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Aggiornato Mercoledì 10-Dic-2008

 

Al Ministro dell'interno

Per sapere - premesso che:

lo scorso 18 aprile, a Lucca, una giovane donna è stata aggredita e violentata perché omosessuale;
l'episodio si inserisce in una serie di atti di aggressione e di vandalismo che hanno avuto luogo negli scorsi mesi a danni di persone omosessuali e di sedi di associazioni omosessuali;
scritte inneggianti all'odio razziale o alla violenza contro gli omosessuali, appaiono sui muri della città;
si è trattato quindi, secondo l'interrogante, dell'ennesimo episodio omofobo, razzista e discriminatorio, da parte di soggetti che, evidentemente si sentono liberi di agire indisturbati;
queste manifestazioni di odio nei confronti delle persone omosessuali si collocano all'interno di un clima di intolleranza e discriminazione crescente e sempre più preoccupante presente nelle città -:
se ritenga di dover intervenire, con misure di prevenzione e pubbliche prese di posizione, affinché siano sradicate queste presenze violente e anti-democratiche che violano i diritti della persone omosessuali.
(4-10345)

 

 

Presso la stazione carabinieri di San Concordio di Lucca una giovane donna ha presentato, il 18 aprile 2004, querela contro ignoti per aver subito, nelle prime ore del mattino dello stesso giorno, violenza sessuale da parte di due uomini in una zona parzialmente isolata in frazione Antraccoli.
La giovane ha ipotizzato che la matrice della violenza subita sia riconducibile a motivi di discriminazione nei confronti degli omosessuali, come conseguenza della partecipazione attiva a movimenti per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali.
In particolare la vittima ha riferito che, al termine di una manifestazione svoltasi in precedenza a Lucca contro episodi di teppismo di natura omofoba, sarebbe stata minacciata da alcuni militanti di Forza Nuova presenti sul posto per tentare di organizzare una sorta di contromanifestazione.
Riguardo a tale circostanza si precisa che non risulta che gli appartenenti al movimento «Forza Nuova» abbiano organizzato iniziative in occasione della citata manifestazione.
La questura di Lucca ed il comando provinciale dell'Arma dei carabinieri continuano, in stretta collaborazione, nell'attività d'indagine al fine di identificare due individui indicati dalla vittima come possibili autori.
Premesso che, anche grazie all'intensificazione dell'attività controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, non si sono più registrati ulteriori episodi di natura omofoba, va pure sottolineato che le autorità di pubblica sicurezza non sottovalutano anche il più piccolo degli episodi di violenza e sono particolarmente attente nel prevenire e reprimere ogni forma di intolleranza, continuando a vigilare in modo rigoroso sulle attività e sulle iniziative di ogni formazione estremista.

 

 

Sono sempre più costernata.

Il primo motivo di questo ennesimo supplemento di afflizione, è che ho scovato in Internet, per caso e a distanza di oltre due anni, l’interrogazione (che già conoscevo) e la risposta del Ministro Mantovano (che invece mi era del tutto sconosciuta). Chiunque avrebbe potuto segnalarmela o farmela avere per tempo (Titti De Simone stessa, ad esempio, che conosco di vista ed ho più volte incontrato), dandomi così modo di chiarire ulteriormente i fatti, cosa di cui, evidentemente, nessuno ha sentito la necessità - nemmeno lei, nonostante gli attestati di solidarietà generici e indiretti dei quali comunque la ringrazio.

Il secondo motivo è che il signor Mantovano era, all’epoca dell’interrogazione parlamentare, un ministro della Repubblica Italiana il quale, forte della sua carica istituzionale, avrebbe potuto contattare direttamente o tramite i suoi segretari, portaborse, ecc., non solo il comando dei Carabinieri di San Concordio, procuratori e magistrati, leggere gli incartamenti e quei tre o quattro articoli usciti sulla stampa, ma soprattutto, semplicemente rintracciandomi sull’elenco telefonico, avrebbe potuto parlare con me – l’unica persona vivente in grado di dare ampie e dettagliatissime spiegazioni anche sull’operato degli inquirenti e sulle indagini. Invece che cosa ha fatto? Ha messo insieme una risposta che più superficiale, fantasiosa, fuorviante, allusiva ed elusiva non si può, frutto, forse, d’informazioni parzialmente inesatte o completamente campate in aria ottenute chissà dove e chissà da chi. Ma a chi si è rivolto? Ad una comare di quartiere?

Ecco il punto centrale: «La vittima ha riferito che, al termine di una manifestazione svoltasi in precedenza a Lucca contro episodi di teppismo di natura omofoba, sarebbe stata minacciata da alcuni militanti di Forza Nuova presenti sul posto per tentare di organizzare una sorta di contromanifestazione».

La “vittima”, verbali alla mano, non può aver “riferito” nulla di simile perché niente di simile è accaduto. Di più: che io sappia, mai a Lucca militanti di Forza Nuova hanno tentato di organizzare estemporanee contromanifestazioni. Non ne hanno bisogno, qui le manifestazioni le fanno: autorizzate e patrocinate dal Comune.

«Riguardo a tale circostanza si precisa che non risulta che gli appartenenti al movimento «Forza Nuova» abbiano organizzato iniziative in occasione della citata manifestazione».

Appunto. La manifestazione a cui si riferisce Mantovano, è quella del 6 Settembre 2003, organizzata in occasione degli atti di vandalismo compiuti contro la Libreria Baroni, otto mesi prima del 18 Aprile 2004. La “querelante” ed io (obiettivo principale ma indiretto dell’aggressione) vi partecipammo come altri 3000 cittadini. Sebbene avessi dato una mano agli organizzatori, all’epoca non facevo nemmeno parte dell’Associazione “Altro Volto – Lucca Gay e Lesbica” che l’aveva promossa, entrai a farne parte poco dopo e a Dicembre dello stesso anno ne uscii.

Fatto. Oggi, sebbene tardivamente (ma non per mia volontà), un altro tassello è andato a posto.

 

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