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Lunedì 12-Mar-2018


Cinzia Ricci nasce il 10 Marzo del 1964, a Lucca.

Consegue il diploma della Scuola Media Inferiore in seguito a tre anni di disastrosa, inutile frequenza. Le vicende familiari la obbligano ad interrompere gli studi ma ciò non le impedisce di farsi un solido bagaglio culturale, professionale ed umano. Onnivora, dotata di grande vivacità intellettuale, sostenuta da un'irriducibile e innata curiosità, autodidatta versatile e capace, negli anni si forma ed esprime, senza peraltro ricavarne alcun vantaggio risolutivo durevole, in un gran numero di attività creative e pratiche: dipinge, scrive (poesie, racconti, articoli), si specializza nel disegno artistico (illustrazioni, grafica pubblicitaria, Ex Libris) e tecnico (complementi di arredamento, scenografie), progetta e realizza allestimenti teatrali, lavora come tecnico luci, macchinista, attrezzista (anche per il cinema), si dedica alla fotografia, impara l'arte del restauro e della decorazione, nel tempo diviene un ottimo artigiano e con questo si guadagna da vivere.

Dal 1980 al 1999 ha esposto le sue opere pittoriche e grafiche, ha lavorato per il teatro e il cinema (scenografia, attrezzeria, luci, sceneggiatura, recitazione), alcuni suoi articoli sono apparsi su vari periodici toscani, uno studio scenotecnico e illuminotecnico sulle opere di Andrieu de la Vigne "Moralité de l'Aveugle et du Boiteaux" e William Butler Yeats "The Cat and the Moon", è stato pubblicato dal Centro Universitario Teatrale di Pisa nella collana "Quaderni de Baubo", il mensile "New Age and New Sounds" ha pubblicato alcune sue fotografie, si è qualifica come miglior decoratrice di carri allegorici in carta pesta al Palio di San Jacopo di Gallicano (Lucca), ha tenuto un corso di scenografia presso la scuola elementare di Fornoli (Lucca), parte dei suoi Ex Libris sono stati pubblicati sulla prestigiosa "Encyclopaedia Bio-Bibliographica of the Art of the Contemporary Ex Libris", edita da Artur Mario de Mota Miranda (Portogallo) e distribuita esclusivamente nelle maggiori biblioteche del mondo, un suo memoriale depositato presso l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo) è servito come materia di studio ed è stato utilizzato per una tesi di laurea.

 

 

Nel 2000 acquista il suo primo Personal Computer. L'anno dopo è tra le fondatrici della mailing list ALI (Alternativa Lesbica Italiana, comunità on-line a carattere nazionale oggi non più esistente) per la quale progetta lo zibaldone "AcchiappaLesbiche!" realizzandone la grafica e parte dei contenuti successivamente sostituiti.

Nello stesso anno inizia a lavorare a “fiLmES”, un'ambiziosa e articolata ricerca sul lesbismo e la lesbofobia nel cinema dal 1895 ad oggi. Una selezione del materiale raccolto è pubblicata nell’omonima sezione del sito che, presumibilmente, rimarrà incompiuta.

Tra il 2002 e il 2003, partecipa alla nascita de “L’altro volto”, la prima associazione lucchese gay e lesbica (estinta).

Il 10 Agosto del 2003, timidamente pubblica le prime pagine di “Borderline”, un’inchiesta attraverso la quale racconta “l’altro” lesbismo: quello distante anni luce dal lesbo-chic politicamente corretto, che non milita, non fa parte dei salottini e delle consorterie, non finisce in TV, sulle riviste e sui giornali, che poco interessa a chi è troppo indifferente, spaventato o stupido per rendersi conto che non viviamo nel paese dei balocchi. Storie di donne, lesbiche, ma anche di uomini e transessuali che fanno quotidianamente i conti con l’omofobia e, più in generale, con le discriminazioni e gli abusi perpetrati dalla cultura omo ed eterosessista. Storie di vita difficili, talvolta drammatiche – comunque significative e, per lei, bellissime. Agnese Franceschini, giornalista italiana che lavora da anni in Germania, la intervista e partendo dall’assunto di “Borderline” realizza un programma per la radio di stato tedesca che ha uno straordinario, inaspettato successo.

Dopo la pubblicazione delle prime pagine di “Borderline”, comprende l’opportunità straordinaria che il mezzo le offre e pensa di approfittarne per far conoscere anche altri aspetti del suo lavoro che, comunque, non si limita all’impegno, ancorché anarcoide e forzatamente solitario, in favore dei diritti civili. Internet le permette di bypassare lo strapotere dei canali culturali, politici ed editoriali tradizionali (cartacei e web) dandole modo di renderlo pubblico non pagando le conseguenze di un sostanziale disinteresse (se non proprio, in taluni casi, fastidio) con il quale la cosiddetta comunità LGBT* e non solo, la accoglie. Così, un poco alla volta, pubblica una selezione della sua opera pregressa aggiungendovi di volta in volta le nuove produzioni.

Nel tempo il sito si arricchisce sino a raggiungere le attuali 8.023 pagine, corredate da file video, audio ed oltre 16.458 immagini perlopiù originali (sue creazioni o elaborazioni) suddivise in 20 sezioni principali che raccolgono i racconti non esclusivamente lesbici (“Il giuoco della campana”, “Ritratti”, “Altre storie”, “Cronache di provincia”, “Résonances da la rupture” con l'appendice "VOCI"), le “Poèsie”, gli aforismi e i pensieri sparsi in “Diario di bordo”, facezie varie e bricolage (“Amenità”, “Effetti decorativi”, “Restauro”), “Opinioni” su vari temi d'attualità, la “Grafica”, i “Fumetti”, la “Pittura”, la “Fotografia”, l’Oggettistica, “(R)Esistenze” e, ultima in ordine cronologico, la sezione "Lucca nella memoria".

Scopre di fare “cultura” (nell’accezione più seria, ampia, minacciosa e destabilizzante del termine) il 18 Aprile del 2004, quando è vittima insieme alla sua compagna di un’aggressione lesbofobica compiuta da persone rimaste ignote che cercano di persuaderla a interrompere il suo attivismo e le sue attività (la vicenda, su cui immediatamente è calato il più assoluto, irritato e colpevole silenzio, è ampiamente documentata nella sezione “18 Aprile”). Sino ad allora pensava che non si potesse sostenere l’esistenza di una “cultura omosessuale” parallela o contrapposta alla cultura tout-court – pensava che si trattasse di una forzatura, di un modo per ritagliarsi uno spazio entro cui confinarsi. Era convinta di essere solo una donna fuori dai giochi, dal sistema, un’autrice e una libera pensatrice accidentalmente lesbica, isolata ma visibile. Il giorno dopo sapeva che tutte queste caratteristiche messe insieme candidano al linciaggio, causano punizioni esemplari, tentativi di soppressione fisica e psichica. L'anno dopo, “NO SILENCE - Una strage annunciata”, ampia e ragionata raccolta di dati e documenti relativi ai casi di violenza e discriminazione subiti dalle persone LGBT* ed altre informazioni utili alla comprensione del fenomeno, è stata la sua risposta.

Nel Maggio 2005 riceve il Premio Speciale "Donna è Web 2005" attribuito nell'ambito dell'omonimo concorso nazionale che fa capo al premio Web Italia. Anche di questo importante riconoscimento (prestigioso in sé ma ancor più significativo in quanto, primo caso nel nostro paese, riconosce e premia i contenuti di un’opera web esplicitamente lesbica, militante e indipendente, non pubblicizzata, realizzata e gestita da un’unica persona che non gode di alcun sostegno da parte di singole personalità o organismi) nessuno ha ritenuto utile parlare.

Infine, il 21, 22, 23 e 24 Febbraio del 2007, tiene un seminario presso l'autogestione dell'Istituto Magistrale Matilde di Canossa, a Reggio Emilia. L'ampia documentazione dell'evento è disponibile nella sezione "IL SITO, OLTRE...".

Dal 2003, la sua opera e le sue attività sono oggetto di studio, interviste e servizi giornalistici. Il suo sito è citato e segnalato su innumerevoli portali web italiani ed esteri e su molte pubblicazioni. Fra queste, “Oltre le monocolture del genere” di Nicoletta Poidimani (Eterotopie – Mimesis, Milano, 2006), “Omosapiens – Studi e ricerche sugli orientamenti sessuali” a cura di Domenico Rizzo (Carocci Editore, Roma, 2006) e la tesi di laurea “La cultura gay online: il caso italiano” di Pasquale Quaranta (2007).

www.cinziaricci.it, dimostra di essere diventato un punto di riferimento per un gran numero di uomini e donne che si collegano da tutto il mondo e non mancano di tornarvi, con piacere. Da esso sono tratte 8 pubblicazioni cartacee autoprodotte, un CD Audio che propone tutte le poesie lette dall'autrice (ognuna con una propria ambientazione sonora) e un CD-Rom che riproduce il sito integralmente. Per saperne di più visita la sezione "Libri".


Le immagini, se non diversamente segnalato, sono prevalentemente tratte da materiali fotografici e grafici preesistenti modificati e riadattati dall'autrice. La riproduzione parziale e non a scopo commerciale del materiale pubblicato (immagini e testi) è consentita citando la fonte (indirizzo web) e l’autore (Cinzia Ricci o altri), diversamente tutti i diritti sono riservati.

by www.cinziaricci.it

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