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Aggiornato Mercoledì 31-Lug-2013

 

 

Quattro giorni, tanto durerà l’ansia. Tremerà la terra, è certo, con quanta violenza, per quanto tempo e in che modo, non possiamo saperlo - adesso. Ma i segnali che non sarà una cosetta da poco, ci sono tutti. Molti indecisi non lo sono più e pure molti tra coloro i quali non sono mai andati a votare o hanno smesso da anni, questa volta eserciteranno il loro diritto, si metteranno a saltare per incrementare la forza dello scuotimento.

Il lassismo delle classi dirigenti, in ogni ambito, e l’analfabetismo culturale, politico e civile dei cittadini, hanno remato insieme per lungo tempo, hanno permesso, e quasi sempre causato, le degenerazioni di questo paese. I lassisti, però, vi hanno tratto guadagno, hanno prosperato, ottenuto tutto il potere e tutti i privilegi possibili, gli analfabeti no. E la rabbia, generata più dall’invidia che dal senso di giustizia, è montata.

Sono le premesse che fanno la storia.

Un tetto mal costruito non ripara dalla pioggia. Un edificio pericolante a partire dalle fondamenta, non può essere riparato, va demolito e ricostruito. L’ennesima iattura italiana è che a demolire e ricostruire saranno gli stessi improvvisatori che hanno edificato sulla melma, senza badare alle conseguenze, senza lungimiranza, pensando solo a garantirsi la sopravvivenza, un seppur minimo margine di profitto, ed ora, ritenendosi incolpevoli, vittime della sorte e dei notabili, capaci di far meglio, piccone e badile in mano sono pronti a commettere i medesimi errori.

Il danno e la beffa.

In democrazia funziona così: vince la maggioranza, governano i numeri - qualsiasi cosa sappiano o, soprattutto, non sappiano fare, qualsiasi cosa abbiano o, soprattutto, non abbiano in testa.

Tenere un paese nell’ignoranza, lasciare che l’ignoranza comandi, non è mai un buon affare.

Ben vengano gli scossoni. Prima tocchiamo il fondo, prima risaliamo.

 

 

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