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Riordinando i documenti che compongono questa sezione, per caso ho rivisto in sequenza prima la foto di Bella Martine, transessuale ventiquattrenne morta assassinata a Los Angeles, e poi quella di Fanny Ann Eddy, attivista lesbica madre di un bambino morta l’anno scorso, anch’essa brutalmente assassinata.

Come sempre ho cercato nello sguardo la vita, nei tratti somatici la storia – e sono precipitata in un abisso disperante. Furono persone che amarono, soffrirono, risero. Sognarono e lottarono per un mondo libero nel quale ogni persona abbia il diritto di vivere, libera - e per questo morirono. Assassinate. Perché la smettessero di ricordarci quanto stupidamente conduciamo le nostre esistenze, in quante anguste galere le costringiamo trascinandoci appresso fantasmi, consanguinei e simili, di quali feroci indifferenze e violenze siamo capaci – pur di non vedere, continuare a non capire, crederci superiori anche a costo della vita degli altri, spesso sulla loro pelle, dimentichi che non c’è libertà per nessuno là dove la libertà non è di tutti.

Di queste donne belle e rare, mai più respiri, parole, odori. Solo fotografie e parole - scritte. Grida di dolore - inascoltate, solitarie. E orgoglio, bellezza, dignità.

Giustizia, verità, amore - ogni anima oltraggiata non chiede che questo, e per questo vive, paga, troppo spesso muore a causa dell’odio e del disprezzo, in un silenzio che espone e rende complici.

Idealmente stringo e fortemente amo chi getta il suo corpo nella lotta anche a costo di perderlo – perché la vita di un essere umano nulla vale e a nulla serve se è acritica, asservita sopravvivenza senza consapevolezza, generosità, partecipazione.

(C. Ricci - Luglio 2005)

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Aggiornato Giovedì 13-Ago-2009


 

1° GENNAIO 1990

Nola (Napoli). Clemente Gonippo, conosciuto come omosessuale, muore assassinato da ignoti. Il corpo è trovato in un pozzo 20 giorni dopo la sua morte.

3 GENNAIO 1990

Lazio. Un carrozziere, un minorenne e un terzo complice, prima confessano di aver ucciso a coltellate Enzo Sacripanti, 43 anni, poi ritrattano.

14 FEBBRAIO 1990

Milano. Guido Marcheselli, 24 anni, studente invalido, è ritrovato cadavere in un cantiere. Ad ammazzarlo a colpi di spranga è stato un ragazzino di 15 anni, orfano, ospite della comunità della "Madonnina" dove i due si sono conosciuti. In tasca della vittima è rinvenuto un biglietto con un cuoricino e le iniziali del quindicenne, A.D., il quale, individuato dagli inquirenti, confessa. E’ condannato a tre anni di riformatorio.

19 MARZO 1990

Padova. Walter Zatta, studente 24enne, è brutalmente assassinato con un ascia da Franco Zannoni, restauratore 37enne, nella sua stanza del Collegio Morgagni.

25 MARZO 1990

Milano. Ignoti massacrato di botte Fabrizio Dell'Acqua, 20 anni, uccidendolo. Il corpo è ritrovato in una discarica di Sesto San Giovanni.

25 APRILE 1990

Lazio. Armando Lovaglio, amante di Domenico Semeraro, e la sua segretaria, Michela Palazzini, si innamorano. Semeraro non vuole perdere Armando e lui, dopo averlo massacrato di botte, lo uccide strangolandolo con un foulard.

25 LUGLIO 1990

Roma. Giancarlo Abbate, 48 anni, impiegato di una casa farmaceutica, è trovato legato al letto con un filo elettrico, morto strangolato. Grazie ad una telecamera nascosta con la quale l'uomo amava registrare i suoi incontri all'insputa degli ospiti, due tunisini 22enni sono arrestati e condannati a 25 anni e 6 mesi.

2 AGOSTO 1990

Verona. Angelo Lattavo, 71 anni, romano, accontenta Francesco Macheri, 83 anni, sposato, suo compagno da decenni, che gli chiede di praticargli l’autanasia - poi tenta il suicidio, ma si salva.

15 SETTEMBRE 1990

Lazio. Muore assassinato Giovanni F., 42 anni.

18 SETTEMBRE 1990

Bologna. Elio Lama, 57 anni, muratore in pensione, muore strangolato in casa da ignoti.

3 NOVEMBRE 1990

Casoria (Napoli). Andrea Barba, ragioniere 56enne che non aveva mai nascosto la propria omosessualità, è ucciso in casa, nella stanza da letto, colpito alla testa con una pietra usata come soprammobile. Indiziato un amico 25enne che lo accompagnava spesso e che è scomparso dopo il delitto.

24 DICEMBRE 1990

Livorno. Fabrizio Fidora, 36 anni, ingegnere, è ucciso da ignoti a colpi di pietra in una zona d’incontri gay.

 

 

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