, per 40 euro, è disposta a fare l’amore sotto gli occhi degli sconosciuti. La coppia aveva lasciato il biglietto incastrato nel tergicristallo dell’auto di Puddu. I tre non si erano mai visti perché al portiere la cosa non interessava. Tra gli amici e gli ex fidanzati di Fabio Puddu, c’è un giovane ucraino che l’uomo conosceva da appena una decina di giorni: un incontro occasionale sulla Prenestina, in via dell’Omo, accanto ad alcuni magazzini dove lavorano molti extracomunitari. Puddu chiede all’ucraino un’informazione, il giovane non conosce bene le strade, chiacchierano un po’, tra i due nasce una simpatia. Il portiere e l’ucraino, che si chiama Andriy Chuyev, decidono di rivedersi. Quello di giovedì era il loro secondo appuntamento.

Il sindaco Walter Veltroni si è complimentato con la Squadra mobile. «Dopo una lunga serie di omicidi di cui sono rimaste vittime persone omosessuali è un fatto estremamente positivo che la professionalità e l'impegno della Polizia, che contribuiscono notevolmente a tenere basso il tasso di criminalità generale della nostra città, abbiano portato alla rapidissima soluzione di questo caso». E le congratulazioni alla polizia sono arrivate anche dal deputato Ds Franco Grillini.

 

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