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Aggiornato Lunedì 05-Mar-2012

 

Con Gianni fisso un appuntamento in piena emergenza climatica. Sebbene i chilometri non siano tanti, il viaggio è lungo e disagevole: treni terzomondisti senza riscaldamento, sudiciume ovunque, cattivi odori, bagni che a entrarci s’attorcigliano le budella – questa la gogna che devono subire i pendolari e chi non può permettersi alternative. In ritardo, ma finalmente arrivo. Pioggia mista a neve. Mi stringo nel cappotto e guadagno l’uscita. Subito fuori mi viene incontro un uomo di età indefinibile, giacca a vento, jeans, un berretto di lana che quasi gli copre gli occhi, verdi e vispi. Ci presentiamo e lui, con piglio gentile ma non affettato, mi ricopre di complimenti – peccato, non scaldano. Lamento un certo appetito e lui prontamente si associa. Chiediamo ad un taxista se c’è una trattoria nei paraggi e poco dopo siamo già seduti davanti ad una bottiglia di vino.

Gianni ha una piccola impresa, non se la passa male ma da qualche anno il suo tenore di vita non è più lo stesso: «Ha un bel dire il signor Berlusconi che siamo più ricchi! Da quando c’è lui al governo i soldi hanno messo le gambe – camminano dal nostro portafoglio al suo!» - rido - «Non fraintendermi, politicamente non la penso come te.» - ah, e come la penso? - «Sono di destra,» - bene, sentiamo… - «ma sono tante le cose che non mi vanno, a partire dalle posizioni paracule di Gianfranco… Meglio lui, però, che tanti altri, e poi tira un’aria di alleanze, coperture e finanziamenti incrociati che non mi piace: davanti moderati, europei, dietro, però… è la stessa zuppa, anzi, peggio, perché se scendi a patti con le organizzazioni neofasciste che ci sono in giro adesso, sai come cominci ma non sai come vai a finire…» - lo sanno, lo sanno, e poi non sono nemmeno “nuove”, tutta roba vecchia, riciclata… Gli chiedo come fa a conciliare la sua omosessualità con le politiche discriminatorie di questo governo: «Eh, talvolta me lo chiedo anch’io… ma sai, non sono proprio omosessuale - io, se proprio dovessi definirmi, direi al massimo bisex. Comunque penso che sia tutta propaganda, d’altronde se si vuol stare al governo non si possono dispiacere i poteri forti che stanno dietro alla politica e all’economia, su alcuni argomenti bisogna far buon viso, bisogna accettare qualche compromesso…»
«Alla faccia dei compromessi!» - sbotto - «Li leggi i giornali? Coppie di fatto, procreazione assistita, libertà di licenziamento per le persone LGBT* che fanno certi mestieri, gli atti di violenza e intimidazione sempre più frequenti e impuniti…»
«Ok, te l’ho detto che non sono contento! Ma pensi che la sinistra farebbe meglio, andrebbe contro la chiesa e l’elettorato cattolico a rischio di inimicarseli, qui, in Italia?! Sin tanto che è all’opposizione qualche libertà se la può prendere, ma poi quando arriva il momento di fare sul serio…» - effettivamente… - «Comunque su alcune cose sono anche d’accordo…» - ah, e su cosa? - «I figli, ad esempio, la famiglia, i ruoli…» - ecco, lo sapevo… - «Non vorrai mica convincermi che una coppia omosessuale è uguale ad una coppia eterosessuale, che per un bambino avere due papà o due mamme sarebbe una cosa normale?»
«Beh, sin tanto che ci ostineremo a pensare che non lo sia…»
«Non lo è. Un bambino ha bisogno di modelli di riferimento maschili e femminili – non lo dico io, è provato scientificamente.»
«Beh, se è per questo, all’inizio del secolo scorso era anche scientificamente provato che tutte le razze erano inferiori tranne quella ariana. Non esiste una casistica di bambini che, allevati da coppie omosessuali, abbiano manifestato disturbi o disagi particolari, che, diventati adulti, abbiano avuto una vita emotiva, sessuale e sociale disordinata o siano diventati omosessuali. L’omosessualità non è una suggestione o una malattia contagiosa che si trasmette per via parentale o aerea. L’omosessualità è una condizione umana.»
«D’accordo, ma non è detto nemmeno il contrario e nell’incertezza, secondo me, è meglio lasciare le cose come stanno visto che sino ad ora hanno funzionato benissimo… Se il problema è la natalità, beh, con tutti gli extracomunitari e i terroni che ci sono…»

Questa poi… sono furibonda. Faccio davvero fatica a starmene seduta, a non andarmene. D’altronde - mi dico - c’è tanta gente che ragiona come lui, non sono qui per giudicare, ma… Uno, due, tre… il peggio è passato, ce la posso fare. Sì, ha ragione Gianni: alcune persone non sono “normali” – sono fra queste.

Arriva il cameriere. Ne approfitto per cambiare discorso, riprendere fiato. Chiedo a Gianni di raccontarmi la sua storia, parlarmi della sua “bisessualità”, come la vive…

«Come molti altri, credo. Sto con i miei e lavoro tantissimo. Ogni tanto, quando ho davvero bisogno di scaricarmi, cerco compagnia… capisci che intendo… Navigo parecchio in internet, è interessante, ma non frequento locali particolari, non mi piacciono e non mi piace la gente che ci và. Non mi piacciono nemmeno le donne che scimmiottano gli uomini e le checche - lì sono quasi tutti in quel modo, maschiacce o effeminati… Mi sembrano comportamenti forzati, innaturali, l’ostentazione mi disturba… Gli uomini come li intendo io sono uomini veri, non passano le giornate davanti allo specchio a rifarsi le sopracciglia o a guardarsi i muscoli - che poi quando aprono bocca… Sono stato fidanzato parecchi anni con una ragazza, dovevamo sposarci – quando ha scoperto che mi vedevo con un ragazzo abbiamo litigato. Con lui nulla di serio, beninteso, solo sesso (l’amore non m’interessa), ma lei non l’ha mandata giù e ci siamo lasciati. Da allora sto molto più attento. Io la voglio una famiglia, voglio dei figli, però non mi va di rinunciare alle mie abitudini, ma è difficile farlo capire, non ci provo nemmeno. Non lo sa quasi nessuno, ci mancherebbe – e poi non è l’aspetto dominante di me. Non mi condiziona la vita. Ho cominciato presto a lavorare nella ditta di mio padre - non ho avuto né il tempo né le occasioni per fare molto più di questo. A parte gli amici con i quali da ragazzo ho fatto un po’ di politica e qualche casino, non frequento quasi nessuno. Con gli anni fortunatamente mi sono calmato, sono maturato…»

Dolcetto. Caffè. Mi rimane giusto una mezzora prima della partenza del prossimo treno. Offre lui. Ci affrettiamo. Mi accompagna sino al binario. Scherza. Fa il simpatico. Poi, all’improvviso: «Sei una persona in gamba, Cinzia. Mi piacerebbe rivederti e in altre circostanze te lo chiederei, ma forse non è il caso. Scrivi quello che vuoi, non m’importa. Non me ne frega niente dell’omosessualità, lo avrai capito da sola. Ti ho voluto incontrare solo perché ci tenevo a dirti di persona che a destra non siamo tutti uguali… Capisci?»

Certo, Gianni, tranquillo.

 

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