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Aggiornato Giovedì 11-Ott-2007

 

Lucca, 21 Agosto 2006

 

Come conciliare fra loro interessi economici, ambientalismo, turismo, diritto alla libera circolazione, allo svago, al divertimento, ordine pubblico, sicurezza, rispetto della quiete pubblica, pacifica e civile convivenza?

Già, dev’essere proprio questo che leva il sonno agli amministratori viareggini e torrelaghesi, mentre ai residenti saltano i nervi per quello che vedono e subiscono ogni notte (provvedimenti deliranti, urla e sberci, risse, traffico come nemmeno in autostrada, autoradio a tutto volume, ecc.).

Non pensiamo che le aspre e perlopiù strumentali polemiche che regolarmente circondano la stagione estiva di Torre del Lago, animatissima dal consistente e molto ben pagante turismo LGBT* richiamato dai locali omo e friendly che affollano la riviera (Frau Marlene, Mamamia, Priscilla, Boca Chica ed altri), mettano in luce un generalizzato atteggiamento discriminatorio della cittadinanza locale e del turismo tradizionale contro le persone omosessuali, quanto, piuttosto, evidenziano carenze organizzative, di gestione e vigilanza del territorio. Negli anni tutti i provvedimenti adottati si sono invariabilmente dimostrati insufficienti, perennemente sperimentali, sempre in bilico tra tentazioni conservatrici, anche fortemente omofobe (nostalgia per i bei, vecchi tempi andati dove a farla da padrone erano le rassicuranti famigliole di villeggianti pizza, gelato e poi nanna), e necessità di adeguarsi senza però volerlo davvero o sapere come.

Su Torre del Lago, le mire espansionistiche economiche, politiche e criminali sono tante, alcune degenerate in attacchi violenti contro i locali e le persone LGBT* che frequentano la zona, Migliarino compreso (ad oggi, sono almeno una decina i casi segnalati in questo archivio, niente in confronto a quanto non viene denunciato o non finisce sui giornali). Forze contrapposte si contendono da otto anni il copyright, l’uso e il controllo di poche centinaia di metri di litorale ed entroterra geograficamente appetibili, strategici data la vicinanza con i più importanti capoluoghi regionali. Partiti e organizzazioni dichiaratamente omofobe (UDC, Forza Nuova - solo per citarne due), politici e singoli amministratori a caccia di facili consensi, demanio, circoscrizione, comuni limitrofi, i locali LGBT* & Friends consorziati, le altre attività commerciali che dall’odiata clientela ricavano comunque una bella fetta del proprio guadagno, le associazioni ambientaliste per la legittima tutela del parco naturale, gli stabilimenti balneari, i campeggi, i residences e il centro abitato che non possono prescindere da esso, tutto contribuisce a fare di Torre del Lago un caso nazionale, il primo di queste proporzioni, anche se nessuno pare rendersene conto.

L'amministrazione di Torre del Lago dovrebbe finalmente decidersi senza farne una questione ideologica, di parte: o accetta il turismo di massa, qualsiasi orientamento sessuale abbia, soddisfacendone le moderne esigenze (il che include la presenza rumorosa e non per tutti molesta dei locali notturni, specie se di successo, i quali notoriamente attirano gente e denaro più di quanto possano farlo i parchi giochi per bambini e le balere), o vi rinuncia vietando qualsiasi attività commerciale, ludica e culturale che lo richiami – in questo caso, però, coerenza impone che anche il Festival Pucciniano sia sospeso (gli uccellini del parco non sono melomani incalliti, musica lirica o dance per loro sempre rumore è – gli ambientalisti che chiesero solo la chiusura dei locali della marina dovrebbero saperlo).

Tutto o niente? No, ovviamente. Si può, si deve intervenire, mediare, ma per farlo occorre averne la volontà. Difficile accontentare tutti e nemmeno è possibile, ma con un pizzico di buon senso, guardando agli interessi di ognuno, non in una sola direzione, e senza nascondersi dietro un dito o sparandole grosse…

Se il problema è il traffico, l'affluenza indisciplinata e sporcacciona, la tossicodipendenza e l'alcolismo dei nottambuli avventori e il loro smodato interesse per il sesso libero, ecco alcuni consigli pratici per riportare l'ordine mettendo le persone nella condizione di vivere o frequentare liberamente il litorale con poco danno. Ma se il problema non è questo o solo questo, Torre del Lago è destinata a rimanere una questione aperta sino a quando gli imprenditori che ne hanno risollevato le sorti l'abbandoneranno per luoghi più ospitali.

1) I controlli della polizia dovrebbero essere discreti ma costanti, seri e severi. Non è difficile – una strada, per quanto lunga, non richiede l’intervento dell’esercito. Agli agenti basterebbe perlustrare il viale tenendo gli occhi ben aperti non solo sugli avventori LGBT*, ma anche sui curiosi e sui provocatori (che sono la maggioranza e frequentano la marina al solo scopo di molestare e causare tensione) - se poi effettuassero ripetuti controlli nei parcheggi e dietro le siepi, sai che incetta di ladruncoli, spacciatori, maniaci sessuali e guardoni farebbero… Troppa fatica, troppi fastidi, troppe scartoffie a fine nottata? Che cambino mestiere!
2) Alla forestale e al demanio si potrebbe invece delegare la sorveglianza serale e notturna della spiaggia, delle dune e della pineta. Spacciatori, maniaci sessuali e guardoni si annidano soprattutto lì. Nessuno ha interesse ad essere pizzicato con le mani nel sacco (e nei pantaloni), tempo qualche settimana e il problema è destinato ad estinguersi.
3) L’accesso automobilistico al viale dovrebbe essere limitato al parcheggio sino ad esaurimento dei posti disponibili. Biglietto d’ingresso a tariffa unica, qualsiasi sia il tempo di permanenza e ovunque si parcheggi. La ditta appaltatrice del servizio corrisponderà il dovuto ai locali per i posti che mettono a disposizione.
4) Il traffico per raggiungere o lasciare la marina dovrebbe essere deviato fuori dal centro abitato per ridurre al minimo i disagi per residenti e domiciliati temporanei (i quali, dotati di opportuni permessi gratuiti, potrebbero transitarvi a piacimento, mica come recentemente che a casa ci sono dovuti andare a piedi perché i vigili, forse interpretando troppo rigidamente un’ordinanza particolarmente restrittiva, non facevano passare nessuno!).
5) La viabilità dovrebbe essere resa chiara e fruibile per chi non è del posto (la segnaletica attualmente assente o carente, ad esempio, la si potrebbe provvisoriamente disegnare a pennarello – dopo l’una di notte la gente s’accontenta, le basta sapere dove la si sta costringendo ad andare!).
6) Un altro provvedimento da prendere seriamente in considerazione, non solo a Torre del Lago, potrebbe riguardare l’obbligo di servire bevande esclusivamente in contenitori di plastica, vietando, dopo una certa ora (le 23?), la somministrazione di alcolici – chi se li porta da fuori, fuori dalle balle, nessuno ne sentirà la mancanza, e chi dovesse lamentarsene può sempre seguirli. Meno ubriachi in giro, meno problemi. Locali e avventori ne trarrebbero solo beneficio.

Messe in atto queste piccole accortezze, l’apertura dei locali potrebbe protrarsi anche sino al mattino: brioche e cappuccino per tutti, in allegria o sonnecchiando - a prezzo politico, naturalmente.

C. Ricci

 

PICCOLA RASSEGNA STAMPA...

 

Il programma Lucignolo attacca le notti sulla marina del paese
Droga, sesso libero e anche risse in contrapposizione alle Ferrari e al bel mondo di Forte

Di Giada Menichetti – “Il Tirreno”, 1° Luglio 2006

 

“Lucignolo”, non mi è mai piaciuto, trovo che i suoi servizi smerciati come scoop, siano sempre moralisti, della specie peggiore perché confezionati come spiando dal buco della serratura e fatti passare per reportage imparziali - in realtà sono brutte copie inverosimili, paracule e provinciali dell'italico e già orribile cinema/verità anni '70, (“Mondo cane 1”, 2, 3, ecc. - per intenderci). Patacche per lobotomizzati, bigotti e gonzi. Hanno sempre trattato i temi LGBT* con piglio pruriginoso, morboso, spretato. Alle donne guardano sempre sotto la sottana - insopportabile. Non è giornalismo, è spazzatura - putrescente.

C. Ricci

TORRE DEL LAGO. Un luogo di sesso facile, una zona franca per bere, fumare e drogarsi quanto si vuole: questa, per la trasmissione Lucignolo, è Torre del Lago. Il settimanale di approfondimento di Studio Aperto, in onda su Italia Uno ogni giovedì, intorno alle 23,30, nell'ultima puntata, intitolata "Confusion" e dedicata al mondo gay, lesbo e trans, si è dedicato al "covo degli eccessi" - Torre del Lago appunto - descritto come il Paradiso della perversione e dell'illecito, senza limiti e senza regole. La reazione dei locali della marina del peccato non si è fatta attendere: annunciano una querela a Lucignolo. E il Comune garantisce che li appoggerà. Il servizio, girato sabato 3 giugno, partiva dalle fiammanti Testarossa parcheggiate davanti ai locali di Forte dei Marmi, il "mondo dei buoni", secondo la lettura che Lucignolo dà della Versilia by night. Poi le telecamere si spostavano a Viareggio. In compagnia di improvvisati testimonial della perversione torrelaghese, la troupe del programma raggiungeva in auto "il covo delle vipere e dei serpenti", come citavano testualmente il ragazzo e l'inviata della trasmissione, assecondandolo. Giunti a destinazione, l'operatore di Lucignolo spaziava dai balli sulla terrazza del "Mama Mia", uno dei locali di riferimento della marina, ai giovani travolti dalla passione. Questi ragazzi presi dalla passione omosex sono stati ripresi dietro le dune, sulla marina, altri sono stati ripresi a scolarsi birra, cocktail o ad acquistare droghe di tutte le taglie, dal pacchetto di hashish mostrato con orgoglio da un giovane sedicenne fino allo spinello esibito da un gruppo di ragazzi poco più che maggiorenni. E ancora Lucignolo mostra scene di spaccio, nell'oscurità della spiaggia antistante ai locali, atti di sesso inequivocabili, nonostante la parziale ombreggiatura in omaggio al pubblico pudore e, dulcis in fundo, anche una rissa, perché, sottolinea l'inviata, "la gente è così fatta che basta poco per creare confusione". Ieri mattina, a Torre del Lago e a Viareggio, il commento sulla trasmissione choc, era affidato a una sola parola che passava di bocca in bocca: sconcertante. "è l'ora di finirla - dichiara il presidente della circoscrizione torrelaghese, Athos Pastechi -: ora visioneremo quanto prima la cassetta della trasmissione, insieme agli operatori della marina e, se necessario, adiremo alle vie legali contro i responsabili di questa pubblicità diffamante". Anche i locali della marina attaccano la trasmissione. "è assurdo il paragone fra Torre del Lago e Forte dei Marmi, per dividere buoni e cattivi - osserva Alessio De Giorgi, titolare del Mama Mia ed ex presidente regionale di Arcigay - risse e tafferugli si possono trovare davanti a qualsiasi discoteca, come le coppiette appartate in zone protette da occhi indiscreti. I nostri clienti sono rimasti sconcertati, siamo stati dipinti come uno dei gironi dell'Inferno". Sulla stessa linea il commento di Regina, titolare del pub Priscilla, nonché presidente regionale del Mit, il Movimento dei transessuali: "Questa trasmissione è un'offesa non solo alla comunità gay e lesbica ma a un'intera città: un servizio di cattivo gusto, dovremo valutare il da farsi con serenità". Dal Comune l'assessore al turismo Franco Pulzone sottolinea "l'immenso danno d'immagine ricevuto da Torre del Lago" dalla puntata di Lucignolo, appoggiando ogni iniziativa legale che, eventualmente, i titolari dei locali della Marina e la circoscrizione vorranno proporre contro la produzione. E l'assessore alla sicurezza Antonio Nicoletti conclude con una proposta a Italia 1: "Invito la troupe di Lucignolo a trascorrere in mia compagnia, a Torre del Lago, un venerdì o un sabato sera in questa stagione. Gli inviati saranno miei ospiti, e vedremo se la situazione è realmente quella da loro descritta nel servizio".

 

Arci e Friendly respingono le accuse e plaudono alle forze dell’ordine

"La Nazione", 24 Luglio 2006

 

L’Udc ha aperto lo scontro su tre fronti, per il caos di Torre del Lago, e oggi si trova circondata: in mezzo al «fuoco» del consorzio Friendly Versilia, dell’Arcigay e anche della circoscrizione, difesa da Forza Italia, con Baldini che invita ad abbandonare i toni omofobici.

Bert D’Arragon dell’Arcigay Toscana parla di omofobia assurda: «E’ davvero singolare che in una zona balneare a vocazione commerciale-turistica come Torre del Lago ci si lamenti dell’arrivo della gente, addirittura 10-15.000 visitatori, e dunque clienti, solo perché tra i promotori del popolare evento estivo Mardi Gras ci sono locali gay e transgender. Altrove, in questo periodo di crisi economica, un successo così grande delle attività culturali e di promozione turistica farebbe saltare di gioia tutti. Il traffico è un problema reale, come lo è dapperttutto, ma mi sembra che il comune e i vigili facciano veramente tutto il possibile e mi pare che i disagi siano gli stessi che si verificano anche nelle altre città turistiche durante manifestazioni e festival di grande richiamo. Mi chiedo se l’Udc si lamenterebbe nello stesso modo se invece del Mardì Gras ci fossero un raduno degli scout o una ricorrenza religiosa a causare i disagi».

Scende in campo anche Regina Salariano, presidente del Friendly Versilia, consorzio che raduna oltre 30 aziende turistiche: «Questa storia si ripete da 8 anni con precisione maniacale. L’Udc non ce l’ha con i gay, no: è solo che i loro locali attirano più gente e lavorano di più, e questo discriminerebbero gli altri locali, che non lavorano col turismo gay... Questa è omofobia allo stato puro. Queste persone non sanno più nemmeno di cosa parlano. Non sanno che da quattro settimane due pattuglie delle forze dell’ordine sono fisse sulla Marina ogni venerdì e sabato sera, garantendo sicurezza per tutti. Non sanno che: da questo weekend i vigili sono in forza per lo straordinario, assicurando una viabilità più ordinata; i locali vengono controllati dalla polizia annonaria almeno una volta al mese; i due locali con licenza da ballo hanno notevolmente ridotto il livello della propria musica e non la diffondono più sulla strada dal lontano 2003. Quanto al Mardi Gras, il consorzio prega in ginocchio l’Udc di non riaprire per l’ottava volta la polemica: Viareggio, Torre del Lago, i giornalisti, i turisti “normali” - come amabilmente l’UDC definisce quelli eterosessuali - e quelli “anormali”, i commercianti, la Toscana tutta, persino gli animali del Parco non hanno più davvero voglia di una querelle infinita in cui il contendere è solamente quando tenere la manifestazione. Se l’Udc trova i finanziamenti per coprire le spese ed organizzarla a metà gennaio, se la organizzi. I locali gay hanno contribuito alla crescita economica di Torre del Lago, più del mercatino del bric-à-brac, unica manifestazione della circoscrizione. Non a caso Festival Puccini e Friendly Versilia dialogano e collaborano tra loro».

Infine Massimiliano Baldini, coordinatore di Forza Italia, difende Athos Pastechi: «Molte questioni sollevate dall’Udc sono condivisibili, ma la responsabilità non è certo della circoscrizione, quanto del comune che non è in grado di gestire un fenomeno di dimensioni notevoli, sotto il profilo della sicurezza e della viabilità, e non rispetta le competenze che lo statuto riconoscerebbe alla circoscrizione. Ad ogni modo per Forza Italia si tratta di una questione di organizzazione, e certamente respingiamo ogni riferimento di natura omofoba».

 

I vigili urbani non sanno più a che santo votarsi soprattutto quando inizia il flusso di macchine dai locali gay

Di Donatella Francesconi – “Il Tirreno”, 31 Luglio 2006

 

TORRE DEL LAGO. Ai rintocchi della mezzanotte il traffico nel cuore dell'estate versiliese impazzisce. E la lunga coda di auto in ingresso nella frazione pucciniana, poco dopo l'una, si prende i pomodori lanciati dai residenti insonni e frastornati da clacson e autoradio a palla. Un'ordinanza voluta dalla circoscrizione blocca l'ingresso a Torre del Lago, lungo l'Aurelia, per chi proviene da Viareggio o dalla Marina via cavalcavia Arcobaleno. L'idea è che dovrebbe essere così fino al 10 settembre. Sabato notte, a mezzanotte e mezza, è già chiaro che "la soluzione è peggiore del male". Come commenta chi tra i vigili urbani ne ha vista più di una di ricette insensate. Se il fine settimana scorso ha tenuto svegli i residenti a causa delle auto che cercavano scampo alle code infilandosi per stradine e stradelli, quello appena trascorso li ha costretti a ritardare il rientro a casa. Per battere la campagna, nel buio della notte, lungo una viabilità "alternativa" da 5-7 chilometri in più a testa. Ligi all'ordinanza, gli agenti della municipale hanno vigilato che nessuno imboccasse l'Aurelia nel senso interdetto. Qualcuno ha mollato il motorino all'altezza del blocco e ha fatto a piedi i pochi metri che lo separavano da casa. Qualcun altro si è perso, lungo le stradine senza illuminazione e ha fatto due o tre giri inutili prima di trovare la strada di casa. Altri hanno inveito contro Comune di Viareggio, circoscrizione, vigili utilizzando tutto il vocabolario di insulti e maledizioni. Chi, poi, ha dovuto fare rientro fuori provincia (a Rosignano, Livorno, Vecchiano) prendendo l'autostrada dalla Marina si è fatto un bel giro "panoramico" nella zona industriale di Bicchio, alle porte di Viareggio. Dove non c'è un cartello con indicazioni utili agli automobilisti nemmeno a pagarlo. Davanti agli assessori (sicurezza e traffico) e direttore generale del Comune, scesi in strada per rendersi conto di quanto stava accadendo, una ragazza in minigonna di jeans e maglietta bianca non le ha mandate a dire: "C'è un anziano, 75 anni e invalido, che da un'ora non ha fatto rientro a casa...ma da dove l'avete fatto passare?". È passata l'una e mezzo quando alla radio nell'auto dei vigili, una voce chiede un'autorizzazione: "C'è una donna che ha urgenza di passare, deve portare dei farmaci alla bambina. I familiari l'aspettano, chiedono di farla passare...". L'ufficiale, da un'altra postazione, dà il via libera: "Dille che si palesi, quando arriva...". Parola d'ordine, abito lì. Nel frattempo, sulla Marina dei locali gay si vive un'altra vita sotto gli occhi delle forze dell'ordine, compresi i carabinieri dei nuclei speciali in tuta nera e basco. La musica resterà amplificata fino oltre le tre di notte, quando comincerà l'esodo. E allora, raccontano i vigili, il problema diventa regolare il flusso delle auto con dentro 3-4-5 persone tutte immancabilmente alterate. Dall'alcol e non solo, visto che nell'ultimo tratto della Marina fanno bella mostra di sé i banchetti improvvisati degli immigrati che offrono lattine di birra a copertura, è fatto risaputo e confermato, dello spaccio di stupefacenti. Passano pochi minuti e all'altezza dei cassonetti si ferma un'ambulanza. Là dove poco prima avevamo visto una ragazza armeggiare con una bustina.

 

Ancora polemiche su Friendly Versilia

"La Nazione", 2 Agosto 2006

 

Ciro Costagliola denuncia la prostituzione minorile anche a Torre del Lago ed è dubito polemica. «Credo che faccia poco il suo dovere un consigliere comunale e provinciale che, se sono vere le cose che dice, non le denuncia innanzitutto all’autorità giudiziaria», afferma Alessio De Giorgi, organizzatore del Mardi Gras.

«Penso che le cose che dice siano montate ad arte - afferma De Giorgi - Forse Costagliola sfrutta a fini di visibilità politica quei ragazzi che sono costretti a prostituirsi, e su cui volutamente solleva un polverone per screditare quello che sta avvenendo sulla Marina. Qua non ci sono ragazzi che si prostituiscono, ci sono tanti frequentatori anche giovani, ma non prostituzione minorile. Se c’è la prostituzione è di immigrati maghrebini adulti, e non avviene certo il sabato sera quando c’è il massimo di presenze e affollamento. Costagliola sta cercando di screditare la conquista di uno spazio per i gay che a lui non è mai andato bene. Parla al ventre molle della gente con l’argomento che sta più a cuore all’opinione pubblica, la tutela dell’infanzia. Non confondiamo le questioni e non gettiamo fumo negli occhi alla gente perché sulla Marina ci vanno i nostri figli, anche quelli dei viareggini. Certo, ci sono anche persone che non sanno divertirsi, ma sono comunque una piccola minoranza. Al sabato sera convivono diecimila persone, come in tante altre serate, anche senza la presenza della polizia che per anni al sabato sera non s’è mai vista».

«Il problema - conclude De Giorgi - è debellare la presenza di quegli extracomunitari che delinquono perché a qualcuno può sembrare di essere nella terra di nessuno. Quest’anno la polizia ha fatto tanto ma bisogna insistere su questa strada perché c’è lo spaccio ma anche tanta microcriminalità che rapina le coppiette che s’appartano in spiaggia: a Forte dei Marmi non succede nulla, ma sabato sera un mio amico è stato derubato e minacciato con un coltello».

 

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