Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione...
Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione...
Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca per accedere alla sezione... Clicca Clicca per accedere alla sezione...



Le immagini, se non diversamente segnalato, sono prevalentemente tratte da materiali fotografici e grafici preesistenti modificati e riadattati dall'autrice. La riproduzione parziale e non a scopo commerciale del materiale pubblicato (immagini e testi) è consentita citando la fonte (indirizzo web) e l’autore (Cinzia Ricci o altri), diversamente tutti i diritti sono riservati.

Questo sito, testato principalmente con Firefox, Internet Explorer e Safari, è privo di contenuti dannosi per i computer. L'utilizzo di altri Browser o comunque con script e controlli ActiveX disattivati, potrebbe causare visualizzazioni difformi o parziali, errori e malfunzionamenti. Risoluzione schermo consigliata: 1024x768.

 

Contattaci!
Aggiornato Lunedì 12-Mar-2018

 

 

A Giovanni sarebbe piaciuto raccontare che sua madre era una ballerina, ma solo ballerina non fu e la danza, se così possiamo chiamarla, era piuttosto l’aspetto decorativo che rendeva assai meno infamante un mestiere inconfessabile allora come adesso, sinonimo di appellativi iniqui ancor prima che offensivi. Insomma, sua madre aveva esercitato il mestiere di antréneuse – con passione e successo.

Ella fu, innanzitutto, una donna irrazionale e vacua. Divoratrice insaziabile di romanzi rosa, fu capace di credere ciecamente ad ogni singola parola letta. Da attrice consumata indossò i panni delle sue improbabili eroine e in una specie di delirio allucinatorio che la rese chimera affascinante ed evanescente, si affermò quale apprezzata, molto ben pagata e corteggiatissima antréneuse e ballerina di fila nei migliori night dell’Italia centro-settentrionale.

Di suo padre, invece, non gli sarebbe piaciuto dire che faceva solo il meccanico (senza offesa per chi onora questo straordinario mestiere), ma solo meccanico egli non fu ed anzi, la meccanica, così possiamo certamente chiamarla, altro non era che una copertura, il compendio indispensabile ad un’occupazione di gran lunga più redditizia, eccitante e pericolosa: il contrabbando.

Erano entrambi molto giovani, belli, ammirati e temuti quando s’incontrarono per la prima volta in un night ai confini con la Svizzera...

 

Clicca per accedere alla sezione...

(RACCONTO INCOMPIUTO)

Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...

Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...

Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...
Clicca per accedere alla pagina...