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Aggiornato
Lunedì 14-Mag-2012
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2 Gennaio 2012 • Essere fili d’erba nell’erba. La perfezione. 3 Gennaio 2012 • Francamente, non ho più voglia di commentare le molte schifezze che infestano il nostro presente collettivo. Aspetto (e spero) che la nave affondi - possibilmente in fretta. D'altronde, se c'è del vero nel detto "Chi semina vento raccoglie tempesta", cos'altro dovremmo aspettarci? E con questo lietissimo pensiero, comincio l’anno. 12 Gennaio 2012 • La consulta respinge i referendum sostenendo che la legge elettorale non è incostituzionale, tuttavia sollecita il Parlamento a modificarla. I quindici giudici (nominati, si badi bene, dal Presidente della Repubblica, dalle magistrature ordinaria ed amministrativa e dal Parlamento), si mettano d'accordo con loro stessi: se è legittima, di che s'impicciano - se non la è... Di porcellum in porcata - l'ennesima, a nostre spese. • Cosentino superstar. Monti leva le scastagne dal fuoco al Parlamento (tutto) così questo può continuare a farsi gli affaracci suoi sulla nostra pelle. Ti saluto, Italietta. 13 Gennaio 2012 • Se dovessi dare un titolo all'anno ormai in corso, questo sarebbe "Tutto cambia perché nulla cambi". • Morire (e uccidere) per la paura di morire. Il timor panico della propria morte - fisica, psichica, civile, identitaria - sarà il motivo conduttore individuale e collettivo dei prossimi anni. Temo. 18 Gennaio 2012 • Dietro le ribellioni del sud, croci celtiche e gattopardi. Diversamente, la gente finirebbe morta ammazzata, come a Portella della ginestra. 18 Gennaio 2012 Non mi piace questa caccia all'evasore, come fosse l'incarnazione del demonio, quasi fosse, lui solo, la causa di ogni male (dopo l'invasore straniero, naturalmente). Dividi et impera - e gli italiani ci cascano sempre, non aspettano altro che un nuovo nemico a cui dare la caccia, da additare, su cui scaricare le responsabilità, individuali e collettive. Non mi piace il gioco sporco delle medie aritmetiche. Non significano niente, servono solo a indurre una percezione della realtà superficiale e fuorviante. Non mi piace il terrorismo mediatico degli spot governativi, delle trasmissioni di approfondimento che strizzano l'occhio sinistro al popolino e il destro agli opinionisti accreditati, qualunque qualifica abbiano e qualunque ruolo ricoprano. E penso che sia un atto criminale evitare come la peste bubbonica qualsiasi argomento che metta in discussione il sistema capitalistico e consumistico. O cominciamo a progettare un'alternativa all'esistente, o finiremo con le pezze al culo a farci la guerra tra dirimpettai. Tutto grasso che cola nel piatto dei padroni. 21 Gennaio 2012 In un paese normale, la ricerca dei dispersi di una nave adagiata su un fianco, non si interromperebbe la notte e, soprattutto, la sua messa in sicurezza sarebbe almeno cominciata. In un paese normale, una bomba ecologica in bilico sull'abisso, dopo 7 giorni sarebbe ancorata a terra, prigioniera di una ragnatela di cavi d'acciaio. Forse non servirebbe, ma almeno provarci... In un paese normale, nessuna istituzione autorizzerebbe il proseguimento di una protesta corporativa che paralizza una regione intera. In un paese normale, nessuno che avesse un minimo di senso civico o almeno pudore, la millanterebbe. In un paese normale, il primo ministro non risponderebbe hai giornalisti che un giorno, prima o poi, sapranno i dettagli dei suoi provvedimenti, non si presenterebbe in conferenza stampa con grande ritardo e poi, dopo averli ubriacati con parole gentili e vuote, non se ne andrebbe senza rispondere alle loro domande. In un paese normale. Quel paese che non saremo mai. 11 Febbraio 2012 • Nonostante il mio proverbiale pessimismo, alla sfiga non faccio offerte - MAI. 11 Febbraio 2012 L'Unione Europea? Era e resta un progetto enormemente al di sopra della volontà e delle nostre capacità. Molti hanno creduto che la sua realizzazione (politica, prima che economica) avrebbe salvato l'Italia, l'avrebbe traghettata, suo malgrado, nel ventunesimo secolo, nell'epoca delle conquiste sociali e civili, dell'affermazione del diritto e dell'equità. Si sbagliavamo. La fede e la speranza, d'altronde, sono fatte della stessa (im)materia dei sogni. Nel ventunesimo secolo ci saremmo arrivati comunque. Occorreva farlo elargendo deleghe in bianco come se non costassero nulla? E tuttavia ancora deleghiamo - da un unto del Signore a un altro, da un nuovo salvatore della patria al successivo. Non cambieremo mai. 12 Febbraio 2012 • Oggi non ho viaggiato su un Intercity del ventunesimo secolo, ma su una specie di macchina del tempo: vagoni letto anni Ottanta, di quelli con le porte che si aprivano con la maniglia, avevano la battuta in legno e il gradino che si alzava con l'apertura, quelli comodi che dopo un'ora ti veniva la scoliosi, ma in compenso potevi lavarti le mani senza entrare nella toilette perché il lavabo era appena fuori dal corridoio. Se continua così, prima o poi prenoteremo posti in piedi sui carri merci, destinazione Auschwitz. 19 Febbraio 2012 - Perché Sanremo è Sanremo... L'italian style del pop nostrano targato Sanremo, mi fa venire l'orticaria. Roba da ancien régime che mai, in questo paesello sgangherato, fermo al Ventennio, ha avuto a che fare con il benché minimo moto rivoluzionario. Sembra appartenere ad un’altra era geologica il tempo del Trash (più o meno anni Ottanta, brutta musica ma quanto coraggio, quanta fantasia!) o certe insperate eleganze sbucate dal nulla e nel nulla finite. Morandi, Celentano, "Amici", "X-Factor". La conservazione al potere. Il mercato rionale della frutta e della verdura vestito a festa per imbambolare il pubblico di bocca buona, quello che s'accontenta, non sa o non vuol sapere, che si piazza davanti alla TV e ingoia tutto pensando che l’unico mondo possibile, la realtà, sia solo quella che vede là dentro - il pubblico dei beoti che delega ad Emma il compito di rappresentarli, si aspetta da Celentano la solita, consolante demagogia eterosessista, maschilista e familista, guardando Morandi immagina per sé una vecchiaia senza rughe, acciacchi, senza pannoloni e badanti extracomunitarie. Poco importa se i congiuntivi non sono mai al loro posto, se il vocabolario s'è ridotto ad un Bignami, se lo scoscio della Belen finisce in prima pagina accanto a un trafiletto fantasma che annuncia il “default” dell’Italia, dell’Europa, del mondo, un fallimento irreversibile che è culturale prima che economico. Va bene così, no? Questo vogliono i teledipendenti, gli immarcescibili ascoltatori di Radio Cuore. Panem et circenses, perché mica si può solo piangere, perché a conti fatti potrebbe andare peggio. Il circo ridotto ad un teatrino digitale - succo di pomodoro, belle gnocche e cervelli affetti da nanismo. Ammorbamento - in giro di do. 20 Febbraio 2012 • Gli uomini che orinano senza alcun rispetto per chi userà il bagno dopo di loro, fanno come i cani: segnano il territorio. Animali - senza offesa per quelli a quattro zampe. 24 Febbraio 2012 • Ciò che rende equivoca ogni forma d’arte, è che in genere ognuno si limita a leggervi solo quello che pensa o sa. Questo, più di altro, causa afflizione all'artista. 25 Febbraio 2012 • Stanotte mi sono ritrovata in un edificio enorme, un vecchio palazzo situato in Via Sant'Andrea, a Lucca. Era percorso da scale anguste, poi larghe, o tortuose, o dritte, avvolte nell'oscurità. Ero entrata di nascosto, volevo raggiungere una persona che non avrei dovuto incontrare: le avevo promesso che avrei aspettato, pazientato, senza cercarla, ma non avevo resistito. Salendo le scale guardavo attraverso le finestre impolverate: vedevo i tetti, i terrazzi, i cortili, i ballatoi, cercavo la sua casa, tracce della sua presenza. Improvvisamente mi sono resa conto che stavo facendo un errore. Dovevo andarmene prima che qualcuno mi scoprisse. Ho cominciato a ridiscendere, piano-piano, acquattandomi nel buio per non farmi notare dai condomini che andavano e venivano: qualcuno avrebbe potuto chiedermi cosa ci facessi nel palazzo, perché mi nascondessi - non potevo correre rischi. Allora ho preso la decisione di correre - forse, se fossi stata abbastanza veloce, sarei riuscita ad andarmene senza conseguenze. Ho corso con una tale agilità, una tale rapidità, che una volta giunta in strada... mi sono svegliata. Nei sogni, spesso si fatica, le gambe diventano pesanti, talvolta non si riesce nemmeno a muoversi. Lo stupore di non aver avuto alcuna difficoltà mi ha svegliata, poco dopo, una piacevole sensazione di sicurezza mi ha riconsegnata al sonno. 26 Febbraio 2012 • Non parlo per ascoltare il suono della mia voce, né scrivo per pascermi dei miei pensieri. Sono parca, di parole e rumori - così poco abituata a prestarmi attenzione che talvolta mi colgo di sorpresa. 8 Marzo 2012 • Il buon senso, la consapevolezza, il coraggio e la generosità gratuita - negli altri -, mi coglie sempre di sorpresa e sempre mi rende felice come nient’altra cosa al mondo. 19 Marzo 2012 • L'altro giorno, quando in ospedale ho piantato un bel casino e poi finalmente mia madre è stata assistita in modo decente, ho dovuto sopportare non tanto il paternalismo dei medici o l'arroganza degli infermieri, quanto le espressioni contrite dei parenti che, se avessero potuto, avrebbero scavato una buca nel pavimento e ci si sarebbero nascosti. Non ho incrociato un solo sguardo solidale. Tutti con il cappello in mano, genuflessi, a pecorina, sudditi servili e meschini, completamente inconsapevoli o allegramente complici. Nessuna rivoluzione, nessuna ribellione. In queste condizioni si può solo sperare che la caduta sia rapida e la distruzione totale. 20 Marzo 2012 • Se gli italiani, o almeno la metà di essi, vogliono avere un futuro da liberi cittadini, devono fermarsi. Tutti, ora, subito - a oltranza, costi quel che costi. Due ore di sciopero non servono a nulla. Questo governo deve tornare nella fogna che l'ha vomitato e con lui devono sparire tutte le forze politiche che lo sostengono e lo hanno voluto. • Parliamo troppo e troppo inutilmente di economia, di soldi, mercati, crisi - un modo come un altro per non interrogarci sulla nostra umanità in declino, sulle nostre responsabilità individuali e collettive, sulla volontà di cancellare nell'altro ciò che aborriamo in noi. • Chi non sa, non capisce o non vuol capire, vive bene, meglio. La consapevolezza inchioda alla croce. • Elogio della paura. La paura salva, salva sempre - o uccide. Un altro modo di salvarsi. 21 Marzo 2012 • Non conosco una sola persona che non sia consapevole di essere indifferente verso gli altri, spesso compiacendosene. 31 Marzo 2012 • Qualcuno sostiene che si stia creando una contrapposizione pericolosa tra chi possiede il potere e chi lo subisce, che si stia acuendo l’ostilità degli uni contro gli altri. Una specie di “lotta di classe” in forma aggiornata ai tempi della peste capitalista globale. Non lo credo. Date a un povero il conto in Banca di un milionario e vedrete quanto ci mette a diventare uno stronzo, con gusto. Nessuna ideologia, moralità, etica - solo invidia. A senso unico. 7 Aprile 2012 • Prerogativa del genio è saper vedere oltre il proprio tempo. • Sii cattivo ogni volta che lo sei. Non una volta di più - e non a sproposito. • Quiz: "Un uomo buono, onesto, mal consigliato, ostaggio, vittima dei suoi amici che lo hanno usato e poi abbandonato. Ha fatto tante cose buone e tante di più avrebbe potuto farne se..." Chi ci ricorda? Soluzione: queste frasi fanno parte del repertorio lessicale e concettuale passato, presente e presumibilmente futuro degli italioti. Sono state dette e tutt'ora vengono usate ogni volta che uno stronzo di capopolo cade in disgrazia. Il re dei compianti è Mussolini, naturalmente. Berlusconi avrebbe voluto surclassarlo ma non vi è ancora riuscito. Ultimo, in ordine di apparizione, Bossi. Cambiano le epoche, i colori, le aree geografiche - ma la minestra è sempre quella. Lavatura di piatti. 10 Aprile 2012 • I leghisti che tanto invocano le epurazioni, le pulizie di primavera, com'è che non hanno battuto ciglio quando Cota si è preso il Piemonte con l'inganno? Andassero tutti a cagare, manica di cerebrolesi. • Rosy Mauro, dimettersi ora? E per cosa, di grazia? Per aver rubacchiato qualcosina come fanno tutti? Doveva dimettersi 30 secondi dopo l'insulto alla democrazia e agli italiani che la vide disgustosa protagonista al Senato durante le votazioni sul ddl Gemini, il 21 Dicembre del 2010. Nessuno si stracciò le vesti, mi sembra, e lei è rimasta comodamente seduta al suo posto. 11 Aprile 2012 • Ieri il trionfo di Maroni, ramazza in mano, usando Bossi come i nazisti usarono gli internati di Terezin (Theresienstadt) per la loro schifosa propaganda. E i leghisti se la sono bevuta. E' scaltro, Maroni - pericoloso, infido come una serpe in seno. Vuole un'investitura pulita, netta, a furor di popolo. Vuole la successione servita su un piatto d'argento, direttamente dalle mani di Bossi e dei suoi non meno rincoglioniti sostenitori. Così finalmente avrà il suo sindacato padano retto da padani doc, mica terroni come Rosy Mauro. Facile essere furbi in mezzo a tanta dabbenaggine. Troppo facile. 12 Aprile 2012 Finanziamento pubblico dei partiti, anche detto "rimborso spese elettorali". Sono d'accordo, qualche soldo bisogna darlo, altrimenti, quando ci diranno che sono stati costretti a servire chi li ha finanziati, non potremo obiettare (certo, se questo ragionamento è valido, attualmente dovrebbero servire anche noi dato che li paghiamo profumatamente per farlo, ma questa è un'altra storia).... Cinque euro cadauno, però, mi pare uno sproposito. Un euro ad ELETTORE VOTANTE, mi sembra un cifra più che onesta e allora, magari, per rimpinguare le casse, si daranno da fare sul serio per convincere i cittadini a non rinunciare ai propri diritti. In quanto hai fondi accantonati: restituzione, immediata, sino all'ultimo centesimo (da reinvestire subito nel sociale). Si riparta da zero, tolte le spese che saranno necessarie per promuoversi alle prossime elezioni, e che si preveda un tetto - chi sfora si arrangi. In quanto hai bilanci: che siano pubblici, documentati e verificabili. Al primo accenno di ruberia o scorrettezza, sequestro e rubinetti chiusi. Oggi mi sento concreta - e generosa. 12 Aprile 2012 • "I partiti da soli perdono un sacco di voti. Uniti, ne perdono meno"... perdere per perdere, che sia almeno con onore. Alla fine, io penso che l'80% degli italiani abbiano la politica e i governi che si meritano e penso che, al di là degli effetti dell'attuale legge elettorale, chi ci amministra o rappresenta sia davvero espressione di ciò che siamo diventati, del nostro fallimento culturale. Perciò, dovranno trascorrere molti decenni prima che si possa scrivere la parola fine su questa lunga, penosa fase della nostra storia. 13 Aprile 2012 • Ho letto che a causa delle cosiddette "porte killer" dei treni (portelloni che si chiudono automaticamente pochi istanti prima della partenza del treno trascinando sui binari i passeggeri rimasti agganciati a questi) negli ultimi sei anni vi sono stati 21 morti e centinaia di feriti. E' successo anche a me. Una stritolata tremenda e poi, quando sono riuscita a sgusciare, il bagaglio è rimasto incastrato. Trenta secondi da paura. Chi non viaggia in treno non ha la più pallida idea di cosa si rischia e quanto disagio procuri. Altro che treni ad alta velocità! • Definire il “Movimento 5 Stelle” il partito dell’antipolitica è, in tutta evidenza, un ossimoro. Ipocrita. • La gente si aspetta che Monti e soci/socie, siano colti da improvvisi sensi di colpa per le decine di suicidi causati dalla crisi ma, soprattutto, dalla mancanza di una politica che rimetta al centro i problemi reali dei cittadini - comuni. Di pie illusioni è lastricata la strada che porta all’inferno. • Vendola dichiara di aver diritto di sapere da cosa deve difendersi. Si guardi le spalle e, soprattutto, guardi accanto a sé. Intanto, le elezioni comunali sono a un tiro di schioppo e poi... Candidato Premier nel 2013. Se pensa che glielo lasceranno fare senza colpo ferire, non ha capito un tubo. Ma niente complotti, sia chiaro, perché in Italia mica si fanno certe schifezze. Che aplomb, Nichi, peccato che in questo paese di furfanti, mentitori e opportunisti, le buone maniere valgano meno del due di briscola. • Adoro l’architettura applicata alla musica, gli angoli aguzzi farsi armonia. 14 Aprile 2012 • Casa non è dove alberga il corpo, casa è dove torna o resta il cuore. • Vedere i potenti in bilico sul precipizio, in equilibrio precario in punta di trampolino, può procurare un brivido di piacere. Sicuro. Si ride di una barzelletta anche nel bel mezzo di un funerale. Alla fine, però, la maggior parte delle persone non scendono dalla tavola per scuoterla, ma per non seguire il malcapitato nella caduta. 14 Aprile 2012 - Sul vincolo del pareggio del bilancio da introdurre nella Costituzione... Quando il Berlusca scese in politica, ricordo che l’immaginario collettivo fu colpito soprattutto dal suo piglio imprenditoriale, da uomo di successo che si è fatto da solo, incolto ma privo di timori reverenziali, che bada al sodo e non ha tempo da perdere. A molti, anche insospettabili, piaceva l'idea di una gestione del paese come se lo Stato fosse un’azienda. Erano gli anni Novanta. Ne sono passati più di venti e cosa abbiamo imparato? Niente. Sempre lì a sognare un ragioniere che smanetta con la calcolatrice per non farci pagare le tasse. Sempre lì in attesa dell’ennesimo salvatore della patria che, impegnato a far girare la giostra, non s’interessi troppo dei nostri piccoli intrallazzi. Non c’è scampo: ogni classe dirigente è espressione della società che l’ha partorita. Il “pareggio di bilancio” non è una corbelleria, in sé, ma non si può applicare questo tipo di amministrazione allo Stato, perché uno Stato non è un’azienda e non è nemmeno una famiglia più o meno allargata con la massaia che si mette a fare i conti sul suo quadernetto. Ci sono servizi che, se trattasi di Stato di diritto, devono essere garantiti, pareggio o non pareggio. Non si può introdurre una modifica costituzionale del genere senza stravolgere implicitamente l’intero assetto costituzionale, le sue norme e garanzie. A certe conclusioni, ci arriva anche un bambino mediamente intelligente. Il problema è che a governarci non sono i bambini, ma un migliaio di attempati portaborse e baciapile a cui importa solo di rimanere in sella. Che in Italia si facciano le leggi con l’obiettivo di non applicarle, è noto - ma questo non può consolare, rassicurare, tutt’altro, specialmente quando si va a modificare la Costituzione. Se a una casa cominci a togliere file intere di mattoni, qua e là, partendo dal basso, poi non puoi aspettarti che rimanga stabile, in piedi a lungo. Vi è, in tutta evidenza, una volontà di demolizione attuata con gradualità, lentamente ma sistematicamente. Ad un certo punto, ogni regola, norma, legge, sarà in contrasto con le altre e allora non sarà più possibile alcuna forma di governo, meno che mai democratica. Verrà giù tutto, senza neppure alzare un gran polverone. Storace, Bondi ed altri, se ne vengono fuori adesso con la difesa della sovranità monetaria, che equivale a rifiutare la ratifica del patto di bilancio anche attraverso un referendum sul trattato europeo. Alla buon’ora, verrebbe da dire - e aggiungerei: dov’è il centro-sinistra moderato e riformista (come ama autodefinirsi), cosa dice, cosa fa? Nulla o, peggio, fa quadrato intorno a Monti, alle dissennate politiche europee esclusivamente impegnate a difendere l’esistente, i privilegi di chi detiene il potere economico. Non fa piacere prendere lezioni da gente come Storace e Bondi, ma tant’è. Più passano i giorni e più mi convinco che un’alternativa alla destra non c’è perché, semplicemente, non c’è più la sinistra e il poco che ne è rimasto, non ha i numeri nemmeno per rientrare in Parlamento. Di questa voragine non è responsabile Berlusconi, tutt’altro. Da Occhetto a Bersani & Co., passando per le più improbabili fusioni e scissioni, si fa presto a capire come si sia arrivati a questo punto. Quando s’insegue il consenso ad ogni costo, per il consenso in sé, poi non ci si può lamentare se ad un certo punto l’elettorato guarda altrove, schifato. Perciò, non sono affatto convinta che alle prossime elezioni vinca il cosiddetto centro-sinistra e forse, date le premesse, se perdesse sarebbe meglio. Se non altro, un attimo dopo, saremmo tutti costretti a fare i conti con la storia e le nostre responsabilità, individuali e collettive.
17 Aprile 2012 • La riforma dell’articolo 81 della Costituzione è legge: votato il vincolo del pareggio di bilancio. Ora, con la scusa di far quadrare i conti, potranno sospendere quando vogliono l'erogazione di qualunque servizio (sanità, scuola, sicurezza, ecc.) e potranno inventarsi chissà quante altre schifezze, ognuna a danno dei più deboli. Fans sfegatati di Monti, Pdl, Pd e Terzo Polo (Udc, Fli e Api), quanto mi piacerebbe deportarvi tutti nel paese dei balocchi! • Vincolo del bilancio di pareggio. Scorro il Web e rimango allibita: difficile trovare la notizia e quando qualcosa c’è, si capisce dai commenti che la gente non si rende conto, non ha la più pallida idea di cosa si tratti e di quali conseguenze avrà. Oh, raga', sveglia!!! Inutile, manco le cannonate... • Christine Lagarde, Fmi: "La longevità mette in pericolo il sistema del welfare, se si muore più tardi sarà più difficile pagare le pensioni". Non ti preoccupare, stronzetta: tra chi morirà di fame o malattia, chi si suiciderà, chi sarà assassinato per due centesimi, chi finirà nei Lager che avete in mente per fare un po' di pulizia, chi morirà in una delle vostre sporche guerre e chi sarà spazzato via in uno dei prossimi disastri "naturali", vedrai quanti soldini rimarranno per pagare la pensione a te e ai tuoi compagnucci di merende. 20 Aprile 2012 • Oggi mi è successa una cosa davvero speciale. Stavo distribuendo nel mio super-condominio, porta a porta, i volantini che promuovono l'arrivo di Vendola a Lucca e una signora, che non avevo mai visto, quando ha capito che era propaganda di sinistra, oltre al suo volantino ne ha voluto un altro per sua figlia. A quel punto le ho dato il mio santino: "Sono candidata anch'io” - mi ha guardata interdetta. “Abito qua, nel palazzo di fronte”. Si è illuminata e mi ha stretto la mano, felice. Sono soddisfazioni. 21 Aprile 2012 Qualcuno si lamenta più del fatto che l'attuale esecutivo non elargisca sogni e speranze, che per altro. Mi cadono le braccia. Questo è uno dei governi meno artefatti che abbiamo mai avuto. Non ci da speranze perché speranze non ci sono, non a queste condizioni e non con le politiche e le misure che adotta. Non è che voglia candidarsi al premio Nobel per la sincerità, non lo fa apposta, è che proprio non gli riesce di fare politica come la farebbe un mestierante. Quando ci prova fa un casino tremendo e, talvolta, gli viene pure da piangere - non è bello. Se proprio devo dirla tutta, lo "preferisco" così. Indifferente, sprezzante e impietoso. Di bugiardi e mistificatori ne abbiamo avuti e ne avremo molti, molti altri. Per una volta, quello che si vede e si sa è esattamente quello che è. Monti & Co. sono assolutamente convinti di fare quello che va fatto. Alternativa non c'è. Non sono lì per loro stessi ma perché hanno un compito "superiore" da assolvere, un ordine da eseguire, ci credono. In confronto, Berlusconi, come unto del Signore, è una mezza calzetta. Ed è vero che il loro non è un governo tecnico, perché i governi tecnici non esistono. Qualunque cosa si faccia, qualunque scelta si compia, ha sempre una valenza politica. Ciò vale per chiunque, in qualunque circostanza. Al parlamento non è parso vero di delegare il governo del paese. Monti gli ha levato le castagne dal fuoco. Ciò che ha fatto lui non dovranno farlo loro e, mal che vada, la colpa di ogni disastro sarà sua. Ci hanno venduti per avere il tempo di accordarsi, trovare nuovi equilibri, spartirsi nuovamente il potere e arrivare alle elezioni ripuliti. Più Monti le farà grosse, e più volentieri accetteremo che tornino a governare. Ma Monti ci sta portando alla rovina, molto più di quanto farebbe la crisi se non si ostinassero a dirci che è il male assoluto da combattere con ogni mezzo conosciuto. La crisi è, ovviamente, lo specchietto di tornasole dietro al quale si nascondono gli interessi di pochi a danno degli altri. Se non vi fosse dovrebbero inventarla e forse è proprio così che è andata. Il 2013 è dietro l’angolo. Andremo a votare gli stessi uomini, le stesse donne, gli stessi partiti che non sanno e forse nemmeno vogliono pensare che vi sia un’alternativa alla gogna attuale, e tuttavia, una volta eletti, torneranno a bloccare il paese perché non hanno le competenze, né l’interesse, la volontà e il coraggio di sporcarsi le mani, assumersi responsabilità e pagarne le conseguenze. Quando i privilegi conquistati da settori più o meno importanti della società dipendono dal consenso popolare che si esprime attraverso il voto, più nessuna azione è compiuta a beneficio dell’intero, a prescindere da questi. Saremo, insomma, punto e a capo: dalla padella nella brace, come al solito.
6 Maggio 2012 • Lo schifo verso la cattiva politica, produce sempre rigurgiti reazionari che favoriscono l'ascesa al potere degli psicopatici. 7 Maggio 2012 • Il prossimo che si lamenta e non mi dimostra di essere andato a votare, gli sputo. 9 Maggio 2012 Vendola fa marcia indietro sul M5S. Suvvia, Nichi, non era bello prima quando ci sputacchiavi sopra, non è bello ora che vuoi confrontarti civilmente. Non è che se te la prendi con Grillo puoi sperare che i suoi militanti non se accorgano. Contare sino a dieci prima di aprire bocca, no?
Sia chiaro, spero in Vendola, SEL mi piace e penso che entrambi abbiano un alto potenziale, questo, però, non m'impedisce di avere opinioni libere e critiche. Penso che Nichi avrebbe fatto meglio a mordersi la lingua quando ha parlato e parla in certi termini di Grillo, una caduta di stile ed una strategia politica che, oltre ad essere sgradevole dal punto di vista comunicativo, non paga. L'avversario non si aggredisce, con l'avversario si cerca di parlare perché, alla fine, sono molte di più le cose che uniscono rispetto a quelle che dividono. Grillo urla, insulta - chi se ne frega. Finito lo show mediatico buono per i gonzi che ci cascano, è uno fra tanti con proprie idee condivisibili o meno - si può, si deve cercare il dialogo. Pensare di scavalcarlo, fingere che valga poco o nulla, è un errore. Il M5S non esiste senza Grillo, come non esiste il PdL senza Berlusconi, non esiste l’UDC senza Casini, non esiste l’IdV senza Di Pietro, non esiste la Lega senza Bossi, non esiste SEL senza Vendola, ecc. Piaccia o meno, questo è. Ora, potremmo lungamente disquisire sul fatto che i partiti e i movimenti politici, in Italia, dagli anni Ottanta e forse prima siano diventati quasi esclusivamente personalistici, potremmo interrogarci sulle conseguenze non solo politiche ma anche, soprattutto, culturali di questa perversione, di questo eccesso di autoreferenzialità, ma è notte fonda ed io sono vecchia, mi cade la palpebra. Concludo dicendo che Vendola è un uomo intelligente, attento. Sono sicura che sia capace d’imparare dai propri errori. In quanto a Grillo, possiamo esserne certi, pagherà i suoi insulti, il suo disprezzo. Ogni cosa a suo tempo. 9 Maggio 2012 • Lamentele. Ora basta. Avete gli amici giusti nel posto giusto? Non amici qualsiasi, ma quelli a cui interessa compiacervi perché poi voi, che fate parte del loro clan, potrete ricambiare? Oppure: cosa siete disposti a svendere, di voi stessi, per la carriera, un posto di lavoro, uno straccio di stipendio o una promessa? O ancora: al di là del valore oggettivo del vostro lavoro, delle vostre effettive, dimostrabili capacità - quanto siete convinti di essere il Top, oltre ogni ragionevole dubbio? In una scala da 1 a 10, dove collochereste le vostre qualità, il vostro talento? Occorrono gli “amici” giusti nel posto giusto, pelo sullo stomaco, tanta arroganza e vanità. Il resto non serve, potete anche buttarlo nella spazzatura. • Bersani minaccia: «L'Italia domani sarà governata dal Pd». Può darsi, in ogni caso queste affermazioni dimostrano il suo spessore politico. Si misura in micron. 13 Maggio 2012 • Sono andata a trovare mia mamma alla casa di cura, l'ho vestita, l'ho sistemata sulla sedia a rotelle e siamo andate a fare una passeggiata in centro. Per la prima volta da quando me ne sono andata (31 anni fa), siamo uscite insieme, da sole. Abbiamo cercato i luoghi della nostra gioventù, abbiamo riso, le ho comprato un mazzo di rose gialle e in ultimo, giunte davanti a un bar che sapevo fornito di scivolo, le ho chiesto: "Lo vuoi un caffé?" - preoccupata per il proprio stato, ha tentennato, poi si è convinta. Non lo ha bevuto, lo ha respirato, assaporato a piccoli e lunghissimi sorsi, ad occhi chiusi - erano circa 12 anni che non accadeva. La barista l'ha guardata e si è commossa, io pure. Festa della mamma - da oltre trent'anni una ricorrenza senza senso, per me. Oggi, l'ha avuto. • Mia mamma. Non ho avuto scelta: per riuscire a sopravviverle o dovuto separarmene, mi sono dovuta tenere a distanza di sicurezza. E' stata una scelta dolorosa - la migliore che potessi fare. Non vi è stato spargimento di sangue ed oggi, così com'è da sempre, siamo solo due donne che la vita ha posto una sulla strada dell'altra. L'ho amata, perdutamente - e la amo, d'amor consapevole. • Ci vogliono buoni motivi per smettere di guardare una madre con gli occhi di una figlia, per scardinarla dal ruolo e dall’immagine di sé che si è data, per smettere di aspettarsi che sia l'incarnazione perfetta del modello di madre che ci condizionano a cercare, volere, perché finalmente diventi una persona, una donna, una pari. Ci vogliono ottime ragioni e profondi ri/pensamenti - su se stessi e il mondo, quel mondo che esiste solo nella fantasia di chi decide cosa è normale e cosa non lo è. • Siamo 7 miliardi e quattro deficienti, Alemanno e Forza Nuova in testa, sfilano a Roma in una (s)parata antiaborista. A parte le questioni di forma e di principio sull’autodeterminazione e la libertà delle donne, ma questi dove pensano di vivere? Sul pianeta degli alberi di Natale? • Si rimpiangono le azioni compiute, le scelte fatte, non si può rimpiangere ciò che non è mai esistito. • Mio padre e mia madre si sono incontrati, casualmente. Dalla combinazione dei loro geni e cromosomi, sono nata io. Un uomo, una donna e un’altra donna - padre, madre e figlia, per caso. I rapporti prescindono la genetica e persino le accidentalità. I rapporti, le relazioni, si costruiscono - ci rispecchiano, intimamente, più spesso sono solo il prodotto dei condizionamenti ambientali e culturali che abbiamo subito e dai quali non siamo riusciti a emanciparci. • Ho smesso di aspettarmi qualsiasi cosa quando ho capito che l’amore non sempre basta, non è scontato, non ha una forma definita e definibile, l’amore non ha ragione, non giustifica tutto, l’amore non richiede il sacrificio - né il proprio, né quello dell’altr*.
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