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Aggiornato Giovedì 20-Feb-2014

 

 

Clamore, sconcerto e allarme per l’arresto di Vladimir Luxuria in Russia.

Clamore: fuori dal giro, poco – vedremo se tra una canzone e l’altra del Festival di Sanremo il giornalismo nostrano si accorgerà che il mondo non è tutto cuore/amore e politica stracciona che pare una caciara da osteria.

Sconcerto: di cosa? Semmai che accada solo oggi e che ci sia andata lei, a Sochi, mentre le altre belline, gli altri bellini del movimento LGBT* sono stati a casa a fare la calzetta davanti alla TV o azzuffandosi per primeggiare nell’impresa disperata di non riuscire ad organizzare un Pride nazionale.

Allarme: e vorrei vedere! I poliziotti russi, in confronto agli italici super-macho-man con la pistola che pure ammazzano la gente, ti fanno passare la voglia di scherzare solo guardandoti. Loro non servono lo Stato, loro servono lo Zar.

In ultimo: da gente che si riempie la bocca parlando di diritti delle persone LGBT*, mi aspetterei che riferendosi a Vladimir ne parlassero al femminile, invece… Tutto e il contrario di tutto, così non si scontenta nessuno. Fateci e fatevi un favore: mettevi d’accordo con il vostro cervello una buona volta, poi… levatevi dai piedi. Siete inutili – e indifendibili.

Dopo appena otto ore...

Il gesto simbolico e coraggioso di Vladimir Luxuria, è già caduto nell’oblio o intorno a lui rimane il più irritante, autolesionista chiacchiericcio, con gran sollievo di detrattori e omofobi, anche omosessuali. I più, tra questi e non solo, sostengono adesso che l’azione di Vladimir era insignificante e inopportuna, nel migliore dei casi una stupida bravata esibizionista per farsi un po’ di pubblicità, gratis, sulla pelle o, peggio, a danno di gay, lesbiche e trans, del sedicente movimento LGBT* e dell’Italia tutta - così, per non farsi mancare nulla.

Ora conto fino a dieci e poi vi dico quello che penso, altrettanto inutilmente.

Se questo movimento esistesse e avesse un qualche peso, una qualche importanza, una qualche consapevolezza, una qualche capacità organizzativa, una qualche volontà propositiva e politica, se avesse senso, dall’Italia sarebbero dovuti partire per la Russia aerei interi strapieni di simpatizzanti etero e sedicenti attivisti, sedicenti rappresentanti, sedicenti presidenti di associazioni e circoli, non dico incazzati, ma almeno indignati o perlomeno desiderosi di farsi una vacanza alternativa seppur brevissima e un po’ movimentata. Giunti a destinazione, questi avrebbero dovuto recarsi nei luoghi ove si svolgono le manifestazioni sportive più popolari e seguite dai media, quindi, sventolando sia la bandiera Raimbow, sia il tricolore (perché no?) si sarebbero dovuti consegnare alle autorità. Ecco, questo doveva accadere, ma siccome dall’Italia non può partire nulla perché nulla c’è, il gesto di Vladimir, per quanto isolato e ininfluente, diviene straordinario - in sé.

Invece di lamentarvi, insinuare e insultare, fareste bene ad andarvi a nascondere, muti. Fate pena.

Noto anche commenti insulsi in cui, siccome non l’hanno trattenuta un mese, siccome non ha fatto nulla per il bel paese (a parte intascarsi lo stipendio da onorevole e partecipare a qualche buffonata televisiva), siccome non l’hanno spedita in Siberia, non l’hanno torturata o stuprata, cosa vuole adesso, di più, una medaglia?

Rettifico: non andatevi a nascondere, sparatevi direttamente.

Infine, ciliegina sulla torta al polonio gentilmente offerta da Vlad l’impalatore de noialtri, devo rilevare che le suddette associazioni si stanno scapicollando per mettere il cappello sull’iniziativa “perdente” di Luxuria - o almeno approfittarne.

Ultima rettifica: risparmiate il proiettile, non serve sprecarlo - siete già morti.

 

 

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