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Aggiornato Domenica 06-Gen-2008

 

Il 18 aprile a Lucca è avvenuta una gravissima aggressione ai danni di una giovane donna. La donna è lesbica, e non fa mistero della propria omosessualità ma, per le parole pronunciate dai suoi stessi aggressori, non era lei la sola destina della minaccia. La destinataria era la sua compagna Cinzia Ricci che vive e lavora a Lucca. Il 9 luglio hanno sfilato imbavagliati con strisce di tela bianca per protestare contro la violenza e lo stupro. Erano qualche centinaio per le strade di Lucca. Aut vi Racconta i fatti e vi propone una riflessione.

 

 

Il grave atto, compiuto da presunti appartenenti a gruppi di destra, è stato reso pubblico soltanto dopo il 10 giugno per favorire le indagini che, al momento, non sembra abbiano avuto risultati.

"In un humus socio-culturale permeato di un cattolicesimo formalista e bigotto, nascono le intimidazioni e le violenze dei gruppi di estrema destra: connivenze e coperture permettono di agire indisturbati" così dichiara il "Gruppo donne" di Rifondazione. Continuano i giovani antifascisti lucchesi: "Da tre anni assistiamo ad un'escalation di azioni xenofobe, razziste e sessiste, pestaggi, umiliazioni; atti vandalici di stampo squadrista e fascista si ripetono sempre più frequentemente in tutta la provincia". Alcuni giovani ricordano che gli abitanti della "Lucca bene" hanno accolto impassibili l'espulsione, arbitraria e ingiustificata, di Salah Chfouka, rappresentante della comunità marocchina che viveva in città da 14 anni.

Il silenzio è complicità

Per quieto vivere non ci si stupisce del pestaggio di un ragazzo "punito" per il suo impegno politico a sinistra, per indifferenza non ci si scandalizza del fatto che cinque quindicenni siano stati denunciati per aver scritto su un muro la frase "rivoluzione comunista" mentre i "bravi ragazzi" di una nota organizzazione di estrema destra, durante manifestazioni autorizzate, imbrattavano i muri con frasi xenofobe, omofobe e simboli fascisti.

Meno di un anno fa le scritte accompagnarono gli atti vandalici contro la libreria Baroni che aveva ospitato un dibattito sull'omosessualità. Allora come ora molti si mobilitarono per dire basta alle intimidazioni e alle violenze che però sono continuate.

Moltissime associazioni, oltre a quelle locali come "L'Altro volto" e la "Casa delle donne" di Viareggio, erano presenti per portare solidarietà a Cinzia Ricci e alla sua compagna e per ricordare l'inviolabilità del corpo femminile. Hanno partecipato esponenti di Arcilesbica, di Azione gay e lesbica di Firenze, dell'Ufficio Nuovi Diritti della Cgil, e di vari collettivi femministi. Le istituzioni erano rappresentate dall'Ufficio Pari Opportunità della Provincia di Lucca. Il corteo si è concluso nel Cortile Carrara dove è stato proiettato il video del monologo di Franca Rame LO STUPRO.

 

 

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