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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

8 Novembre 2001 - Segnalazione di Fabio Croce

 

Questa mattina alle ore 08,00 gli abitanti di Via Pietro Verri hanno trovato una sorpresa: attivisti di Forza Nuova (la firma è apposta sullo striscione) hanno apposto uno striscione che attraversava tutta la strada recante la scritta "Via dei Froci già Via Pietro Verri".

E' stato prontamente rimosso dai ragazzi che andavano a scuola ed è stato richiesto l'immediato intervento dei Vigili Urbani che hanno constatato quanto segue: Un enorme tubolare metallico è stato trovato davanti la serranda dell'Ass. Culturale Events col quale gli attivisti di Forza Nuova hanno tentato di rompere la serranda del locale. Invece la serranda del Side (davanti all'Events) è stata divelta. Inoltre circa 12 bottiglie vuote erano sparse davanti alla vetrina dello stesso locale. Il Comitato di quartiere di Via Pietro Verri insieme a Fabio Croce e Luca Puglia, responsabili dei locali fatti oggetto di intimidazioni chiedono che la incolumità di chi vive e lavora su Via Pietro Verri venga salvaguardata dalle Autorità competenti.

 

La lettera degli abitanti di via Verri a Roma, dopo la comparsa lungo la via di uno sprezzante striscione di estrema destra

Da il “Corriere della Sera”, 9 Novembre 2001 - Lettere a Maria Latella

 

Cara Latella, dopo l'amarezza per una decisione piovuta dal cielo, da un giorno all'altro e senza mai interpellarci, ora abbiamo anche paura. Gli abitanti di via Verri, diventata recentemente «gay street», si sono svegliati questa mattina scoprendo la presenza di un immenso striscione, dal contenuto non ripetibile, firmato da un gruppo di estrema destra. Una vicenda, questa, che condanniamo, senza remore: gli insulti sono solo il nascondiglio di chi non capisce e rispetta la diversità. Ma cogliamo questa occasione per ribadire, un'altra volta, che la «gay street», battezzata e promossa dal Comune, assomiglia sempre più a un grosso sbaglio. C'era davvero bisogno di questa etichetta? I due soli bar che la giustificano - non esiste altro - esistevano anche prima e non avevano, finora, scatenato eccessive reazioni (né dagli abitanti né da altri). Ora questa decisione - che sembra sempre più ispirata a logiche commerciali (di chi gestisce i due locali), e non culturali, e alla voglia di conquistare consensi e voti - può diventare pericolosa per tutti! Ma è possibile che il Comune si comporti con tanta leggerezza?

Residenti di Via Verri

 

Cari residenti di via Verri, è vero che, sempre citando Andreotti, a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca, ma davvero pensate che la via Verri battezzata «Gay Street» nasconda solo un’operazione commerciale e/o squallidamente elettorale?

Per il Comune di Roma si vota tra quattro anni, quanto ai due bar avranno certo tratto vantaggio dalla pubblicità in corso, ma non pensate che vivano le stesse preoccupazioni che evidenziate nella vostra lettera? A proposito: ieri sera, i vigili urbani sono venuti in via Verri per verificare se lo striscione da voi segnalato fosse ancora lì. Non l’hanno trovato. È stato tolto? E da chi? Quanto alla tesi del «quieta non movère», non sono d’accordo: meglio, molto meglio, che gli idioti «machi» autori del primitivo e ridicolo striscione (di cui mi avete mandato foto) escano allo scoperto. Può darsi che, discutendo, qualcuno tra quelli che ancora chiamano «froci» si accorga, di colpo, di non vivere tra i Taliban dell’Afghanistan o nell’Iran di qualche anno fa, dove gli omosessuali venivano lapidati. Far finta di nulla, in certi casi, può essere molto pericoloso.

Maria Latella

 

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