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Aggiornato Domenica 06-Gen-2008

 

Carissima Cinzia, (...) io sono conflittuale per natura nei confronti di tutto ciò che rappresenta potere e autorità: genitori, professori, datori di lavoro, capisezione, referenti, di tutto di più. Bene, non credo dunque di essere una persona facile e accomodante. Però ugualmente ho apprezzato il fatto che la Provincia si sia fatta promotrice dell'iniziativa e delle modalità di manifestazione cui mi sono prestata senza nessuna difficoltà.

Credo poi che ci sia una considerazione da fare. Visto che il problema specifico riguarda le persone omosessuali, io credo che sia giusto osservare un criterio di scelta che tenga conto della priorità di queste persone. Chiaro che se mi viene detto di partecipare al corteo a gamba zoppa, qualche dubbio me lo pongo... ma nella fattispecie ho compreso e fatta mia anche la forma e non ho avuto problemi, né politici né simbolici a legarmi un bavaglio sulla faccia, perché si trattava di una provocazione, di una immagine paradossale, e per me era implicito che non mi si chiedeva di starmene in silenzio, ma di ostentare il mio silenzio, che sono due cose ben diverse. Nel tempo ho manifestato gridando, cantando, tingendomi la faccia, mettendomi addosso dei simboli... e continuerò a farlo: non ho certo paura che uno straccio di tela significhi il mio silenzio politico o civile. E onestamente ne ho anche le palle un pò scassate di queste polemiche che trovo onestamente fini a sé stesse, perché mi sembra che tutte le volte ognuno di noi debba essere sottoposto a un vaglio per verificare quanti punti-militanza si è guadagnato. In forma diversa lo fa anche Famiglia Cristiana, dando da zero a cinque stelline a secondo della moralità dei programmi... certo che mi pare grottesco che lo facciamo anche noi.

Quanto alla manifestazione del 6 settembre ecco come la penso. La protesta a Fazzi ha mancato di qualsiasi forma di creatività. Io continuo a chiedermi perché non abbiamo trovato altri modi che mettessero lui dalla parte del ridicolo e del grottesco. Da allora penso che bastava coordinarci mettendo una trentina di persone in prima fila che appena cominciava a parlare gli giravano le spalle... e casualmente scopro di pensarla come te. Tanto per sdrammatizzare mi ricordo una scena memorabile di Genova 2001. Un gruppo di ragazzi che ad un bel momento dell'inseguimento della polizia si sono fermati di botto e si sono calati le braghe mostrando il culo alle formiche-soldato dalla testa blu. E mi son detta che erano dei matti, dei matti ganzi, però. Minimo sforzo, massimo della comunicazione! Non dico che dovevamo usare quella forma... anche se farlo al nostro beneamato sindaco è un'idea che mi fa ancora sorridere. Ma un piccolo sforzo... Del resto, da brava anarchica continuo a pensare che l'arma del grottesco sia la miglior forma per stanare la parte più bieca del potere, per mostrare a tutti che il re è nudo.

Comunque, alla fine, io credo una cosa, a prescindere dalle appartenenze politiche. Non sono molti quelli che vogliono cambiare, se non il mondo, almeno l'angolo di spazio in cui vivono... e la strategia migliore per farsi spazzare via è proprio quella di non capire le ragioni dell'altro, che in questo caso sono le ragioni della parte lesa, delle persone che hanno subito violenza e minacce. Se non capiamo questa piccola, semplice cosa, che poi è l'empatia umana, non saremo mai pronti per la rivoluzione perché non saremo mai capaci di tenerezza e comprensione. E se non capiamo le ragioni, i sentimenti, la sensibilità di chi abbiamo a fianco a noi, come pretendiamo di capire le ragioni di tutti gli altri, o una parte consistente di essi?! E mi ripugna di dover sentire che, dopotutto, devi rendere ragione del suo comportamento. Violenza, minacce, offese e poi anche dover spiegare perché e percome hai scelto così e non cosà.

Tu dici, Cinzia, «Confesso che a me non importava un fico secco di chi lo facesse e perché - in mezzo al mare di merda nel quale mi avevano sistemata, mi bastava una reazione, un segno, qualunque cosa purché non passasse il messaggio che ad alcuni si può fare quel che si vuole, tanto non gliene frega nulla a nessuno.»

Io dico che hai ragione. E alla fin fine, chi ha criticato le tue scelte, avrebbe forse promosso un'iniziativa se non fosse stata quella di contestare l'iniziativa presa? Solo questo mi chiedo.

Con affetto Ely.

 

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