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Aggiornato Mercoledì 12-Feb-2014

 

Associazione L'ALTRO VOLTO - Lucca Gay e Lesbica, 8 Giugno 2004
Redazione del sito VEDOVE NERE, 8 Giugno 2004
Emanuela Tempestini, Consigliera Provinciale di Parità Lucca, 11 Giugno 2004
Giovani Comunisti/e Lucca, 11 Giugno 2004
Per il Gruppo Donne di Rifondazione Comunista, Daniela Giorgetti - 13 Giugno 2004
«RABBIA E PERPLESSITÀ - lettera aperta al GLBTT» di Michela Poli, 14 Giugno 2004
GRUPPO SCONVEGNO, 17 Giugno 2004
Azione Gay e Lesbica, 17 Giugno 2004
Antonio Turelli, 17 Giugno 2004
Centro Donna - Lucca, 18 Giugno 2004
Comunità Ebraica di Milano, 18 Giugno 2004
"OMOFOBIA: aggredita e violentata perchè lesbica", convocazione alla riunione del 21 Giugno 2004 e lettera agli onorevoli T. De Simone e F. Grillini
"Appello alle associazioni" di Francesca Grossi, 22 Giugno 2004
Lettera a IL MANIFESTO - di Federico Damonte, 26 Giugno 2004
Sui fatti di Lucca - di Iole Natoli, 28 Giugno 2004
Giovanna Nigris, 30 Giugno 2004
COLLETTIVO PEPPINABAUSCH PISA - SPAZIO ANTAGONISTA NEWROZ PISA, 30 Giugno 2004
Commissione Provinciale per le Pari opportunità Uomo-Donna: comunicato alla stampa, 2 Luglio 2004
L'Altro Volto Lucca Gay Lesbica, 2 Luglio 2004
Orsi Italiani, 2 Luglio 2004
Marinella Manicardi, 2 luglio 2004
Commissione Provinciale per le Pari opportunità Uomo-Donna: Comunicato alle organizzazioni, 5 Luglio 2004
Collettivo Clitoristrix - femministe e lesbiche - Bologna, 5 Luglio 2004
ADRIANA PERULLI, PRESIDENTE EOS ARCIGAY CALABRIA, 6 Luglio 2004
Arcigay "G. Forti" Bari, 6 Luglio 2004
Coordinamento dei Collettivi universitari di Pisa, 7 Luglio 2004
Associazione di Cultura Omosessuale "Federico Garcia Lorca", 8 Luglio 2004
Sinistra giovanile di Lucca, 8 Luglio 2004
Casa delle donne "L'una per l'altra" - Comune di Viareggio, 9 Luglio 2004
Gruppo Donne Rifondazione Comunista, 9 Luglio 2004
Antifasciste e antifascisti lucchesi, 9 luglio 2004
Comunicato all'ANSA, 9 Luglio 2004
Giovani Comunisti Disubbidienti, 9 Luglio 2004

 

COMUNICATO ALLA STAMPA e ALLA CITTADINANZA

VIOLENZA E INTOLLERANZA: UN MODO PER DIRE BASTA

La libreria Baroni oggetto di vandalismo. Giovani aggrediti in discoteca. E ora, una ragazza stuprata perché lesbica. L'associazione L'Altro Volto Lucca Gay Lesbica organizza un convegno sui movimenti politici estremisti di destra.

 

E' stata aggredita, stuprata, seguita e minacciata, perché legata da un rapporto sentimentale con un'altra donna. E' successo a Lucca, poche settimane fa. A denunciare lo sconvolgente episodio sarà una delle dirette protagoniste, nel corso del Convegno "In fondo a destra" che l'associazione omosessuale lucchese L'Altro Volto organizza giovedì 10 giugno, alle ore 17, nell'ambito delle iniziative del Toscana Pride 2004, che si concluderà il 19 giugno con la parata finale a Grosseto.

"Chi crede che la violenza e l'intolleranza siano un episodio del passato si sbaglia - sottolinea Massimiliano Piacentini, membro dell'Altro Volto e curatore dell'iniziativa - Purtroppo continuano ad avvenire, anche recentemente, come testimoniano le denunce che saranno presentate al convegno. Occorre conoscere bene questi fenomeni per poterli sconfiggere: informarsi e informare è essenziale per superare l'intolleranza".

Al convegno, che si svolgerà presso la sede dell'Arci, in via Santa Gemma Galgani 46, prenderà parte Saverio Ferrari, attivista lombardo dell'Osservatorio democratico sulle nuove destre, che da anni segue il fenomeno dell'intolleranza neofascista e le sue strategie di funzionamento. Maurizio Fatarella, dell'Arci di Lucca, e Virginio Bertini della Cgil, interverranno sulla situazione lucchese. Testimonianze dirette di aggressioni e violenza saranno rese da Cristiano Alberti della libreria Baroni, da Cinzia Ricci, autrice del progetto Borderline, e da altri ancora.

Sono stati invitati rappresentanti di associazioni e forze politiche lucchesi che, in questi anni, hanno denunciato la pericolosità dei gruppi neofascisti presenti sul territorio e contestato la concessione di spazi pubblici per le loro manifestazioni omofobe, xenofobe e razziste. Tutta la cittadinanza è invitata.

 


 

Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali

Consigliera Provinciale di Parità
Lucca

Agli organi di stampa
Alle TV locali
All’ANSA

COMUNICATO STAMPA

Dalla cronaca apprendiamo la violenza su una donna. A Lucca. Arriva come un pugno nello stomaco, perché le modalità di questo atto sono quanto di più offensivo ci possa essere per la dignità di una persona. Colpisce la premeditazione criminale, lo stile mafioso di ferire una persona per avvertirne un’altra, il ricorso alla forza e al numero verso chi è sola e più debole, l’eco di altri tempi che vorremmo pensare finiti nella volontà di punire una “diversa”, una lesbica.

Colpisce il silenzio di molti, di troppi, su una cosa di tale gravità.

Si conferma la necessità di non smettere di parlare, di informare, di educare ad una società dove non abbia cittadinanza la discriminazione, ed invece il rispetto degli altri, dei loro sentimenti, dei loro orientamenti, sia pane quotidiano. Esprimo la mia solidarietà ed affetto alla donna colpita, alla sua compagna, a chiunque sia ferito in ragione delle sue scelte sessuali.

Emanuela Tempestini, Consigliera Provinciale di Lucca

 


 

COMUNICATO STAMPA

 

Oggetto: L'ennesima aggressione squadrista a Lucca, l'ennesimo tentativo (da parte di molti) di "rimuovere" l'episodio.

L'aggressione, di stampo fascista, a una giovane ragazza "colpevole"di avere una storia con un'altra donna, di essere lesbica, è un fatto di una gravità inaudita. L'escalation di violenze e intimidazioni da parte di gruppi di estrema destra presenti in città, raggiunge l'apice. Le connivenze e le coperture di cui hanno goduto fino ad ora questi "bravi ragazzi" della Lucca "bene", gli hanno permesso di agire indisturbati. Nessuno dovrebbe, adesso, far finta di non vedere e di non sapere qual è la situazione; e invece, c'è chi ancora cerca di evitare che la pentola si scoperchi, che i lucchesi, così emotivi e sensibili, possano rendersi conto di che cosa succede nel loro "salotto buono". Perciò, oltre ad esprimere la nostra solidarietà e il nostro affetto alla ragazza aggredita e alla sua compagna, denunciamo il vergognoso tentativo, messo in atto da più parti, di sminuire (se non di smentire) l'aggressione (denunciata ai carabinieri). A questo "gioco", si sono prestati anche due quotidiani locali: "La Nazione" e "il corriere di Lucca". Il primo, oltre a nascondere un episodio del genere nella quinta pagina della cronaca locale, lo ha descritto come opera di "sedicenti estremisti di destra", facendo poi riferimento a "accertamenti delle forze dell'ordine che non sarebbero approdati a nulla di concreto", per concludere che "gli autori della "presunta violenza" (una denuncia ai carabinieri evidentemente non fa fede) "restano ignoti". Il "Corriere", per non essere da meno, ha inserito la notizia in un trafiletto a metà tra un borseggio e "calci e pugni all'auto di Fazzi, a Piombino". I lucchese possono così dormire sonni tranquilli... va tutto bene, il solito tran tran.

Giovani Comunisti/e Lucca

 


 

Alle redazioni de

IL TIRRENO
LA NAZIONE
IL CORRIERE DI LUCCA


Ero presente giovedì scorso all’incontro promosso da “L’altro volto” nella sede dell’ARCI, in cui Cinzia Ricci ha denunciato la violenza sessuale subita dalla sua compagna.
Il suo è stato un intervento coraggioso, circostanziato, denso di pathos ma privo di retorica, un intervento che ha saputo ben evidenziare e collegare gli aspetti personali della vicenda con quelli culturali, sociali e politici.
Grande è stato l’impatto emotivo che tale denuncia ha suscitato in me e, credo, in tutti i presenti, ma vorrei qui soffermarmi su alcune considerazioni esclusivamente di tipo razionale.
Innanzi tutto mi pare ovvio che con questa aggressione si è voluto colpire la donna, in una logica di pura sopraffazione maschile, ma anche la lesbica dichiarata, quella che non si nasconde e che pretende rispetto e diritti.
Qualcosa di simile era avvenuto anni fa con la violenza a Franca Rame, donna e comunista, che osava denunciare nei suoi spettacoli le ingiustizie, i misteri, le ipocrisie della nostra società. Al di là della notorietà dell’attrice, i due episodi risultano della stessa gravità e dovrebbero suscitare la medesima indignazione.
E’ altrettanto palese che l’humus culturale e politico in cui questo atto è stato pianificato ed eseguito è quello dell’estrema destra. Sono perfettamente consapevole che anche nell’ambito della sinistra è ancora molto il cammino da fare sul piano dell’accettazione delle differenze, in particolare di tipo sessuale, e della loro valorizzazione; tuttavia un’intolleranza così viscerale, una violenza così determinata verso i “diversi” sono riscontrabili e teorizzati solo in un ambiente integralista e razzista, quale è quello della destra oltranzista.
Ma l’aspetto più grave di questa vicenda, se è consentito dare delle priorità su fatti così drammatici, è dato dalle voci, anonime ma insistenti e ramificate, che discreditano la vittima, insinuando che si sarebbe inventata il tutto. Infatti, come ci si può difendere da accuse sotterranee, da dicerie di cui non si sa la provenienza? Questo è il modo più subdolo ed efficace per distruggere la credibilità di una persona, senza darle alcuna possibilità di replica.
Voglio pertanto esprimere a Cinzia ed alla sua compagna la mia solidarietà personale e quella di tutto il gruppo donne di Rifondazione Comunista, nonché dichiarare la nostra disponibilità a qualunque iniziativa si intenda prendere in proposito.

Per il Gruppo Donne di Rifondazione Comunista
Daniela Giorgetti

 


 

«RABBIA E PERPLESSITÀ»

LETTERA APERTA AL GLBTT

di Michela Poli

(pubblicata su Gay.It il 14 Giugno 2004)

 

Credo che ormai sia noto l’episodio dell’aggressione e dello stupro avvenuto ai danni di una giovane donna, dichiaratamente lesbica, a Lucca, sotto la casa presso la quale era ospite.

Anzi: forse non è noto, perché di quest’episodio ne hanno sentito parlare soltanto le persone vicine alla ragazza in questione per motivi affettivi, i pochi lettori del “Tirreno” del 10/6 e dell’ 11/6, e chi ha avuto la sensibilità, fra le visitatrici del sito Donne nel silenzio, di diffondervi la notizia, riportando il resoconto che una delle persone vicine alla ragazza aggredita ha fatto in precedenza sul proprio sito personale.
Forse non è noto nemmeno che il fatto sia accaduto circa due mesi fa (...)
Forse non è noto che i due aggressori appartengono all’estrema destra, e che avevano preparato l’aggressione prima, perché conoscevano il luogo e l’ora dove avrebbero potuto trovare la ragazza, che essa sarebbe stata indifesa e soprattutto perché hanno agito con tanta violenza. Sembra infatti (ma anche questo a quanti sarà noto?...) che l’aggressione e lo stupro siano stati fatti con lo scopo di intimidire la compagna della ragazza a smettere di diffondere con il suo lavoro la cultura lesbica come degna di riconoscimento, rispetto e integrazione. Come dire: “attenta, perché sappiamo chi sei e dove trovarti, questo è un avvertimento, la prossima volta può toccare a te”.

Ora: il ritardo della diffusione della notizia si suppone sia stato dovuto ad una precisa volontà della donna alla propria riservatezza, o forse ad accordi presi con le autorità competenti per una buona riuscita delle indagini.

Adesso, a due giorni dall’apparizione sul giornale (sia pure minima e superficiale) che comunque essendo un quotidiano locale a Lucca è letto da molte persone, e a due settimane circa dalla comunicazione della parte interessata sul proprio sito (quindi dalla circolazione nel web, che certo non è locale) mi chiedo: cosa farà la popolazione gay – lesbica in seguito a quanto è successo?

Cosa farà quella lucchese, soprattutto, che per un paio di muri imbrattati e la rottura di una vetrina ha mobilitato duemila persone facendole sfilare addirittura insieme al Sindaco?
Ah, già, era Settembre, le vacanze erano quasi finite, al Mamamia cominciava a fare freddino la sera, in quel momento si poteva anche cominciare a pensare di fare qualcosa di più serio.
Adesso, ad estate iniziata che promette caldo e spiagge, con il Pride alle porte che fa intravedere notti folli, danzerecce e romantiche (diremo così…) che succederà?
Varrà la pena sfilare in corteo (e magari anche qualcosa di più) per rappresentare quella donna, a cui sono state tolte dignità e diritto ad essere, vorremo alzare la voce per lei - che certo è ben più importante di una vetrina sfondata - che adesso forse si sta chiedendo cosa significano parole come movimento, ideali, democrazia, solidarietà? Gay Pride?
Cos’è l’orgoglio per una donna violata nella più profonda intimità della sua femminilità, in più perché ha il coraggio di vivere apertamente la propria omosessualità?
Ci interesserà rappresentarla come parte di una comunità che si batte per una società basata sui valori della cultura e dell’integrazione?

Perdonate il tono sarcastico, - e a tratti sicuramente patetico - amiche e amici: io non sono una scrittrice, in più la rabbia che provo per questo silenzio di tutti quelli che si proclamano con fierezza “impegnati politicamente e socialmente” rende i miei discorsi non troppo ben articolati né argomentati nel modo più corretto.

Io voglio sperare che davvero pochi sapessero perché, vedete, nella mia coglioneria io spero sempre che la gente sia fondamentalmente buona, e che di fronte ad azioni terribili si strappi i capelli con indignazione ed orrore, prima di passare all’azione per rendere pan per focaccia.
Per questo il mio piccolo contributino voglio offrirlo, mettendo in rete queste mie due riflessioni, sperando (questa volta davvero) che non vengano censurate: censurate da chi per primo le riceverà, da chi non provvederà a farle diffondere, da chi non avrà voglia di leggerle, da chi non si farà venire in mente qualche buona idea per dire BASTA, QUESTO E’ TROPPO.

Michela, lesbica, di Lucca, ex appartenente all’Associazione “Altro volto” per i motivi di cui sopra, ma disponibile ad andare a scrivere sulle strade di Via Fillungo: “STIAMO ATTENTI, PERCHE’ IL FASCISMO E’ TORNATO” con pittura indelebile, a spedire centinaia di mails e lettere e telegrammi al giorno alla Prefettura, al Comune e alla Provincia perché ci tolgano dai piedi, dalla nostra città, lo spazio a questi bastardi, perché gli venga tolto una volta per tutte il diritto legittimato ad esistere e ad operare contro la democrazia, la civiltà, l’umanità.

 


 

ALI - ALTERNATIVA LESBICA ITALIANA

Comunicato Stampa

17 Giugno 2004

 

Il 18 aprile di quest’anno, il tempo e’ tornato indietro, ai tempi dello squadrismo fascista, ai tempi in cui mettere i piedi fuori da casa poteva significare dover avere paura.
Il 18 aprire, a Lucca, due giovani hanno violato il corpo e l’anima di una nostra compagna per minacciarne un’altra, Cinzia, sapendo del legame affettivo che le univa.
Essi hanno fatto del male trasformando un giovane corpo in un messaggio di dolore, introducendo lo scherno e la violazione della dignità del corpo e della persona con la frase: “Lo facciamo a te perche’ se lo facessimo a lei sarebbe inutile. Dille di fermarsi”.
Fermarsi nel fare cosa? Nel rivelare dolorose storie di altre donne mediante un sito, come e’ impegnata a fare Cinzia? Fermarsi nel tentativo di denunciare le aggressioni squadriste alla libreria Baroni di Lucca? Fermarsi nell’essere donna, nell’essere lesbica e nel non accettare che questo significhi nascondersi o chiedere scusa a qualcuno di esistere e di essere se stesse?

Non si sa che cosa volevano impedire di preciso, si sa che cosa non faranno: non faranno ricadere nel silenzio, nella paura, in un urlo muto, il bisogno delle lesbiche di affermare la propria esistenza e di creare spazi di visibilita’ per la scelta di essere una donna che ama un’altra donna.

Ali, mailing list Alternativa Lesbica Italiana, le donne di Ali, si stringono intorno alle due compagne, in un ideale cordone di solidarieta’ e di affetto, e chiedono il sostegno dei gruppi Lgbtt perché ciò che e’ accaduto non cada nel dimenticatoio, perché, attraverso il silenzio, non si ripeta una violenza perpetrata con fredda e lucida ferocia.

Le donne di Ali

 


 

GRUPPO SCONVEGNO

Comunicato stampa

17 Giugno 2004

 

Con rabbia e sofferenza scriviamo questo comunicato.
Una donna è stata violentata, ma questa volta lei e la sua compagna hanno deciso di parlare, di rompere il silenzio colpevole che solitamente relega questi episodi di violenza nel privato.
Siamo inorridite e indignate dalla brutalità del gesto.
Come femministe siamo consapevoli che la violenza sessuale è uno strumento di controllo e repressione che fa parte di un processo di intimidazione per costringere le donne in uno stato di continua paura.
Ma non solo, è il gesto più brutale di annichilimento dell’individuo che passa attraverso l’umiliazione e l’abuso del corpo, e i fatti di Abu Graib esplicitano come questa pratica si sia in modo inquietante universalizzata.

"…le hanno detto di riferirmi che cosa aveva subito". "Aggredire un cucciolo di donna - prosegue la giovane - per colpirne un'altra, solo perché non si vergogna di se stessa. Due facce pulite da bravi ragazzi e auto costosa. Aggredita, stuprata, minacciata perché lesbica. Gli aggressori sono verosimilmente appartenenti ad aree di estrema destra. Questo succede nell'opulenta Lucca delle meraviglie”.

Ecco come ha raccontato l’episodio la compagna della ragazza che ha denunciato lo stupro durante un convegno organizzato dal circolo gay e lesbico "L'altro volto".

Esprimiamo una grande solidarietà e una forte vicinanza alle due donne, chiediamo che anche altri collettivi lesbici e/o femministi - ma non solo - facciano lo stesso.
Ci sembra fondamentale non tacere e non dimenticare, soprattutto perché oltre ad essere uno stupro è uno atto punitivo e di repressione nei confronti di una soggettività di donna che osa stare fuori dai ranghi.

Sosteniamo la lotta di chi eccede le regole imposte per essere se stessa e non accetta di essere ridotta al silenzio!

gruppo sconvegno

 


 

AZIONE GAY E LESBICA

17 Giugno 2004

 

Azione Gay e Lesbica esprime la sua solidarietà alle due donne che hanno subito minacce, aggressione, violenza, stupro. Non abbiamo parole per esprimere la rabbia e il disgusto di fronte a questo gesto di guerra contro le donne e contro le donne lesbiche in particolare, contro la libertà di tutte e tutti. In questo orrore solo una luce: hanno provato a obbligarle al silenzio, attraverso la paura, ma non ci sono riusciti.

Azione Gay e Lesbica

 


 

SOLIDARIETÀ

Di Antonio Turelli

17 Giugno 2004

 

Nel momento in cui ho iniziato a leggere la testimonianza "GIORNI DI ORDINARIA FOLLIA" ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte ad un'azione preordinata, tipicamente squadrista di tipo fascista. Un'azione trasversale tipica di coloro che non hanno il coraggio di affrontare soggettività autonome, indipendenti, emancipate, non assoggettate alla cultura dominante e per questo temute. Espressione di quella pseudo cultura liberal-liberista, che se non arginata sfocia nelle migliori delle ipotesi in forme di autoritarismo, altrimenti in regimi totalitari. Una cultura rigidamente schematizzata, in cui o stai dentro o stai fuori, o sei per o sei contro, dove i confini tra normalità e anormalità sono fissati da pseudo valori imposti da questo paradigma. Come risposta immediata a tale violenza, credo sia necessario coinvolgere il maggior numero di soggettività, risaltando come episodi di tale portata, se non adeguatamente affrontati potrebbero generare in altre e più violente azioni punitive. Inoltre credo che mai come in questo momento ci sia bisogno di forme di aggregazione, un maggiore coinvolgimento di soggettività consapevoli che anche i diritti fondamentali, quali la libertà di pensiero, sessuale, il diritto di disporre del proprio corpo e tutti gli altri diritti inalienabili propri di ogni persona, vadano non solo difesi, ma rivendicati con grande determinazione. Concordo che una certa parte della sx abbia delle responsabilità: se da un lato ha abiurato, dall'altro ha legittimato gli ex fascisti, permettendo non solo la loro riviviscenza, ma anche l'emergere di tutto cio che è implicito nella loro "cultura", inclusa l'intolleranza e forme di violenza di varia tipologia. Consapevole delle difficoltà che può incontrare l'individuo non omologato, non mi stupisco più di tanto di fronte ha una moltitudine indifferente a fatti cosi aberranti, in quanto usata e manipolata ad uso e consumo. Inoltre non credo che una sentenza possa ripristinare lo satus quo ante ad una persona che abbia subito tali violenze. Credo invece che ci si debba attivare affinché si generi una maggiore consapevolezza del rispetto della persona in quanto tale e delle proprie "diversità". Nel limite delle mie possibilità do la mia disponibilità a qualunque iniziativa che venga organizzata.

Antonio Turelli

 


 

SOLIDARIETÀ

17 Giugno 2004

 

Il Centro Donna - Lucca venuto a conoscenza degli episodi di indicibile violenza che vi hanno coinvolto, esprime solidarietà e sostegno e si impegna ad aderire ad eventuali iniziative o manifestazioni che vengano indette nella nostra città.

Centro Donna Lucca

 


 

Dalla Comunità Ebraica di Milano

18 Giugno 2004

 

Anche se serve a poco ci tenevo a darvi la nostra più calda e sincera solidarietà. Grazie per il coraggio che avete dimostrato nel denunciare quanto successo.

Un abbraccio, Yasha Reibman - portavoce della Comunità ebraica di Milano.

 


 

Riunione aperta a tutti

Lunedì 21 giugno 2004, ore 21
presso la sede dell'Arcigay di Modena (Direzionale 70 scala N)

OMOFOBIA: aggredita e violentata a Lucca perchè lesbica

 

Sarà una riunione informale per discutere insieme cosa possiamo fare noi persone civili (indipendentemente dall'orientamento sessuale) per contrastare l'omofobia non solo nel privato ma agendo per INFORMARE, DENUNCIARE e contribuire con piccoli gesti o (s)convegni a SENSIBILIZZARE chi si sente escluso in quanto non appartenente ad una categoria discriminata.

Nessuna persona è l'etichetta che certi estremisti vorrebbero metterle.

La violenza che colpisce un singolo, "colpevole" di non nascondersi, è non solo gesto d'inciviltà ma superbo atteggiamento che si pone al di sopra di Dio (per chi crede) e del diritto al rispetto del corpo, del pensiero e della vita degli altri.

La vostra presenza è necessaria per capire le sensazioni che avvertite nei vostri ambienti.

L'omofobia è una realtà che con questo nuovo (purtroppo non ultimo) episodio di violenza deve essere compresa nella sua complessità. Si parte dalle offese verbali, dall'indifferenza o dall'insofferenza: l'habitat ideale per coltivare una paura del diverso che porta a conseguenze orribili.

Cecilia Giusti

 

A seguito del suddetto incontro...

 

Lettera inviata alla cortese attenzione degli onorevoli Titti De Simone e Franco Grillini

Oggetto: OMOFOBIA - aggredita e violentata a Lucca perchè lesbica

 

Presso la sede dell'Arcigay di Modena, la sera del 21 giugno si è riunito un gruppo di persone, proveniente da diverse province e costituito in prevalenza di donne lesbiche, interessate a confrontarsi sulla gravità dei fatti recentemente avvenuti a Lucca - una giovane aggredita e violentata perchè lesbica il 18 aprile 2004 (episodio non isolato ma preceduto da atti di vandalismo ad opera probabilmente di neo-fascisti contro la libreria Baroni, in centro storico, che aveva ospitato un dibattito su un libro a tematica omosessuale e uno studente picchiato) pubblicamente denunciati al Convegno "In fondo a estra" il 10 giugno presso la sede dell'associazione omosessuale lucchese L'Altro Volto e nel corso del Convegno "Movimenti e mutamenti di genere", organizzato dall'Assessorato Pari Opportunità della Provincia di Lucca e tenutosi in detta città il 19 giugno.

Dopo la lettura degli articoli usciti su: "Unità" (9 giugno), "Il Tirreno" (11 e 17 giugno), "Manifesto" (13 giugno) dalla discussione sui fatti e sulle opinioni espresse dagli intervenuti, è emersa la necessità di attivare un coinvolgimento di associazioni lesbogay e femministe e di sollecitare a un'azione politica mirata le forze politiche sulle quali le donne e le donne lesbiche in particolare, nonché tutti gli omosessuali, hanno da tempo fatto affidamento per il riconoscimento e la tutela dei loro diritti.

Si chiede pertanto ai rappresentanti politici indicati di voler comunicare a detto gruppo, attraverso la portavoce designata, Cecilia Giusti, quali iniziative intendono intraprendere in merito. Ciò soprattutto affinché sia reso possibile contare su un rapporto fra la rappresentanza parlamentare lesbica e gay e i gruppi e singoli cittadini che saranno da noi e altri in questi giorni contattati e informati per organizzare insieme una rete di pubblica solidarietà che dovrebbe coincidere con la manifestazione lucchese che si terrà probabilmente il 3 luglio.

Cordiali saluti.

Cecilia Giusti

 


 

"APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI e AI GIORNALI"

di Francesca Grossi

(pubblicato su "Fuorispazio" il 22 Giugno 2004)

 

Inviato a

Arci Gay nazionale e sede di Grosseto
Arcilesbica
Agedo
DiGayProject
CGIL Settore Nuovi Diritti Nazionale e sede di Pistoia
Circolo Mario Mieli
L'UNITÀ
LA REPUBBLICA
IL MANIFESTO
LIBERAZIONE

 

Riporto alcuni fatti avvenuti alcune settimane fa e noti pubblicamente dal 10 giugno, ma di cui sono venuta a conoscenza solo recentemente. Il 18 aprile a Lucca è avvenuta una gravissima aggressione ai danni di una giovane donna, alle 7 del mattino, sotto la sua abitazione.

E' stata aspettata dai suoi aggressori, aggredita alle spalle, stuprata e minacciata.

La donna è lesbica, e non fa mistero della propria omosessualità, ma, per le parole pronunciate dai suoi stessi aggressori, non era lei la sola destinataria della minaccia che è stata lanciata attraverso la violenza sulla sua persona.

La destinataria era la sua compagna Cinzia Ricci, che vive e lavora a Lucca. La minaccia è arrivata ai danni di una persona attiva culturalmente e socialmente, che pubblica propri scritti, articoli, poesie, testimonianze, inchieste sul mondo lesbico o denuncie sociali sulla realtà della propria città, su un suo sito web personale.

In seguito, la donna che è stata aggredita è stata avvicinata, mentre era sulla sua auto, da due giovani su un'altra auto, che le hanno chiesto se avesse riferito a Cinzia Ricci ciò che le avevano detto durante lo stupro. Le due donne hanno sporto denuncia ai carabinieri ed è stata aperta un?inchiesta dal PM.

I fatti sopra riportati sono noti perché sono stati pubblicamente denunciati il 10 giugno scorso da Cinzia Ricci nel corso di un convegno organizzato alla libreria Baroni di Lucca dal titolo "In fondo a destra", (il ritardo è stato causato da una richiesta di riserbo da parte dei carabinieri per non intralciare le indagini). Il convegno aveva come tema i movimenti politici estremisti di destra, la libreria Baroni è stata recentemente oggetto di vandalismo e sempre a Lucca dei giovani sono stati aggrediti in discoteca.

Dello stupro è stata data notizia sui seguenti quotidiani: IL TIRRENO, IL CORRIERE DI LUCCA, L'UNITÀ, LA NAZIONE, IL MANIFESTO.

Sul sito di Cinzia Ricci è pubblicato il citato intervento al convegno, la Rassegna stampa e l?elenco delle organizzazioni, associazioni e persone che hanno espresso solidarietà.

I fatti sopra riportati sono gravissimi perché è stato compiuto un delitto orribile nei confronti di una donna e perché con questo atto si è cercato di ridurre al silenzio un'altra donna, apertamente impegnata in una battaglia culturale e sociale. Inoltre questo episodio appare non essere isolato, ma avviene in contesto in cui sono già stati compiuti altri atti intimidatori.

Cinzia Ricci pensa ed agisce, facendo parte di un panorama quanto mai variegato di pensieri ed azioni singole o collettive e di militanza politica, formato da tante e differenti opinioni e modalità di espressione ed azione. Dal momento che di lei non si può pensare che oggi taccia, e che anzi sarebbe triste sperarlo, e che ad oggi non sono stati trovati i responsabili di questo atto criminale, questa donna è tuttora in pericolo per la minaccia lanciata al suo indirizzo.

Personalmente sono molto preoccupata perché la vicenda sta rischiando trovare più indifferenza che solidarietà e non ne comprendo il motivo. Mi ha colpita l'assenza di una iniziativa a riguardo da parte di una organizzazione come la vostra, che tanto è impegnata nella difesa dei diritti delle persone GLBT ed esprimo queste preoccupazioni come donna, come lesbica e come cittadina, poiché ritengo che questo evento sia molto grave per la minaccia alla libertà di opinione e di espressione. Ho scritto questa lettera a voi ed altre organizzazioni per domandarvi il motivo di questa assenza. Spero sinceramente che ciò sia dovuto a cause banali e che non mancherà una vostra manifestazione, se non azione, per non lasciare sole queste donne e per dare una risposta civile, ferma, chiara di fronte ad avvenimenti tanto gravi.

Francesca Grossi

 

Una lesbica aggredita non fa notizia?

(pubblicato su "Liberazione" on-line)

 

Cara "Liberazione", riporto alcuni fatti avvenuti alcune settimane fa ma di cui sono venuta a conoscenza solo recentemente. Il 18 aprile a Lucca è avvenuta una gravissima aggressione ai danni di una giovane donna, alle 7 del mattino, sotto la sua abitazione. E' stata aspettata dai suoi aggressori, aggredita alle spalle, stuprata e minacciata. La donna è lesbica, e non fa mistero della propria omosessualità, ma, per le parole pronunciate dai suoi stessi aggressori, non era lei la sola destinataria della minaccia. La destinataria era la sua compagna Cinzia Ricci, che vive e lavora a Lucca. La minaccia è arrivata ai danni di una persona attiva culturalmente e socialmente, che pubblica propri scritti, articoli, poesie, testimonianze, inchieste sul mondo lesbico o denunce sociali sulla realtà della propria città, su un suo sito web personale. In seguito, la donna che è stata aggredita è stata avvicinata da due giovani che le hanno chiesto se avesse riferito a Cinzia Ricci ciò che le avevano detto durante lo stupro. Sono fatti gravissimi perché è stato compiuto un delitto orribile nei confronti di una donna e perché con questo atto si è cercato di ridurre al silenzio un'altra donna, apertamente impegnata in una battaglia culturale e sociale. Inoltre questo episodio appare non essere isolato, ma avviene in contesto in cui sono già stati compiuti altri atti intimidatori. Personalmente sono molto preoccupata perché la vicenda sta rischiando trovare più indifferenza che solidarietà e non ne comprendo il motivo.

Francesca Grossi, Roma

 


 

Lettera a "IL MANIFESTO"

di Federico Damonte

(26 Giugno 2004 - pubblicata il 29/06/2004)

 

Caro Manifesto,

siete stati fra i pochi giornali nazionali a riportare, sul manifesto del 9 e 13 giugno, la notizia dello stupro fascista avvenuto a lucca ai danni di una donna omosessuale, con il dichiarato scopo di zittire la sua compagna, e la sua attività di raccontare le vite di donne lesbiche reali, vite spesso tragiche e dolorose (l'inchiesta "borderline").

Mi ha molto supito vedere quindi che ai brevi articoli di cronaca non faceva seguito un articolo più vasto su tutta la vicenda, mi aspettavo che il caso di uno stupro per motivi politici avrebbe ricevuto maggiore attenzione sulle vostre pagine...

Nel frattempo, come denunciato sul sito della compagna della vittima, all'indifferenza della sinistra, della stampa nazionale, della città di lucca si sono aggiunte le accuse, anche all'interno della comunità gay e lesbica, di aver inventato tutta la storia.

Spero che prima della manifestazione di solidarietà indetta per il 3 luglio a lucca il manifesto trovi il tempo di cercare di capire perchè in zone d'Italia profondamente "rosse" una donna stuprata non venga creduta, e perchè parte del movimento gay e lesbico, che dovrebbe essere parte integrante di un movimento più vasto per i diritti civili, faccia lo stesso.

Saluti, Federico Damonte.

(torna alla lettera inviata a C.Ricci e Sara)

 


 

Sui fatti di Lucca

28 Giugno 2004

 

Accadimenti violenti come questi lasciano ben amara la bocca a tutti quelli che hanno rispetto della libertà individuale e della sacralità della persona. Resta da considerare però quanto gli autori di azioni del genere non siano anche "recipienti ciechi" di messaggi colpevolmente confezionati altrove, i cui canali attraversano il politico e il pubblico; quanto non siano anche manovalanza facile di accanimenti che la Chiesa e i diversi poteri politici non hanno mai osteggiato abbastanza, contribuendo al contrario, con comportamenti e atteggiamenti omofobi latenti o manifesti, ad alimentare quella diffusa intolleranza verso gli omosessuali, di cui chiunque violenti un omosessuale è esecutore. Senza alcuna scusante, in ogni caso, per chi si elegge a braccio operativo e si fa autore di azioni criminose.

Esprimendo solidarietà personale alle vittime di qualunque aggressione e oggi alle due donne colpite, auspico interventi politici mirati.

Iole Natoli

 


 

Solidarietà

30 Giugno 2004

 

Voglio esprimere la mia solidarietà al caso esposto da "donne in viaggio" sulla violenza ad una ragazza lesbica. Io non ho queste preferenze , ma sono assolutamente contraria ad ogni tipo di violenza, di qualunque genere essa sia, soprattutto sulle persone più deboli ed indifese. Per fortuna ognuno di noi ha un angelo custode che ci aiuta a rendere pubbliche delle situazioni che altrimenti resterebbero lettera morta e darebbero ulteriore sofferenza morale. Spero che la ragazza in questione venga aiutata non solo dalla solidarietà, ma fattivamente da chi può farlo effettivamente. Anche io subisco ogni giorno violenze psico-fisiche sul luogo di lavoro (di genere diverso), ma pur sempre violenze atroci. Vi invito a visitare il mio sito internet: www.mobbing-sisu.it Con affetto e solidarietà verso la persona che ha subito tali atrocità solo per il fatto di essere "lesbica", invio cordiali saluti.

Giovanna Nigris

 


 

COLLETTIVO PEPPINABAUSCH PISA - SPAZIO ANTAGONISTA NEWROZ PISA

Avevamo preparato per il corteo del 3 luglio contro camp darby questo volantino da distribuire non potendo fisicamente partecipare al corteo a Lucca. (Siamo tra i/le promotori/trici del campeggio di lotta contro la base). Visto che il corteo è stato spostato al 9 luglio, ribadiamo la nostra adesione e partecipazione. Così come intendiamo renderci disponibili per qualsiasi altra iniziativa. Un abbraccio forte a Cinzia.

Volantino
(30 Giugno 2004)

Stai punita!
(uno stupro è uno stupro è uno stupro)

 

E’ successo a Lucca, ma lo sanno in pochi.

È successo che una ragazza è stata violentata perché lesbica. Punita di una sessualità irregolare, punita con un contrappasso fisico e simbolico teso a straziare corpo e pensieri, punita e avvisata che non c’è spazio per le differenze, non c’è pace per chi viola i sacri patti dell’eterosessualità e della rispettabilità. Chi viola sarà violato, verrà fatta giustizia e non basteranno le leggi discriminatorie di un governo fascista, anche i privati cittadini si faranno garanti dell’ordine e a suon di cazzo e cazzotti.
In una città che si smista tra omelie e saluti romani non c’è spazio per chi trasgredisce apertamente l’ordine costituito. In una città che si smista tra omelie e saluti romani gli stupratori restano ignoti, protetti da famiglie che contano. Chiesa, fascisti e polizia stringono le maglie compatte del disciplinamento, stabilendo le regole, muovendo attacchi congiunti che a vari livelli normalizzino il tessuto sociale.
Una ragazza a Lucca è stata stuprata. Si è trattato di uno stupro punitivo (sempre che esistano stupri non-punitivi) premeditato, organizzato. Non se ne è saputo molto in giro, la notizia è stata contenuta inizialmente per non intralciare le indagini, ma anche una volta diffusa non ha suscitato clamori.
Forse perché il piano simbolico della violenza compiuta non costituisce scarto rispetto all’immaginario della cultura patriarcale. Forse perché l’idea del dominio del corpo (dell’uomo) sul corpo (della donna), dello stupro atto a ristabilire gerarchie e supremazie, permea in maniera strisciante la forma mentis occidentale. Forse perché le pratiche (come l’economia e la logica) di guerra e le pratiche (come l’economia e la logica) di pace su cui si basa la società del capitale sono le stesse, per quanto da parte del potere si cerchi di sancire, a diversi livelli, l’eccezionalità dello stato di guerra. Ma a Lucca, come in Bosnia, come in Iraq, come in Somalia, l’oppressione e la sopraffazione sull’alterità sono perpetrate anche attraverso la violenza sessuale.

È successo a Lucca, ma lo sanno in pochi.

Succede ogni giorno e tacere è essere complici.

 


 

Comunicato alla stampa

A cura della Commissione Provinciale per le Pari opportunità Uomo-Donna di Lucca, 2 Luglio 2004

 

Il 18 aprile a Lucca una donna è stata aggredita e violentata, una notizia che arriva come un pugno allo stomaco, perché le modalità di questo atto sono di quanto più offensivo ci possa essere per la dignità di una persona.
Colpisce il silenzio di molti, di troppi, su una cosa di tale gravità. Si conferma la necessità di non smettere di parlare, di educare ad una società che dia piena cittadinanza a tutte le differenze e faccia prevalere il rispetto degli altri, dei loro sentimenti e dei loro orientamenti sessuali.
La Commissione Provinciale per le Pari opportunità Uomo-Donna, colpita da un evento così forte, promuove un momento di pubblica riflessione che riaffermi Lucca come città di tolleranza e convivenza civile. A tal fine ha chiesto l’adesione e la collaborazione delle Istituzioni lucchesi, Comune e Provincia. L’iniziativa è prevista per venerdì 9 luglio con concentrazione in Piazza S.Maria alle ore 17,30.

 


 

COMUNICATO ALLE ASSOCIAZIONI

A cura de "L'Altro Volto Lucca Gay Lesbica", 2 Luglio 2004

 

Carissime, carissimi, un nuovo fatto gravissimo è accaduto nella città di Lucca, un fatto che deve essere denunciato a gran voce con il coraggio dimostrato dalle protagoniste, e contro il quale chiediamo la vostra mobilitazione.
Lo scorso 18 aprile la compagna di Cinzia è stata violentata. Cinzia è da anni impegnata come donna, come lesbica, come artista. Gli aggressori hanno colpito la sua compagna perché - come ha riferito la stessa vittima - così avrebbero fatto comprendere a Cinzia che doveva smetterla. La vicenda è stata denunciata in Questura il giorno stesso; nelle prime settimane, su esplicita richiesta degli investigatori, non si è denunciato pubblicamente il fatto. Dal 10 giugno scorso, Cinzia ha scelto di parlare. Chiunque voglia leggere il suo intervento, con il resoconto dettagliato dei fatti può richiedermelo per email. Ora la denuncia deve diventare pubblica, deve essere un grido di "no", un riaffermare che "il silenzio è connivenza". Sono in molte e in molti a voler dimostrare la loro indignazione: la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lucca si sta mobilitando per organizzare una manifestazione per il 9 luglio: si sta cercando di fare in modo che la manifestazione venga indetta direttamente dalle istituzioni, Provincia e Comune di Lucca in primis.
Intanto chiediamo a tutti di farci pervenire la vostra adesione, solidarietà, far sentire anche la vostra voce. Dobbiamo far sapere che siamo in tanti.

L'Altro Volto Lucca Gay Lesbica

 


 

Solidarietà

Orsi Italiani, 2 Luglio 2004

 

Siamo increduli, addolorati, sconvolti, sbigottiti, ma soprattutto furiosi e incazzati. Vogliamo far sentire a Cinzia, alla sua compagna e a tutti voi la nostra solidarieta'.

 


 

SOLIDARIETÀ

Marinella Manicardi, 2 Luglio 2004

 

Vorrei che la ragazza violentata perché lesbica avesse tutta l'amicizia, l'affetto e la vicinanza di chi capisce non solo l'orgoglio ferito ma anche la non voglia di denunciare. E' giusto invece che sappia che rendere pubblico il suo dolore, fa sì che sia condiviso e spero attenuato. Quanto a quegli uomini che oltraggiando il corpo femminile rafforzano la loro identità, posso solo augurarmi che la denuncia pubblica smascheri una sicurezza che si fonda sull'omertà.

 


 

Comunicato alle istituzioni, alle associazioni e alle organizzazioni

A cura della Commissione Provinciale per le Pari opportunità Uomo-Donna di Lucca, 5 Luglio 2004

 

Il 18 aprile a Lucca una donna è stata aggredita e violentata, una notizia che arriva come un pugno allo stomaco, perché le modalità di questo atto sono di quanto più offensivo ci possa essere per la dignità di una persona.

Colpisce il silenzio di molti, di troppi, su una cosa di tale gravità. Si conferma la necessità di non smettere di parlare, di educare ad una società che dia piena cittadinanza a tutte le differenze e faccia prevalere il rispetto degli altri, dei loro sentimenti e dei loro orientamenti sessuali.

La Commissione Provinciale per le Pari opportunità Uomo-Donna, colpita da un evento così forte, ritiene necessario richiamare l’attenzione dei cittadini e delle cittadine affinché aggressioni e violenze di questo tipo non si ripetano e a tal fine promuove un momento di pubblica riflessione che riaffermi Lucca come città di tolleranza e convivenza civile. In una iniziativa in cui è importante superare le appartenenze politiche, la Commissione ha chiesto l’adesione e la collaborazione delle Istituzioni lucchesi, Comune e Provincia auspicando una partecipazione ampia e diversificata delle varie realtà impegnate in ambito sociale, culturale e di animazione del territorio in senso lato. L’iniziativa, che è prevista per venerdì 9 luglio (l’appuntamento è in Piazza S.Maria alle ore 17,30) sarà caratterizzata dall’assenza di striscioni e slogan: le promotrici stanno lavorando alla definizione di modalità e contenuti che sappiano meglio esprimere l’indignazione e interrogare le coscienze di quanti fino ad oggi sono rimasti indifferenti.

Per informazioni ed adesioni all’iniziativa è possibile contattare la Commissione Pari Opportunità al N° 0583/433435 (dalle ore 9 alla ore 13) o via e-mail: commissione.po@provincia.lucca.it

 


 

Collettivo Clitoristrix - femministe e lesbiche - Bologna

NESSUNA PUÒ TIRARSENE FUORI!

Volantino distribuito il 9 Luglio 2004

 

Le violenze sulle donne avvengono molto più spesso di quanto non si voglia credere o si finga di non credere. La violenza colpisce le donne in maniera trasversale, si esprime in varie forme in ogni parte del mondo, in tutti i contesti. In ogni ambito, le donne che vogliono e cercano autonomia sono bersaglio di chi ha paura dell’autonomia delle donne.

Da sempre consideriamo il lesbismo una scelta politica: espressione di autonomia a partire dalla sessualità.

Lo stupro di una lesbica da parte di due fascisti rappresenta un attacco preciso all’autonomia di tutte le donne. L’autodifesa delle donne parte dalle donne e dalla solidarietà reciproca che ognuna può dare.Riteniamo che denunciare la violenza è il primo atto di solidarietà e siamo contro ogni forma di isolamento di chi denuncia.

Avendo deciso di aderire alla manifestazione del 9 luglio, ci teniamo a ribadire che non riponiamo nessuna fiducia nelle istituzioni, perché, dalle legislazioni sul lavoro a quelle sulla riproduzione non hanno mai garantito l’autonomia delle donne, ma hanno sempre offerto una copertura al maschilismo, al moralismo fondamentalista ed ai fascisti vecchi e nuovi.

 

LE DONNE E LE LESBICHE
UNICA TUTELA
DELLE DONNE E DELLE LESBICHE

TUTTE HANNO DIRITTO A VIVERE UNA VITA LIBERA DALLA VIOLENZA

 


 

Solidarietà

ADRIANA PERULLI PRESIDENTE EOS ARCIGAY CALABRIA, 6 Luglio 2004

 

SONO ESTREMAMENTE SOFFERENTE DI QUANTO APPRESO A LUCCA E NON RIESCO A DIRE ALTRO.
NON CI SONO PAROLE CHE POSSANO DESCRIVE NE LA TUA SOFFERENZA NE IL SENSO DI RABBIA CHE HO NE LA SENSAZIONE DI IMPOTENZA, DIMENTICARE NON SI PUO', REAGIRE CON VIOLENZA SU VIOLENZA NEANCHE, SOFFRIRE IN SILENZIO ANCORA PEGGIO, PER CUI, CORAGGIO E FORZA DI REAGIRE DI DENUNZIARE DI COMBATTERE E' L'UNICA VIA QUEL CORAGGIO CHE TU HAI AVUTO.
TI SONO VICINA CON IL CUORE DI DONNA E DI LESBICA.

 


 

Comunicato Stampa

BARI NON REGGE IL SILENZIO

Un ennesimo atto di violenza estrema nei confronti del diritto all'amore.

Arcigay "G. Forti" Bari, 6 Luglio 2004

 

Il 18 aprile 2004 a Lucca una giovane donna lesbica, è stata violentata da due uomini. Nonostante le indagini siano ancora in corso, nasce l'esigenza di far sentire la nostra voce attraverso l'informazione mirata alla sensibilizzazione verso episodi di discriminazione e di violazione dei diritti e della dignità dell'individuo, che è alla base delle lotte che quotidianamente ci vedono protogoniste/i come Arcigay, come donne e come lesbiche.

Ancora una volta una lesbica al centro di continue violenze di una società che troppo spesso come lo struzzo mette la testa sotto la sabbia e non vuole vedere le difficoltà che ancora oggi le donne omosessuali, e non solo le donne, hanno nella società civile che continua a emarginare chi ha voglia semplicemente di amare. Puntiamo il dito contro tutte quelle Istituzioni, contro quei benpensanti che credono che il diritto all'amore sia solo una prerogativa di un'elité e che nulla fanno per l'integrazione e, per la diffusione di una politica che miri ad abbattere ogni forma di omofobia, soprattutto se istituzionalizzata.

Ora diciamo basta!!!! Imparare a reagire è la strada giusta. Il timore di essere esposti alla gogna pubblica e l'omertà di organismi pubblicii e privati, per troppo tempo ha permesso a criminali e stupratori di farla franca.

Vogliamo un inasprimento della pena nei confronti dei delitti di violenza sessuale. Vogliamo che la giustizia lavori in tempi celeri su reati che annullano la dignità dell'essere umano. Vogliamo e dobbiamo non aver più paura di amare.

 


 

Coordinamento dei Collettivi universitari di Pisa

Volantino
(7 Luglio 2004)

LUCCA 18 APRILE 2004

Una ragazza viene picchiata e stuprata sotto casa

 

Esce all'alba dalla casa della sua compagna, ma due giovani dell'estrema destra che l'attendono la immobilizzano, la picchiano e la violentano. I due portano a termine un'azione premeditata al fine di colpire non solo la ragazza, ma soprattutto la sua compagna, che da anni si impegna nell'ultracattolica Lucca per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali.

Il gravissimo episodio è il culmine di una escalation di violenze intimidatorie perpetrate, nell'ultimo anno in particolare, contro le persone e l'associazione gay e lesbiche di Lucca.

Il fatto è stato denunciato pubblicamente l'11 giugno scorso, ma la reazione della cittadinanza ha tardato a farsi sentire perché nella città è difficile mettere in moto un meccanismo di solidarietà sociale nei confronti di una lesbica.

La città di Lucca è un luogo in cui frequentemente avvengono episodi di matrice fascista per via della presenza di Forza Nuova cui viene regolarmente concessa agibilità politica.

Il gesto di gravità inaudita colpisce la persona ma anche l'idea e il progetto di una città aperta alla diversità e al riconoscimento dei diritti di tutti e tutte.

Di fronte a un gesto che lascia senza parole, non possiamo restare zitte e ferme, ma scegliamo di scendere in piazza senza striscioni né slogan, ma con una benda bianca sulla bocca perché non ci sono parole da dire.

Il fatto si commenta da sé: un pugno allo stomaco.

Il nostro appello va a tutti coloro che provano rabbia e indignazione nei confronti della violenza sessuale, della discriminazione omofoba e dello squadrismo fascista.

Una presenza numerosa sarà il nostro grido silenzioso.

Appuntamento: alle 16,30 in Stazione Centrale per il treno per Lucca delle 17,05 che passa alle 17,15 alla Stazione S. Rossore.

 


 

Comunicato dell'Associazione di Cultura Omosessuale
"Federico Garcia Lorca" alle istituzioni di Salerno

Violentata a Lucca una ragazza... perchè lesbica!!!

Al Signor Sindaco del Comune di Salerno
Ai gruppi Consiliari del Comune di Salerno
Agli Assessori del Comune di Salerno

 

Gentili Signori,
I fatti gravissimi accaduti a Lucca negli scorsi giorni non ci permettono di rimanere in silenzio. Dobbiamo reagire e chiediamo la vostra solidarietà e il vostro aiuto.

Ci è stato comunicato un fatto gravissimo che ha visto protagonista la compagna di Cinzia Ricci una attivista lesbica di Lucca: violentata per intimidire la Ricci e farle smettere di operare per la liberazione omosessuale (www.arcigay.it).

Il Circolo L'Altro Volto di Lucca (www.altrovolto.it), in collaborazione con la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Lucca e il Comune di Lucca hanno organizzato una manifestazione per il prossimo 9 luglio 2004. Ho mandato un messaggio di solidarietà e l'adesione alla manifestazione da parte dell'Associazione di Cultura Omosessuale Federico Garcia Lorca di Salerno, ma credo che non basti.

Propongo di organizzare noi stessi una manifestazione di protesta e di solidarietà con il coinvolgimento delle associazioni salernitane e non solo, delle istituzioni locali e perchè no delle associazioni cattoliche che riterranno, nella loro sensibilità, di aderire.

Potremmo partire dalla affissione a Salerno dei manifesti della campagna nazionale 2004 di Arcilesbica intitolata "Il silenzio non è innocente" (www.tamles.net) e organizzare una manifestazione in cui parlare dei recenti fatti di Lucca, ma anche delle intimidazioni e delle violenze verso i due ragazzi di Teverola (Caserta) che è stato il motivo ispiratore della manifestazione per l'orgoglio GLBT organizzata dal Coming Out di Caserta in collaborazione con Arcilesbica di Napoli lo scorso 28 giugno 2004 (www.caserta24ore.it). Possiamo/dobbiamo anche includere l'ultimo atto violento nei confronti di un prete coraggioso, come don Fabrizio Longhi di Rignano Garganico (Foggia), allontanato dalla sua parrocchia per aver chiamato il nostro Pasquale Quaranta a tenere l'omelia di Natale nella sua parrocchia parlando di omosessualità e fede (it.gay.com).

Credo che i motivi per manifestare ci siano e siano anche tanti...

Spero di avere le vostre adesioni al riguardo, e spero non siano solo adesioni virtuali...

Mentre noi temiamo per il nostro piccolo orticello, c'è chi si espone in prima persona per difendere il diritto ad essere se stessi, ad amare, alla libertà, e paga un prezzo troppo alto, anche per noi che non ci muoviamo...

Ricordo ancora le parole di molte nostre ragazze in associazione quando parlano di una loro doppia emarginazione e dei gravi rischi che corrono.... No so aggiungere altro se non che non riesco a tollerare che delle persone, specialmente ragazze, possano subire tanto senza che io muova un dito...

Al momento non aggiungo altre parole, ma vi prego di non lasciare cadere nel vuoto questo nostro appello.

Vi aspettiamo fiduciosi...

Fabio De Chiara
Presidente dell'Associazione di Cultura Omosessuale "Federico Garcia Lorca" di Salerno
347.1827973 - presidente@associazionelorca.org - www.associazionelorca.org

 


 

Sinistra giovanile di Lucca

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: Manifestazione “Oltre l’indifferenza”. Noi ci saremo.


Ci saranno anche le ragazze ed i ragazzi della Sinistra giovanile domani pomeriggio in piazza, per l’iniziativa promossa dalla Commissione “Pari opportunità” della Provincia.
“Saremo presenti – spiega la Sinistra giovanile – per manifestare la nostra vicinanza e solidarietà all’amica Cinzia Ricci ed alla ragazza violentata; saremo presenti per dimostrare, per l’ennesima volta, che nessuna violenza sarà mai taciuta e tollerata. Il racconto di Cinzia, oltre che una drammatica vicenda personale, è anche una nuova drammatica cartina tornasole della situazione cupa che ancora aleggia sulla “serenissima” Lucca: una città che spesso si compiace della sua apparente tranquillità, ma dove violenze e soprusi, quasi sempre minimizzati, sono invece all’ordine del giorno. Domani ci aspettiamo di vedere in piazza un’alta rappresentativa delle istituzioni e dell’associazionismo locale: solo una reazione ferma può servire a dimostrare che questi episodi non appartengono alla città”.

 


 

Casa delle donne - Comune di Viareggio

PER L'INVIOLABILITÀ DEL CORPO FEMMINILE

Volantino distribuito il 9 Luglio 2004

 

La Casa delle Donne di Viareggio, nata per garantire e per promuovere la libertà femminile, esprime tutta la sua costernazione e indignazione di fronte all'inaudito e vile episodio di violenza sessuale contro una donna, avvenuto il 18 aprile scorso a Lucca.
Questa ripugnante aggressione di fatto è un oltraggio a tutte le donne, colpite nella loro libera scelta sessuale. È il risultato della concezione patriarcale, ancora dura a morire, che crede di fermare con I'oppressione e la violenza l'esercizio della volontà e la pratica del desiderio femminile. Siamo vicine alla donna che ha subito direttamente violenza e alla sua compagna. Anche in nome loro continuiamo con maggior forza la nostra pratica politica che ci pone ogni giorno in relazione con donne coraggiose che sempre più spesso escono dall'intimidazione, dall'isolamento, dal ricatto.

"L'una per l'altra" - Centro ascolto contro le violenze sulle donne. Numero verde 800 - 614822

 


 

GRUPPO DONNE RIFONDAZIONE COMUNISTA

STORIE DI ORDINARIA VIOLENZA E DI STRAORDINARIA CONNIVENZA

Volantino distribuito il 9 Luglio 2004

 

Aggredita e violentata nella nostra città in una mattino di aprile.
Aggredita e violentata perché donna, perché lesbica, perché compagna di una persona che vive alla luce del sole la propria sessualità, che rivendica pubblicamente i propri diritti, che pretende rispetto.
Era già successo l'anno passato, quando "i soliti ignoti" avevano compiuto atti vandalici contro la libreria Baroni, colpevole di aver aperto a Lucca un dibattito culturale sull'omosessualità.
Una parte della nostra città, quella perbenista e ipocrita, permeata di un cattolicesimo formalista e bigotto, può forse tollerare le "diversità" vissute di nascosto, nei privato, che non turbino l'ordine costituito, ma giudica inammissibile che vengano allo scoperto, che si impongano senza chiedere scusa di esistere. Ed in questo humus socio-culturale nascono e si moltiplicano le intimidazioni e le violenze di gruppi di estrema destra, dirette anche contro ragazzi colpevoli di appartenere all'area della sinistra; nonostante le ripetute denunce, nessun responsabile è stato finora identificato: le connivenze e le coperture di cui hanno finora goduto questi gruppi permettono loro di agire indisturbati.

Noi denunciamo con forza questo stato di cose e chiediamo che sia messa in atto ogni possibile iniziativa, preventiva e repressiva, per porre fine a questi vergognosi episodi, ma intendiamo anche manifestare tutta la nostra indignazione per come la stampa locale e la cosiddetta società civile hanno reagito di fronte allo stupro: il fatto non ha suscitato clamore, la notizia è stata tagliata, minimizzata o, peggio ancora, accolta con un silenzio assordante, che diventa di fatto connivente.

Noi vogliamo rompere questo muro di omertà. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla vittima ed alla sua compagna. Siamo al loro fianco, nella consapevolezza di batterci non solo per loro, ma per la libertà di tutti e di ognuno.

 


 

Antifasciste e antifascisti lucchesi

IL SILENZIO È CONNIVENZA

Volantino distribuito il 9 Luglio 2004

 

UNA DONNA STUPRATA STUPRATA DAI FASCISTI STUPRATA PERCHÈ LESBICA PERCHÈ "LA SMETTESSE" PERCHÈ NON È ACCETTABILE CHE A UNA DONNA NON PIACCIA IL CAZZO
UN AGGHIACCIANTE AVVERTIMENTO CHE NON SI PUÒ IGNORARE. NOI NON METTEREMO UN BAVAGLIO ALLE NOSTRE VOCI, ALLE NOSTRE IDEE.
DI SILENZIO CE N'È ANCHE TROPPO, DENSO DI VERGOGNA, DI SOLITUDINE, DI PAURA, DI UMILIAZIONE: È IL SILENZIO DELLE VITTIME, PERCHÈ IN FONDO "SE TI STUPRANO È ANCHE UN PO' COLPA TUA". MA C'È UN ALTRO SILENZIO, CHE SI CONTORNA DI CHIACCHIERICCIO, DI SUSSURRI , DI MORMORAZIONI, UN SILENZIO CHE AVALLA, GIUSTIFICA, FA DEL SARCASMO:
"SI LAMENTA PERCHÈ ERANO DUE, MA SE ERANO DODICI...".
UN SILENZIO CHE CI FA SCHIFO
ED È PER QUESTO CHE ABBIAMO SCELTO DI PORTARE IN PIAZZA I NOSTRI SLOGAN ED I NOSTRI STRISCIONI.
PERCHÈ IL SILENZIO È CONNIVENZA E QUI A LUCCA HA SIGNIFICATO, DA TRÉ ANNI A QUESTA PARTE, UN'ESCALATION DI AZIONI XENOFOBE, OMOFOBE, RAZZISTE E SESSISTE.
PESTAGGI, UMILIAZIONI, AZIONI VANDALICHE DI STAMPO SQUADRISTA E FASCISTA SI STANNO VERIFICANDO SEMPRE PIÙ FREQUENTEMENTE IN TUTTA LA PROVINCIA DI LUCCA.
L'AMMINISTRAZIONE FAZZI, CHE OPPORTUNISTICAMENTE DISSE "NO ALL'INTOLLERANZA" DALL'ALTO DI MANIFESTI PUBBLICITARI DI SEI METRI PER DUE, È LA STESSA CHE HA CONCESSO SOLDI, SPAZI E SOPRATTUTTO LEGITTIMITÀ A STRUTTURE POLITICHE DI STAMPO NEOFASCISTA, LE STESSE CHE VORREBBERO NEGARE OGNI DIRITTO DI SCELTA SULL'ABORTO, TANTO PER FARE UN ESEMPIO.
EVIDENTEMENTE AL DI LÀ DELLE LACRIME DI COCCODRILLO, IL DIO-PATRIA-FAMIGLIA DEI NIPOTI DI MUSSOLINI, NON DISPIACE ALLA COMPONENTE CATTOLICA INTEGRALISTA LUCCHESE ED Al POTERI FORTI BEN RAPPRESENTATI DA QUESTA GIUNTA.
QUESTO DIO, QUESTA PATRIA, QUESTA FAMIGLIA NON LI VOGLIAMO, NON SONO CHE I SIMBOLI DI UN'OPPRESSIONE MILLENARIA SUL CORPO DELLE DONNE E SULLA LORO SESSUALITÀ, DOVE LO STUPRO È LA PUNIZIONE PIÙ UMILIANTE PER UN COMPORTAMENTO CHE ESCE DAGLI SCHEMI DEL DOMINIO. RIVENDICHIAMO IL DIRITTO PER TUTTI E TUTTE AD UNA SESSUALITÀ LIBERA, RISPETTOSA E CONSAPEVOLE.
MA SOPRATTUTTO VOGLIAMO URLARE E MANIFESTARE LA NOSTRA RABBIA DI FRONTE ALL'IPOCRISIA DI UNA CITTÀ CHE FINGE DI NON VEDERE TUTTE LE SUE CONTRADDIZIONI IN NOME DEL QUIETO VIVERE.

 


 

COMUNICATO ALL'ANSA

9 Luglio 2004

 

Oggi 9 Luglio 2004 alle ore 17, si terrà a Lucca una manifestazione riguardante la violenza sessuale subita il 18 Aprile scorso da una ragazza a causa del suo orientamento sessuale. La manifestazione è organizzata da Cinzia Ricci, ovvero la compagna della ragazza violentata. Il corteo sfilerà per le strade del centro storico di Lucca e tutti i partecipanti porteranno un bavaglio alla bocca in forma di protesta per il silenzio a cui nei mesi addietro, le due donne sono state assoggettate; nonchè per il silenzio e la troppo poca attenzione riservata alla vicenda da parte di molti dei più importanti organi di stampa nazionali. Cinzia Ricci fa sapere che ci sarà una massiccia presenza delle associazioni GLBT, ancora non si conosce il computo esatto dei partecipanti, ma in tarda serata questo elemento sarà visibile. Cordiali Saluti. Carla Liberatore.

 


 

Giovani Comunisti Disubbidienti

STUPRI PUNITIVI

(volantino distribuito il 9 Luglio 2004)

L'aggressione e la violenza di stampo fascista a una giovane ragazza, "colpevole" di avere una storia con un'altra donna e di non nasconderlo, è un fatto di una gravità inaudita.

L'escalation di violenze e intimidazioni da parte di gruppi di estrema destra presenti in città raggiunge l'apice.

Le connivenze e le coperture di cui hanno goduto fino ad ora questi "bravi ragazzi" della Lucca "bene" gli hanno permesso di agire indisturbati.

Nessuno dovrebbe, adesso, far finta di non vedere e di non sapere qual è la situazione; e invece, c'è chi ancora cerca di evitare che la pentola si scoperchi, che i lucchesi, così emotivi e sensibili, possano rendersi conto di che cosa succede nel loro "salotto buono". Perciò, oltre ad esprimere la nostra solidarietà e il nostro affetto alla ragazza aggredita e alla sua compagna, denunciamo il vergognoso tentativo, messo in atto da più parti, di sminuire (se non di smentire) l'aggressione.

A questo "gioco", si sono prestati anche due quotidiani locali.Il primo, oltre a nascondere un episodio del genere nella quinta pagina della cronaca locale, lo ha descritto come opera di "sedicenti estremisti di destra", facendo poi riferimento a "accertamenti delle forze dell'ordine che non sarebbero approdati a nulla di concreto”. Il secondo, per non essere da meno, ha inserito la notizia in un trafiletto, a metà tra tra un borseggio e “calci e pugni all’auto di un sostenitore del sindaco Fazzi a Piombino, durante un volantinaggio per le elezioni europee”.

Tutto questo ci indigna profondamente ma non ci sorprende.

Gli abitanti della “Lucca bene”, della “Lucca da bere”, non battono ciglio se le vittime di ingiustizie, violenze, abusi sono dei “diversi”.

E’ “normale”, ad esempio, che il rappresentante della comunità marocchina, Salah Chfouka, presente in città da 14 anni, venga espulso in modo assolutamente arbitrario e ingiustificato.

Non fa indignare la notizia del pestaggio di uno studente (in una discoteca della zona) “punito” per il suo impegno politico a sinistra.

Non scandalizza il fatto che 5 pericolosi “sovversivi” di 15 anni siano denunciati, dai carabinieri, al tribunale minorile di Firenze, perché sorpresi a scrivere su un muro la frase “rivoluzione comunista”, mentre da anni i “bravi ragazzi” aderenti a una nota organizzazione di estrema destra, durante le loro manifestazioni (autorizzate), imbrattano, indisturbati, i muri della città con frasi xenofobe, omofobe, razziste e con simboli fascisti.

E’ venuto il momento di far sentire, con più forza rispetto al recente passato, tutta la nostra profonda indignazione e il nostro dissenso.

Impegnamoci tutti/e per favorire le espulsioni coatte: fuori da Lucca i fascisti, gli omofobi, gli xenofobi e i razzisti!

 

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