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Aggiornato Venerdì 21-Dic-2012

 

Il governo italiano, con la scusa di garantire la sicurezza nazionale in occasione del G8 che si tiene a L'Aquila, sospende il Trattato di Schengen dal 28 Giugno al 15 Luglio. Riprendono i controlli e le perquisizioni alle frontiere - in entrata e in uscita dall'Italia, qualunque strada e mezzo si decida di utilizzare. Anche nel 2001 il trattato fu sospeso per una settimana, dal 14 al 21 Luglio, ma sappiamo che non servì a nulla: gli amichetti della polizia e del ministero dell'interno travestiti da Black Bloc, non avevano bisogno di attraversare le frontiere - erano già qua, la maggior parte dalla nascita. Così, data l'(in)efficacia del precedente provvedimento, Berlusconi & Co., questa volta, hanno pensato di arrivare ad una sospensione di 18 giorni. Ne saranno felici gli ideatori e i fans del cosiddetto "pacchetto sicurezza" approvato all'inizio di Luglio. Nei giorni passati, infatti, ci sono stati solo in Piemonte ben 50 respingimenti - prevalentemente a carico di extracomunitari.

Quanto se ne discute? Quanto ne parla il giornalismo blasonato, cartaceo e radiotelevisivo? Sabato, nell'edizione delle 14, il TG regionale del Piemonte (che, forse qualcuno lo sa, confina con la Francia e la Svizzera), lo ha fatto, ma subito dopo il Tg3 nazionale non ha detto nemmeno una parola. Ignoro cosa sia successo su gli altri canali, prima, durante e dopo l'entrata in vigore della sospensione. Ho cercato in Internet conforto ma, francamente, non mi pare che la cosa abbia suscitato perplessità particolari e se qualche giornale riporta la notizia, lo fa per segnalare i disagi che gli onesti viaggiatori devono sopportare - agli altri ben gli sta, che restino a casa loro. Lo capisco: in fondo, a noi, adesso, dell'Europa, del Trattato di Schengen, dei diritti civili, di tutte 'ste cazzate da mammolette e debosciati, che c'importa? Abbiamo ben altri argomenti di cui ciaccolare in ascensore, al bar o dal parrucchiere: i tradimenti delle ingrate escort (quelle serpi!) che il Premier ha incautamente ingaggiato per sollazzare se stesso e i suoi ospiti a Villa Certosa, le “scosse” sibillinamente paventate per detronizzarlo, le molte raccolte di fondi per finanziare la ricostruzione dell’Abruzzo (almeno una per ogni annuncio o promessa che non potrà essere mantenuta e di cui, naturalmente, non saremo informati) e quant’altro di ameno può produrre l’imperituro clima vacanziero che ammorba le italiche testoline. Al centro, in primo piano, c’è sempre e solo Lui: Berlusconi, le sue boutade, le sue fanfaronate, i suoi vezzi - dietro, nell’ombra, le scelte scriteriate sue e dei suoi alleati diventano immancabilmente secondarie, veniali. Quant’è bravo a mettercela nel di dietro. Il G8 a L’Aquila? Un colpo di teatro pazzesco. Comunque vada sarà un successo - di audience, consenso, per lui e il suo governo. Anche il terremoto (quello passato e quello atteso) è al suo servizio: dovessero esserci problemi (sono sicura che tutti, per ragioni diverse, aquilani a parte, lo stiamo invocando), sarebbe uno spettacolo memorabile vedere i capi di stato stranieri e le loro delegazioni caricati in fretta sugli elicotteri e portati chissà dove (ad Arcore, a Villa Certosa - alla Maddalena?). Un’operazione mediatica e di marketing strabiliante a partire dall’annuncio di spostarlo in Abruzzo, messa a punto in ogni dettaglio, compreso l’ordine impartito ad esercito e forze dell’ordine di colpire quanto e come vogliono, per dimostrate agli abitanti di questo ed ogni altro pianeta l’efficienza, la capacità organizzativa, addirittura umanitaria del governo, perché mica si può dare l’impressione di aver lasciato soli gli abruzzesi, mica si può dare l’impressione di non tenere a bada quattro sfigati facinorosi e, contemporaneamente, mica si potrebbero ospitare cotanti invitati tra crepe e  calcinacci! E allora via a spendere e spandere: arredamenti faraonici, strade, rotonde, giardini - fumo negli occhi che spenti i riflettori si dissolverà nel vento. Le tendopoli, il fango, la mancanza di servizi e risorse, la blindatura del territorio, le vessazioni e gli abusi, la limitazione delle libertà individuali e collettive? Un effetto collaterale che non riguarda nessuno e di cui nessuno deve lamentarsi, tanto meno i diretti interessati. Il G8 a L’Aquila costa all’Italia economicamente in ginocchio una cifra spaventosa (e costerebbe ancor di più in caso di evacuazione), ma chi se ne frega: nell’impero berlusconiano, poco pane e tanta, tantissima fiction, TV - spazzatura. Calamità naturali, incidenti, disastri e sperperi, sono un investimento pubblicitario - buon per chi può approfittarne, tanto lo paghiamo noi. Niente verità, niente fatti - solo menzogne, invenzioni, omissioni, novelle, barzellette. Ci va bene così. D’altronde, a far diverso, si finisce in fondo all’indice di gradimento, si è irrisi, censurati, cancellati. I TG esteri che hanno dato risalto allo scandalo di Villa Certosa, ad esempio, sono “spariti” dalle piattaforme che mettono in condivisione filmati - YouTube, su tutti. Anche questa è una conseguenza - preventiva - della normativa recentemente approvata (il famigerato e già citato “pacchetto sicurezza”) che include all’articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”, opera del senatore Udc Gianpiero D'Alia il cui partito è all’opposizione (???), l’obbligo per gli Internet provider di filtrare i contenuti in cui “qualcuno” potrebbe ravvisare l’istigazione a delinquere o l’apologia di reato, cancellando la pagina entro 24 ore, pena una multa da 50 mila a 250 mila euro, e l'accusa di concorso di "apologia o di istigazione in via telematica sulla rete Internet", un'imputazione punita con il carcere (articolo 414 e 414 c.cp.) da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e l'apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico. I reati d'opinione e la libera espressione divengono la stessa cosa ed ognuno è tenuto a trasformarsi in delatore e/o inquisitore. Per non parlare dell’obbligo per tutti "i gestori di siti informatici" (siano essi testate giornalistiche professionali, blog, pagine amatoriali, piattaforme, portali, ecc.) a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato, pena un’ammenda amministrativa sino a 12 mila euro. Non tratterò nel dettaglio motivi e conseguenze di queste normative liberticide e incostituzionali (su Punto Informatico chiunque può approfondire), mi limito a chiedere: dov’è l’assordante coro di proteste, la rivolta di popolo?

Berlusconi approfitta del disastro di Viareggio per inscenare l’ennesimo battage autopromozionale sulla pelle dei cittadini (“vado per prendere in mano la situazione”, Dio ce ne scampi!), ha la faccia tosta di dichiarare che l’esplosione è stata causata da un motorino (evidentemente Dio è morto altrimenti un fulmine lo avrebbe già centrato, da un pezzo), viene contestato lì come altrove e la colpa è dei soliti comunisti mentre giornalisti e sostenitori... giù, a pecorina, tra applausi filmati e sbattuti in prima pagina. Mal voluto...

L’assordante coro di proteste, la rivolta di popolo (ammesso che ci sia o possa essere possibile), non esiste se non finisce in TV. Ecco come si fa. Non occorre arrestare, uccidere gli oppositori, i contestatori, i difformi - basta comprarli, intimidirli, renderli ricattabili o far finta che non esistono, non dar loro una ribalta da cui mostrarsi. Internet, l’ultimo ed unico palcoscenico che avevano, è prossimo ad essere democraticamente demolito, per legge. Iran, Cina - siamo in buona compagnia. Politici e legislatori hanno molto da imparare, ma lo fanno in fretta. In Italia e in Europa. Oggi il G8 con le sue prevaricazioni e restrizioni, domani le ronde. Le prove generali di regime sono cominciate.

 

 

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