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Aggiornato Venerdì 26-Gen-2007

 

 

Sbalordite amiche e amici, sedetevi e sbalordite! Ricevo per posta la seguente richiesta: non so se piangere, se ridere, se disperarmi! La prima reazione a caldo è stata: "in che mani siamo, ragazzi, in che mani siamo. Il card. Siri diceva: meglio trattare con un delinquente parlamentare che un parlamentare cattolico che fa finta di crederci.

Paolo Farinella, prete (Genova)

Aggiornamento sulla vicenda inviatoci il 1° Giugno 2006:

Care Amiche e Amici,
un giornalista del Riformista mi ha telefonato per dirmi che ha contattato il deputo Volonté il quale ha ammesso di avere spedito lettere a tutte le parrocchie d'Italia usufruendo dei servizi della Camera.
Sto finendo una lettera al Presidente della Camera, Bertinotti, per chiedere verifiche e risposte. Forse metterò su una raccolta di firme pubblica, perché il deputato Volontè è intenzionato ad andare avanti "giaculando".
Finora ha speso solo per buste, carta, stampa e spedizione euro 39.600,00 a carico della Camera e quindi della fiscalità generale, cioè dei cittadini, compresi gli atei, gli agnostici, gli anarchici e gli indifferenti.

Paolo Farinella, prete (Genova)

 

Egregio Signor Parroco,

sono [sic!] a disturbarla per chiederle la cortesia di inviarmi, se possibile con sollecitudine, una giaculatoria, di quelle che insegnavano le nonne ai nipotini.

Io le ho imparate così e così le insegno alle mie figlie. Purtroppo vedo che questa sana memoria cristiana, che ci accompagna durante la giornata, và [sic!] scomparendo e rischia così di finire una ricca e proficua 'trasmissione di fede'.

Perciò mi sono deciso a chiederle una (o più) 'giaculatorie' che insieme a quelle dei suoi confratelli delle altre parrocchie italiane, vorrei raccogliere in un volumetto semplice che penso utile ed edificante. Confido nel potere aver una sua risposta entro il mese di luglio.

Spero di averla convinta e non averla disturbata,

Suo in Cristo
Luca Volontè

 



 

Sig. Luca Volontè
Camera dei Deputati
Roma

e p.c.

ad una marea di amiche e amici
che prego di diffondere
ciascuno con i propri mezzi

 

Lei non mi conosce perché se mi conoscesse non mi avrebbe scritto la delirante richiesta di cui sopra. In quanto cristiano la ritengo responsabile in solido dello sfascio dell'Italia in cui il governo Berlusconi da lei e dal suo partito sostenuto e condiviso anche in appoggio a leggi immorali totalmente in contrasto con la dottrina della Chiesa, quella Chiesa di cui lei ora si fregia per convenienza partitica, raccogliendo "giaculatorie" da pubblicare, mi pare di capire, in un libro, non per le sue figliole (poverette!), ma per inviarlo come propaganda a tutte le parrocchie italiane e istituti religiosi, maschili e femminili, credendo così di millantare un credito che eticamente lei ha perso il giorno in cui ha votato la prima legge ad personam, favorendo gli interessi personali e di casta del deputato Berlusconi e famigli. D'altronde, anche nel suo partito, lo stesso segretario Follini si è dissociato, sebbene in ritardo e per questo lo avete dimissionato. Dal punto di vista della morale cristiana è ladro tanto chi ruba quanto chi para il sacco. Lei di sacchi ne ha parati uno stock intero in cinque anni. Da cattolico?

Ogni volta diceva una "giaculatoria" per non rischiare di far "finire una ricca e proficua 'trasmissione della fede'"? Quando ha votato il conflitto d'interessi quale giaculatoria ha detto, potrebbe inviarmela? O per la legge sulle tv del padrone, a chi ha chiesto protezione? A santa Chiara? A santa Scura? o a Santa Opaca?

La "sollecitudine" che lei invoca per inviarle le "giaculatorie", la impegni più proficuamente a meritarsi il lauto stipendio (12.000?/15.000? euro al mese?) che noi con le nostre tasse le paghiamo perché serva il paese e non perché si preoccupi della "trasmissione della fede". Lei è stato eletto non per assemblare giaculatorie, ma per servire il popolo sovrano, facendo una opposizione legittima ma proporzionata al dovere della maggioranza di governare il Paese, specialmente nello stato comatoso in cui voi lo avete lasciato.

Se lei ha imparato le giaculatorie da piccolo, le reciti in silenzio e non le sbandieri in piazza perché così fanno anche gli ipocriti e i pagani: per farsi vedere e per averne un utile. Lei vorrebbe farmi credere che è preoccupato per la "trasmissione della fede"? Via, sig. deputato! lei crede veramente che io sia così stupido da non capire il suo diabolico piano?

Lei ha perso le elezioni e il potere, vuole mantenere i contatti con quel bacino di riferimento cattolico che sono le parrocchie (la maggior parte delle quali sono da lei distanti, tanto per precisare, ovvia!) e accreditarsi come deputato credente e praticante fino al punto da raccogliere "giaculatorie" e pubblicarle con il suo nome e cognome (Andreotti docet!) e fare così propaganda sistematica per i gonzi che possono cascarci.

Vedo anche che lei ha fretta in questa santa fatica editoriale se mi chiede una giaculatoria entro luglio: forse che vanno in scadenza come il tonno e l'insalata?

Io, invece, Paolo Farinella, prete di Genova, elettore e quindi pro quota parte attiva del popolo sovrano di cui lei è dipendente, considerato che ha scritto con la carta intestata della Camera (quindi gratuita), chiedo a lei che ha l'obbligo morale e giuridico di rispondere:

1. Ritiene lei che la raccolta delle giaculatorie, una per parrocchia di tutta Italia (circa 40.000) sia una priorità essenziale ed esiziale per la sopravvivenza del popolo che lo ha eletto al parlamento? Presenti un disegno di legge, sia discusso in commissione e in Camera e si voti sulla proposta e sulla copertura finanziaria (forse si ridurranno le pensioni minime perché con una giaculatoria al giorno gli anziani riescono a levare il medico di torno?).

2. Se la sua iniziativa è privata, perché usa la carta intestata della Camera che le compete solo nell'esercizio della sua funzione di deputato che nulla a che a fare con questa stupida e ignorante iniziativa? Non è questa la morale cattolica? Lei ha studiato una morale ad elastico?

3. Quante copie intende stamparne dell'eventuale libro di giaculatorie? A spese di chi? Per la spedizione eventuale alle parrocchie e/o ad altri chi paga le spese postali? Il francobollo di posta prioritaria che c'è sulla busta della sua missiva chi lo ha pagato? Lei di tasca sua o noi di tasca nostra per intromissione indebita delle sua mani? Lei ha il pudore ancora di dire che non avete aumentato le tasse e non avete messo le mani in tasca ai cittadini? Cosa sta facendo lei, non sta mettendo le mani nelle mie e altrui tasche?

4. Per preservare la "trasmissione della fede", sarebbe meglio che non usasse i soldi dei cittadini, come esige la morale cattolica per spedire lettere sue personali o per stampare libri di giaculatorie inutili e fuorvianti. Deputato Volontè "giaculi" meno e non sperperi i soldi degli Italiani e impegni il suo tempo a servizio del popolo. Per la morale cattolica con o senza giaculatorie, se così fosse, si chiama furto e se lei persiste furto aggravato che, secondo san Paolo è sanzionato con l'inferno.

Comunque voglio accontentarla e le mando la seguente giaculatoria che mi insegnò mio nonno oltre cinquat'anni fa: "Dai democratici cristiani che si servono della fede per i loro sporchi affari, liberaci, o Signore" che io aggiorno per suo diletto e trastullo fideistico: "Dalla peste, dalla fame, dalla lebbra e dall'Udc liberaci, o Signore, ora e sempre. Amen".

Spero che non ci sia più una prossima volta, ma se dovesse esserci, la prego di non firmarsi più "in Cristo, suo..." perché lei non è "mio", essendo la schiavitù abolita da qualche secolo e poi perché è meglio non mischiare il suo partito con l'acqua santa in quanto incompatibili ex radice.

Mi saluti le sue figlie ed esprima loro tutta la mia umana solidarietà in caso di una loro autonoma e sperabile rivolta filiale.

Paolo Farinella, prete
Genova

PS. Se lei dovesse pubblicare un libro di giaculatorie a spese pubbliche, io citerò in giudizio lei e aventi causa, chiedendo i danni materiali e morali.
Un consiglio gratis: impegni il suo tempo libero a studiare la grammatica e la sintassi, sicuramente le sarà più utile.

 

 

… naturalmente. Spero che il signor Volontè riceva tante belle lettere di protesta giustamente indignate come quelle che vi propongo, ed anche peggio, tanto lui mica si perita a spararle e farle grosse, a nostre spese.

Ricevo da Daniela Tuscano, professoressa milanese attentissima, ben scrivente e molto ben ragionante, la mail che a sua volta ha inviato a Luca Volontè - volentieri la pubblico, ringraziandola.

 

On. Volonté,
mi chiamo Daniela Tuscano, ho 41 anni e insegno lettere in un istituto del Milanese. Sono cattolica praticante e un mio amico sacerdote mi ha inoltrato la mail da Lei inviata con richiesta di giaculatorie da pubblicare in un libro.

Il mio amico Le ha già risposto per le rime come meglio io non saprei fare. Però questa Sua ultima iniziativa (dopo quel commento protervo, volgare, sprezzante sul sondaggio secondo il quale il 65% degli italiani sarebbe favorevole alle unioni civili, lesivo della dignità dei valdesi e, come al solito, ingiurioso verso i vostri odiatissimi gay) ha per me rappresentato la classica "goccia che fa traboccare il vaso".

Ne ho abbastanza di gente come Lei. Sono stanca, come cittadina e come cattolica, di vedermi "rappresentata" da clericali senza scrupoli, che non si peritano di allearsi con personaggi quanto più lontani dalla morale cristiana pur di combattere gli unici nemici che voi considerate tali: i "relativisti", le donne che si autogestiscono, e naturalmente gli omosessuali.

So bene che di queste persone, in quanto tali, non ve ne importa nulla. E proprio per questo trovo ancor più repellente che voi facciate leva sui sentimenti più bassi e discriminatori nei loro confronti nella speranza di accattare qualche voto in più e la compiacenza di alcuni alti prelati.

Considero ripugnante l'atteggiamento di altera iattanza, tipico del resto delle frange cielline, verso l'ecumenismo, verso i "cattolici adulti" come li (ci) chiamate con irrisione. Non sta a Lei decidere chi ha fede e chi non l'ha. Trovo vergognoso che un partito politico si fregi di rappresentare la dottrina sociale della Chiesa, come già aveva tentato di fare il Suo esimio collega Bondi qualche mese fa.

Mi riservo comunque anch'io, qualora dovesse ancora mancare di rispetto ai cattolici e/o ai cittadini che non la pensano come Lei, di agire nelle sedi opportune. Non è nemmeno questione di democrazia: è questione di rispetto.

Prof. Daniela Tuscano - Milano

 

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