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Penso
spesso a tutti quelli che per lavoro girano armati con la possibilità,
nemmeno tanto remota, di poterle usare. Ho due amiche in polizia. Da “giovane”
avrei voluto indossare una divisa - ma l’idea che qualche testa
di cazzo mi avrebbe potuto ordinare di far fuoco su persone parzialmente
o completamente disarmate, che probabilmente avrei dovuto ubbidire a logiche
inique e opportunistiche, asservite ad interessi politici ed economici
contrari alla decenza, al buon senso e al bene collettivo, che avrei dovuto
sopportare la pazzia di colleghi sempre pronti a menar le mani, che avrei
potuto trovarmi di fronte a conoscenti e amici con il compito di sbarrargli
la strada in qualunque modo, alla fine ha saggiamente prevalso sulla necessità
di un’occupazione mediamente retribuita. Non biasimo chi ha fatto
questa scelta, tuttavia spero che le forze dell’ordine siano costituite
in prevalenza da persone che quantomeno, ed onestamente, si pongano il
problema, persone che all’occorrenza abbiano il coraggio umano e
civile di non esercitare il potere che è dato loro - uomini e donne
capaci di dire no a chi vorrebbe trasformarli in assassini, a chi, comunque,
li considera ottusi strumenti senza capacità di critica e discernimento.
Non so se questa speranza abbia un qualche fondamento - i fatti di questi
giorni certamente non incoraggiano l’ottimismo. So bene che vi sono
corpi speciali addestrati a picchiare duro, so anche che in quei reparti
non si finisce a caso. Da mesi i nostri attuali amministratori (con largo
anticipo rispetto al mandato elettorale che hanno ottenuto), lavoravano
alacremente alla stesura del copione che la stampa e la televisione ci
sciorinano in queste ore. Il balletto di morti e feriti era più
che scontato, prevedibile - un dejà vu che non stupisce gli smaliziati
e chi conosce la storia recente del nostro paese. Cambiano le facce, le
bandiere, persino gli interessi, ma la merda è la stessa - non
sono nemmeno originali né, d’altro canto, gli servirebbe
esserlo. E nemmeno stupisce che come al solito ci sia qualcuno che, armato
di vanagloria e bombe carta, vada a farsi ammazzare convinto di fare “liberamente”
e “autonomamente” la cosa giusta, per se stesso o altra causa.
Il potere si serve dei gonzi e di gonzi ne è pieno il mondo. Di
morti e stupidità ce ne saranno sempre in abbondanza.
Sto
guardando le immagini, in diretta. Da una parte i reparti speciali della
polizia vestiti come gladiatori e armati sino ai denti, dall’altra
gli ultras, i disoccupati del campionato politico-calcistico “decisi
a vendicare il loro compagno morto” (parole testuali della cronista),
in mezzo il ricordo agghiacciante di ragazzine, anziani, intere famiglie,
medici pestati a sangue neanche fossero delinquenti, criminali pericolosissimi
da sopprimere come bestie - se non è un’utile pazzia...
Ieri Silvietto, riferendosi al 23enne ucciso, ci ha deliziati asserendo
che era dispiaciuto per questo “inconveniente”...
Ringrazio chi, per proteggere il suo orticello, l’ha votato - spero
che questo governo e i suoi servitori, da qualsiasi parte stiano, glielo
brucino assieme alla casa, la macchina e tutto il resto.
Beh, il gioco è molto sporco e, temo, fuori dal controllo istituzionale.
Ho il sospetto che dietro a tutta questa storia ci sia, come al solito,
il governo occulto del nostro paese - quello dei servizi segreti, delle
logge e delle massonerie, per intenderci, dei reparti speciali dell’intelligence
casereccio e internazionale, dei complotti militari - ma questa volta
è peggio perché c’è stato un ricambio generazionale
che ha saputo stringere nuove e più solide alleanze extraterritoriali,
che lavora ad un progetto di destabilizzazione globale, che si muove autonomamente
rispetto ai maneggioni che abbiamo votato. Questo governo ha in odio l’attuale
dirigenza politica: non è abbastanza cazzuta e non gli offre le
garanzie che chiede - è inaffidabile, femminiella. Il centro-destra
lascia correre, strizza l’occhio, tenta di raccogliere consensi,
ma sa di avere a che fare con una forza organizzata e strutturata a prescindere
- probabilmente ne ha paura o sottovaluta il problema, oppure, nel suo
totale delirio di onnipotenza, crede di averne il controllo. Il centro-sinistra
è talmente indebolito e sfilacciato da essere quasi inesistente.
Il piano potrebbe essere semplice, talmente scontato ed evidente da passare
inosservato, sembrare inverosimile: creare le condizioni per una sempre
maggiore autonomia di intervento, occupare nuovi spazi di potere, progressivamente
sostituirsi a chi legittimamente ci amministra. Un golpe in piena regola,
ma attuato secondo modalità più subdole ed efficienti: hanno
certamente tratto insegnamento dagli errori del passato, non si faranno
abbindolare da questa classe politica inetta e raccogliticcia, stavolta
faranno di testa loro. L’uso della violenza interamente rivolto
contro la massa non necessariamente contestatrice, meglio se appartenente
a quelle categorie sociali e culturali che storicamente infastidiscono
i catto-destrorsi (immigrati, omosessuali, intellettuali...). Operazioni
di controllo e schedatura capillari, sistematiche. Delegittimazione della
stampa, delle parti sociali, delle forze e dei movimenti politici non
allineati o comunque intenzionati a non rinunciare ai più elementari
diritti costituzionali - renderli inoffensivi o sbarazzarsene definitivamente.
Tutto secondo il vecchio e sempre efficacissimo copione: attentati, bombe,
il terrore, la gente che chiede leggi straordinarie, l’uso anche
indiscriminato della forza e della repressione, l’eliminazione anche
fisica dei rompiballe, di quelli che non chinano il capo, che non si adeguano...
Questa volta si mette male - fanno sul serio, sono determinati e soprattutto
godono del consenso generale: la maggioranza degli italiani è pronta
ad accogliere integralmente il delirante e amorale liberismo senza regole
e democrazia di questo paese, lo auspica, se ne fa promotore. Gli uomini
che lo imporranno a tutti gli altri sono già al loro posto. Siamo
sull’orlo di una guerra civile che farà molti morti, una
guerra che abbiamo perso il 13 Maggio?
Mi
auguro di no per il bene di tutti - anche di coloro che non condivido.
C.
Ricci
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