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Aggiornato Domenica 06-Gen-2008

 

Eccoci di nuovo a Lucca dopo l’ultima violenza: questa volta è toccato ad Edoardo - un pestaggio di 25 minuti, fra troppi spettatori inerti, indifferenti.

Il 9 luglio a manifestare contro lo stupro di Sara c’era, nello sparuto corteo, un gruppo di anime e di cervelli che hanno dato luogo ad un’iniziativa: Collettivo 9 Luglio. Il 9 luglio è stata la data del silenzio, del corteo imbavagliato, ora vogliamo che sia la data della fine del silenzio, della fine dell’assenza e della complicità con la violenza.

Il collettivo è nato da contatti spontanei, tra persone di ogni parte d’Italia, avvenuti dopo il faticoso diffondersi della notizia della violenza su Sara e delle minacce a Cinzia. Ci ha colpito il silenzio di chi doveva parlare, la rassegnazione di chi potrebbe essere colpito, l’indifferenza di chi si sente immune.

Le nostre idee hanno iniziato a circolare, la voglia di agire è stata prepotente. Niente più deleghe e rappresentanze, se altri non si muovono lo facciamo noi. Un altro nodo nell’immensa rete di quelli che credono che un altro mondo sia possibile. Il primo obiettivo: un osservatorio sulla violenza omofobica contro le donne, con raccolta di dati e studio del fenomeno, rivolgendoci a chiunque si occupi di sostenere legalmente o psicologicamente le donne vittime di stupri/violenze e mobbing (perché non dobbiamo dimenticare che una forma di violenza molto diffusa è la discriminazione sul posto di lavoro a causa del proprio orientamento sentimentale/sessuale), consultori, centri di ascolto, associazioni, telefoni amici, centri pari opportunità, sindacati.

Sì, ancora, in Toscana - perché un’altra persona è stata punita per il coraggio delle sue idee e delle sue azioni. Lucca sembra diventata il centro della nostra nazione; per chi è abituato a muoversi verso la capitale per partecipare a grandi manifestazioni nazionali, è strano venire qui, eppure è importante esserci perché questa città è un laboratorio di repressione e violenza, qui è in corso da anni un’escalation di episodi che fanno rabbrividire, per la ferocia, per la sfrontatezza, per la devastazione che si sta operando sulle coscienze e sui cervelli.

La violenza verso Sara e Cinzia è stata perpetrata a causa del loro orientamento sessuale, per indurle a tornare nell’ombra, nel silenzio, ma è un errore relegare la vicenda ad una questione di omofobia. Sara, Cinzia, Edoardo, e gli altri giovani che sono stati colpiti, sono vittime della stessa cultura, che nutre e cresce un’ideale fascista, di esclusione, discriminazione, odio, paura e diffidenza; chi distrugge, massacra e stupra è coperto dall’omertà, agisce contando su tanta protezione. Per lo stesso motivo è sbagliato limitarsi a considerare la presenza di Forza Nuova in città quale unica responsabile, perché il brodo di coltura nel quale sono cresciuti quei bravi ragazzi è ovunque, non solo nelle sedi di certe organizzazioni, certi partiti - quel brodo legittima le loro azioni, e il silenzio, l’indifferenza, o peggio, la tacita approvazione, completano l’opera.

Discriminazione razziale, religiosa, sessuale, di classe, non manca niente all’appello, tutto cresce sulle macerie d’ideali che da tanto tempo si piangono come perduti - è ora di rompere il silenzio e gli indugi, di ricostruire: mattone su mattone.

 

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