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Aggiornato Lunedì 18-Ott-2010

 

 

11 Gennaio 1986

Non posso pensare a questa vita come ad un monocromatico susseguirsi di anni - voglio continuare ad immaginarla come un cielo i cui confini si perdono là dove lo sguardo non può vedere.
Siamo un granello di sabbia nella desertitudine del cosmo.

5 Marzo 1986

L’amore finisce dove comincia il dolore.
Sin tanto che i pensieri ci precederanno non potremo fermarci in alcun luogo.

Prato, Maggio 1986

Andarsene, tornare - nulla è piacevole quando non si hanno alternative.

Prato, 5 Giugno 1986

Non si può calpestare la propria ombra.

20 Giugno 1986

Poca cosa la mia vita: testimonianza delebile, passaggio leggero e silenzioso, un rivolo di risa e lacrime che non so fermare.
Odora d’inchiostro l’addio che non ci siamo dette.
Abbandonare il caldo, rassicurante tepore di quest’autentico martirio implicherà ricostruzioni dolorose.
Infantile rifugio il pugno serrato: falsa dichiarazione di guerra o rinuncia colpevole ad aprire la mano - in ogni caso fuga dalle proprie responsabilità. Per puro, ribelle, irragionevole amore io apro i pugni ogni giorno ed ogni giorno cambio la mia vita.
Alla fine c’è sempre una piccola croce e un po’ di polvere nel vento.
Tornerò a fingere di non amarti e sebbene incredibile sembrerà vero.

Isola d’Elba, 23 Luglio 1986

Chiederti se si muore?
- Dolce crudeltà -
Certo, ma a un’altra ora.

27 Settembre 1986

Allora, solo allora,
Potrò dire di averti amata

Avrò preso di te il ferro e l’anima -

Tu, che t’accontenti, un poco del sangue
E questo figlio orfano che sono.

1996

Solo lo sguardo attende
E con l’orecchio teso
Rimesto l’ultimo sorriso.

Dicembre 1996

Ormai da tempo le lacrime sono sale - sale e basta.

Da “Le tre madri - Pièce pour un homme solo”, 1986/1987

In questo nero-notte passi e silenzio si coprono d’ombre.
Cos’altro è una carezza che trascina all’inferno se non la palpebra immacolata del tradimento?
E giri, giri, giri su te stesso senza nemmeno riuscire a morderti la coda - non la raggiungi più, ti sei rattrappito al punto che non puoi nemmeno metterti le mani in tasca!
Non è della tua morte che m’interesso, ma della tua vita. Non è la tua vita che amo, ma te.
Vedi, ci sono cose delle quali non è bene parlare perché parlandone le si condanna a morte…
Ogni lacrima è nuova ed unica, solo la vita sembra essere la stessa.
Se fossi certo di somigliare a Dio non sarei qui - basterebbe il mio passaggio ed ogni attimo si saprebbe raccontare rendendomi superfluo e finalmente libero.
Non è con una ciotola che risolverai la sete e non è per una ciotola che la rimpiangerai.
Il suicidio è una lunga notte che ha perduto per sempre le sue piccole, scintillanti luci.
Madre, il tuo tormento mi ha condotto dritto alla follia!
Si conquista una grande coscienza nel persistere al dolore.
Non si oltrepassa il limite della ragione - oltre la pazzia non c’è niente.
Così è il mio essere: un convulso marasma d’inconsistenze e fuochi infaticabili.

 

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