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Aggiornato Venerdì 21-Dic-2012

 

Mi ero sbagliata, non avevo capito nulla. Questo governo, gli apparati di potere, non hanno più bisogno di complottare e agire contro lo Stato, o almeno contro i suoi cittadini più avveduti e civili. Non siamo il 99% - qui in Italia siamo il 98%. Accanto ai padroni, ci sono gli idioti che ieri hanno di fatto impedito che si svolgesse la prima vera manifestazione di popolo che questo paese ricordi. Idioti, sì, e profondamente fascisti sebbene si credano rivoluzionari, resistenti, anarchici o chissà cosa. Agenti di polizia in borghese, infiltrati? Certo, come sempre - ma, parliamoci chiaro, non solo.

La polizia non poteva ignorare quello che sarebbe accaduto. Io stessa, senza soffermarmi troppo (e mi do della scema per questo), avevo capito che non era una manifestazione realmente unitaria e coordinata: leggendo vari post su Blog e pagine FB avevo notato che parecchi gruppi si stavano organizzando diversamente, secondo proprie specifiche motivazioni e propri non meglio definiti obiettivi - e se ne vantano pure, pubblicamente, cercando di distinguersi e smarcandosi dall'organizzazione dell'evento, in aperto dissenso con la linea non violenta e con la presenza nel coordinamento e all'evento stesso di sigle sindacali e politiche. Scrivevo: "La guerra tra poveri è già cominciata..." - eppure, ieri, non potevo credere ai miei occhi.

Ma se la polizia ha approfittato di quei delinquenti lasciandogli fare il lavoro sporco (impedire che le istanze del movimento avessero risonanza), io li ho semplicemente sottovalutati. Ho sottovalutato la gravità dell'involuzione culturale che ci sta travolgendo, ho sottostimato la forza distruttiva, la pervasività ed efficacia, la manipolabilità e funzionalità di qualche centinaio di ultrà, con o senza distintivo. Non ho compreso che, complice lo Stato, pochi stronzi possono tenere in scacco un intero paese - siano essi padroni o servi, indifferentemente.

Non so se vi sarà un'altra occasione, ma una cosa è certa: se il movimento vorrà sopravvivere a se stesso, dovrà uscire dall'età dell'innocenza - molto, molto in fretta.

 

POST SCRIPTUM

 

La notizia di oggi, 17 Ottobre 2011: una minuscola ma organizzata e determinata parte del paese è in guerra contro la non violenza, contro lo Stato, contro il potere e chi non ce l'ha - indifferentemente. La guerra per la guerra, insomma - perché fa figo, poco importa se questo alla fine favorisce gli odiati "nemici".

Sedicente estrema sinistra e destra, insieme. Proletari e borghesi, insieme. Adolescenti e loschi figuri più che trentenni, insieme. Ultrà, insomma - la domenica menano allo stadio, gli altri giorni si preparano per menare alle manifestazioni. E si addestrano in Grecia, dicono. Si addestrano e adottano le strategie della guerriglia apprese alla TV, guardando i poliziotti nei filmati del G8, imparando le lezioni di qualche infiltrato. Disseminano armi, bombe carta, strumenti - parcheggiano persino furgoni d'appoggio ben forniti e svelano le loro intenzioni pubblicamente, sul web - ridendosela un mucchio perché a nessuno importa, nessuno riesce o vuole prenderli sul serio.

Bene, anche se in ritardo, lo avevamo capito durante gli scontri e tutti avrebbero dovuto capirlo poco prima, quando, facendo quadrato, una parte di essi sfilava nel corteo a viso coperto dietro lo striscione: “Non chiediamo il futuro, ci prendiamo il presente” - una dichiarazione d'intenti e un manifesto politico che più esplicito non poteva essere.

E ora, Maroni, il Governo, l'amministrazione capitolina, le Forze dell'Ordine, dietro quale dito andranno a nascondersi? Come giustificheranno il fatto di non aver perquisito e bonificato il percorso della manifestazione, le zone limitrofe, di non aver messo in sicurezza i cantieri dai quali sono state prelevate le pietre, di non aver impedito ai violenti di raggiungere il corteo, di non averli fermati quando ancora era possibile?

Dilettanti. Colposi. O peggio, fiancheggiatori, complici.

Adesso abbiamo la certezza che li hanno lasciati fare, che sapevano e sanno chi sono.

A buon intenditor...

 

CRONACA DI UN LUNEDI ITALIANO

 

Ho letto l'articolo di Repubblica "Il black bloc svela i piani di guerra - «Ci siamo addestrati in Grecia»" e ho visto il video "Intervista shock a Iacopo, 15 anni, investito da un blindato: «Sono un eroe»". Come si dice in Toscana: poggio e buca fanno pari.

Qualcuno insinua che in entrambi i casi si tratti di invenzioni giornalistiche, o esibizionismo di mitomani. Non penso proprio.

Sabato scorso, i violenti volevano rubare la scena, "prendersi il presente", dimostrare che solo la violenza colpisce - volevano dimostrare che il pacifismo annacquato e ipocrita del movimento è inutile, inconcludente, perdente... obiettivo centrato il 15 Ottobre e ampiamente riconfermato nelle ore successive.

Chiedersi che logica vi sia nel mostrarsi orgogliosamente alle telecamere, è un po' come chiedersi che logica vi sia nel rivendicare un attentato. Lo si fa per mostrare sicurezza, attirare l'attenzione e il consenso, per glorificarsi, incutere paura. Non so se individueranno il sedicente Black Block dell'articolo, non so se arresteranno il 15 enne del video, ma probabilmente entrambi non aspettano altro, non vedono l'ora. Eroi e martiri - la massima aspirazione di ogni esaltato. Allora, davanti al mondo, si vanteranno anche di essere prigionieri politici e molti, molti altri idioti desidereranno avere la loro stessa popolarità, li invidieranno, ne ammireranno il coraggio e la sfrontatezza.

La prossima volta non saranno 800, saranno 1600, poi 3200, poi 6400 e così via.

In attesa di vederli nuovamente all'opera, dobbiamo ora sorbirci la penosa gara dello scarica barile e quella persino peggiore, delle delazioni. La caccia agli incappucciati è cominciata - a vanvera, naturalmente. Tanto, quelli di Casa Pound mica vanno a cercarli, quelli di Forza Nuova e gruppuscoli affini, idem, gli infiltrati... figuriamoci.

Ecco, stesso copione di sempre. Tutto cambia perché nulla cambi.

E infatti, ad un certo punto del pomeriggio, Di Pietro ha chiesto di instaurare, per legge, uno stato di polizia. Bene. Voglio proprio vedere cosa dirà e farà adesso il movimento degli Indignati. Sì, voglio proprio vedere...

Infine, a concludere (spero) una giornata piuttosto delirante, è apparsa una lettera aperta da parte degli esponenti di quelli che per ignoranza o opportunismo definiamo Black Block e molte zone d'ombra hanno cominciato a rischiararsi.

Dato che il movimento e la polizia non sono stati in grado - nel primo caso - e non hanno voluto - nel secondo - impedire lo scempio, mi auguro che almeno loro mantengano quello che promettono e, se in futuro avremo ancora diritto di scendere in piazza, facciano un po' di pulizia, vera.

E con questo, per quello che mi riguarda, l'argomento è chiuso.

 

 

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