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Aggiornato Domenica 14-Feb-2010

 

Data la crudezza di alcune immagini, se ne sconsiglia la visione ai minori e alle persone facilmente impressionabili

 

La Rosa Bianca (1)

Zoya Kosmodemyanskaya (2)

Piazzale Loreto, atto primo (3)

Su terre crociate (4)

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1) Gli aderenti al movimento tedesco non violento di opposizione al regime nazista "Rosa bianca". Nell'ordine, partendo dal centro, in alto, in senso orario: Kurt Huber, Hans Scholl, Willi Graf, George j. Wittenstein (sopravvissuto insieme a Marie-Luise Schultze-Jahn), Christoph Probst, Alexander Schmorell e Hans Leipelt. Al centro dell'immagine, Sophie Scholl. Il 22 Febbraio del 1943, furono arrestati e decapitati. Sullo sfondo, Adolf Hitler sfila durante il raduno nazionalsocialista a Buckeberg, nel 1934.

2) Zoya Kosmodemyanskaya si era unita alla brigata partigiana di Kuntsevo che aveva l'incarico di organizzare operazioni di sabotaggio e guerriglia dietro le linee nemiche. Nel 1941, Tanya (questo il nome di battaglia) e due compagni, stavano rilevando la posizione dei tedeschi a Petrisheva, un villaggio a settanta chilometri da Mosca, così da poterli colpire con esattezza. Durante la fuga si divisero ma uno di loro fu catturato e tradì. Tanya fu arrestata, ripetutamente violentata, picchiata e torturata dai nazisti, ma non parlò. Alla fine, il 29 Novembre, fu condotta al patibolo dove morì per impiccagione. L'elaborazione propone cinque sue immagini due delle quali (in alto a sinistra e destra, parzialmente nascoste) testimoniano la barbarie dei nazisti che mutilarono la sua salma asportandole un seno.

3) Il 10 agosto 1944, a Milano, quindici tra partigiani e antifascisti vennero prelevati dal carcere di San Vittore e portati in Piazzale Loreto, dove furono fucilati da un plotone di esecuzione composto da militi della legione «Ettore Muti» guidati dal ten. Roncucci sotto il comando del capitano delle SS Theodor Saevecke, del colonnello Walter Rauff e dei generali Willy Von Tensfeld e Von Goldbeck. La strage fu perpetrata come rappresaglia per un attentato consumato il 7 agosto 1944 contro un camion tedesco parcheggiato in Viale Abruzzi, a Milano. Nell'attentato rimasero feriti cinque italiani ed altri sei furono uccisi, ma non si ebbero vittime tra i tedeschi. Meno di un anno dopo, il 29 aprile 1945, in quello stesso piazzale saranno esposti i cadaveri di Mussolini, Claretta Petacci e altri 15 fascisti uccisi dopo la cattura a Dongo. Il volto incappucciato che nell'elaborazione sovrasta i corpi di Gian Antonio Bravin, Giulio Casiraghi, Renzo del Riccio, Andrea Esposito, Domenico Fiorani, Umberto Fogagnolo, Tullio Galimberti, Vittorio Gasparini, Emidio Mastrodomenico, Angelo Poletti, Salvatore Principato, Andrea Ragni, Eraldo Soncini, Libero Temolo e Vitale Vertemati, è quello di Mussolini.

4) Soldato americano prega sulla tomba dei compagni morti in combattimento. Sullo sfondo, immagine di Londra dopo un bombardamento aereo dei tedeschi nel 1940 mescolata ad un disegno di Laurie Lipton.

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Le immagini, se non diversamente segnalato, sono prevalentemente tratte da materiali fotografici e grafici preesistenti modificati e riadattati dall'autrice. La riproduzione parziale e non a scopo commerciale del materiale pubblicato (immagini e testi) è consentita citando la fonte (indirizzo web) e l’autore (Cinzia Ricci o altri), diversamente tutti i diritti sono riservati.

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