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Riordinando i documenti che compongono questa sezione, per caso ho rivisto in sequenza prima la foto di Bella Martinez, transessuale ventiquattrenne morta assassinata a Los Angeles, e poi quella di Fanny Ann Eddy, attivista lesbica madre di un bambino morta l’anno scorso, anch’essa brutalmente assassinata.

Come sempre ho cercato nello sguardo la vita, nei tratti somatici la storia – e sono precipitata in un abisso disperante. Furono persone che amarono, soffrirono, risero. Sognarono e lottarono per un mondo libero nel quale ogni persona abbia il diritto di vivere, libera - e per questo morirono. Assassinate. Perché la smettessero di ricordarci quanto stupidamente conduciamo le nostre esistenze, in quante anguste galere le costringiamo trascinandoci appresso fantasmi, consanguinei e simili, di quali feroci indifferenze e violenze siamo capaci – pur di non vedere, continuare a non capire, crederci superiori anche a costo della vita degli altri, spesso sulla loro pelle, dimentichi che non c’è libertà per nessuno là dove la libertà non è di tutti.

Di queste donne belle e rare, mai più respiri, parole, odori. Solo fotografie e parole - scritte. Grida di dolore - inascoltate, solitarie. E orgoglio, bellezza, dignità.

Giustizia, verità, amore - ogni anima oltraggiata non chiede che questo, e per questo vive, paga, troppo spesso muore a causa dell’odio e del disprezzo, in un silenzio che espone e rende complici.

Idealmente stringo e fortemente amo chi getta il suo corpo nella lotta anche a costo di perderlo – perché la vita di un essere umano nulla vale e a nulla serve se è acritica, asservita sopravvivenza senza consapevolezza, generosità, partecipazione.

(C. Ricci - Luglio 2005)

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Aggiornato Sabato 23-Dic-2006


 

25 GENNAIO 1998

Torino. Vito Milani, 39 anni, è barbaramente assassinato da Giuseppe Gillone, un sarto di 69 anni, pensionato. Il cadavere è trovato tagliato a pezzi e semicarbonizzato nella cantina dell'omicida che è condannato a 20 anni di reclusione.

4/5 GENNAIO 1998

Roma. Il gentiluomo Enrico Sini Luzi, cerimoniere del Papa, 67 anni, è trovato con la testa fracassata a colpi di candelabro nella sua abitazione in Viale Angelico. L'omicida, Paul Badea, romeno, è condannato a 22 anni di carcere.

13 GENNAIO 1998

Roma. Alfredo Ormando, scrittore siciliano 40enne, si dà fuoco in piazza San Pietro a Roma per denunciare "l'intolleranza del Vaticano verso le persone omosessuali". Muore 10 giorni dopo.

14/15 GENNAIO 1998

Milano. Renato Degni, 67 anni, benestante titolare di una galleria d'arte, separato da alcuni anni, maestro elementare in pensione, è trovato cadavere una decina di giorni dopo l’omicidio, nel suo elegante appartamento in un quartiere della periferia sud, in camera da letto, seminudo, con mani e piedi legati da strisce di lenzuolo, il collo stretto nella federa del cuscino. La morte è avvenuta per strangolamento/soffocamento. L’appartamento è in ordine, la camera da letto a soqquadro. La porta d'ingresso non presenta segni di scasso. Scomparsi bancomat, carte di credito, documenti, una collezione di orologi da tasca e forse altri valori. L’assassino è ignoto.

20/21 GENNAIO 1998

Milano. Gregory Stewen Behedydt, 51 anni, pastore della Chiesa anglicana, è colpito con un tagliere di legno che gli fracassa il cranio, poi legato ad una sedia e imbavagliato con del nastro da pacchi che gli impedisce di respirare causandone la morte. Gli assassini, Denis Besirevic, 20 anni, e Andrija Mkostic, 32, entrambi croati, che il pastore ospitava in casa sua, dopo l'aggressione lo derubano dei soldi (qualche milione), quindi fuggono. Pochi giorni dopo Denis Besirevic si costituisce in Croazia dove è tratto in arresto. Del complice, invece, non vi è alcuna traccia.

15 FEBBRAIO 1998

Novara. Antonino Marchese, 63 anni, maestro elementare in pensione, è picchiato, soffocato con una busta di plastica e derubato nella sua casa.

MARZO 1998

Castelluccio dei Sauri (Foggia). Secondo il Pubblico ministero del processo di appello, Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica avrebbero strangolato Nadia Roccia per impedirle di rivelare il loro legame affettivo, inscenando poi un suicidio motivato dalla vergogna di sapersi lesbica e innamorata, non corrisposta, di una delle due. Ma il movente, nonostante le supposizioni e lo sciacallaggio mediatico che con il presunto lesbismo delle protagoniste c'è andato a nozze, è ancora oggi un mistero.

MARZO 1998

Roma. Un professionista di 57 anni, è aggredito nella sua abitazione, a Montesacro, da un giovane ucraino con il quale si è accordato per una prestazione sessuale. Il ragazzo che si era dimostrato gentile e disponibile, improvvisamente lo lega mani e piedi, lo imbavaglia e rapina di tutto, compresa l'auto. Per non farlo reagire, prima di immobilizzarlo gli mette un rasoio sotto la gola. A salvarlo è un vicino di casa che la mattina seguente lo sente lamentarsi, entra in casa attraverso la porta lasciata aperta e lo trova in camera da letto, legato, con un pezzo di nastro adesivo che gli tappa la bocca.

1° APRILE 1998

Perugia. Piero Nottiani, 50 anni, separato e con un figlio, restauratore della Soprintendenza ai beni culturali, è trovato cadavere nella sua casa, la testa, fracassata con una statuetta, chiusa in una busta di plastica, il corpo, vestito, avvolto in un tappeto.

8 APRILE 1998

Chioggia (Venezia). Franco Boscolo, 56 anni, muore assassinato a colpi in testa e coltellate sulla spiaggia di Sottomarina.

4 MAGGIO 1998

Città del Vaticano - Roma. Cedric Tornay, 23 anni, una guardia svizzera, il neo Comandante delle guardie Alois Estermann, 44 anni, e sua moglie Gladys Meza Romero, 49 anni, sono trovati morti. Sembra un caso di omicidio (quello di Alois Estermann e Gladys Meza Romero) / suicidio (quello di Cedric Tornay, che li avrebbe uccisi in preda a un raptus), ma nonostante l’impegno del Vaticano di farlo sembrare tale…

GIUGNO 1998

Milano. Un 60enne, si porta a casa due giovani rumeni che ha incontrato in un bar e questi lo aggrediscono, minacciano con una pistola, legano, imbavagliano e rapinano: orologi, quadri, oggetti d'oro e le chiavi della Mercedes 200. La vittima denuncia il furto dell'auto ad opera di ignoti, ma omette l’aggressione e, soprattutto, che i due girano armati. È la macchina a tradire uno dei giovani, Danut Cimporeu, detto Daniel, 22 anni, clandestino, che spostatosi a Roma, per giorni si fa vedere nella zona di Piazza della Repubblica, sino a farsi notare dalla polizia che lo arresta con l'accusa di rapina, sequestro di persona e porto abusivo di armi. Dell'altro rumeno si sono perse le tracce.

 

 

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