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Aggiornato Venerdì 21-Dic-2012

 

In occasione della giornata mondiale dell’orgoglio omosessuale, l’associazione “L’altro volto – Lucca gay lesbica” ha organizzato un ciclo di iniziative culturali dal titolo “Anche a Lucca ci sono i gay!”.

Tre gli eventi in cartellone: sabato 28 giugno, presso la storica libreria “Baroni”, presentazione del libro “Omofobia” e incontro con Giuseppe Lo Presti che insieme a Paolo Pedote ne è l’autore, domenica 29, proiezione del film “Stonewall” presso il circolo “Il Mattaccio” a Tassignano, e lunedì 30, presentazione del libro “Orgoglio & privilegio – Viaggio eroico nella letteratura lesbica” di Margherita Giacobino, ospite l’autrice.

Per chi vive in grandi città o comunque in città civili, nulla di strano. Ma per Lucca che si pregia di avere tradizioni antichissime di riconosciuta ospitalità e democrazia, che nei secoli passati si è distinta nelle arti e nei mestieri, è stata pioniera nell’organizzazione economica e legislativa del proprio territorio, per prima ha adottato misure di sostegno alle categorie meno abbienti, ha difeso con le unghie e con i denti la propria indipendenza politica e culturale dal resto d’Italia e per ultima ne ha fatto parte, che vivacchia, insomma, sulle ceneri di quel che è stata e, ahinoi, oggi non è più, questo è stato un vero e proprio evento – qualcosa che, anche se passato sotto relativo silenzio (nessuno si è scapicollato per darne adeguata risonanza), non ha mancato comunque di attrarre l’attenzione… e infatti domenica notte, alla vigilia della presentazione del libro di Margherita Giacobino, una piccola delegazione di cittadini, certamente in rappresentanza di quella maggioranza di elettori che hanno allegramente consegnato la città nelle mani di un’amministrazione di destra (mal voluto non fu mai troppo), ha espresso la sua opinione e il suo livello culturale imbrattando la vetrina dell’ospitale e incolpevole libreria “Baroni”. “GAY RAUS” (l’errore ortografico è suo) e svastiche, naturalmente - in pieno stile fascista.

Le autorità locali, provinciali e regionali hanno immediatamente condannato l’episodio. Il sindaco Pietro Fazzi (AN), invece, si è limitato a scrivere qualche riga appena contro l’atto vandalico che ha danneggiato un esercizio commerciale dimenticando di esprimersi contro i motivi che l’hanno determinato e soprattutto omettendo qualsiasi riferimento a chi ne è stato indirettamente oggetto. Attestati di solidarietà sono giunti dalla CGIL, dall’Arcy Gay di Pisa che si è detta pronta a “marciare su Lucca”, da autorevoli deputati (Titti De Simone, Franco Grillini, Ramon Mantovani, Raffaella Mariani, ecc.) e moltissime altre associazioni non solo GLBTT nazionali, ma sia la stampa che le TV locali hanno disertato l’incontro di ieri, o perlomeno nessuno di loro si è preso la briga di prendere contatto con i rappresentanti dell’associazione, e nessun “bottegaio” di Via San Paolino ha avuto la faccia di dire due parole, magari solo di circostanza, al collega vessato – e ciò la dice lunga sulla situazione lucchese, in barba alle prese di posizione ufficiali.

Questa bella cittadina toscana non è nuova a manifestazioni d’intolleranza e chi se ne stupisce o è un ipocrita o un ingenuo. Da circa una quindicina d’anni, infatti, Lucca ospita l’attivissima e più che ben accetta “Forza Nuova”, un’organizzazione che, pur essendo notoriamente anticostituzionale, opera indisturbata sul suo territorio, gode del sostegno non solo politico della cittadinanza e delle istituzioni, si fa promotrice d’iniziative più o meno patrocinate dal comune, ed ha una sede aperta al pubblico che si affaccia sulla centralissima Via dell’anfiteatro con tanto di vetrina tappezzata di deliranti proclami xenofobi, omofobici, antiaboristi, antifemministi e chi più ne ha più ne metta – un bel biglietto da visita, non c’è che dire.

L’associazione “L’altro volto – Lucca gay lesbica”, pur essendo nata a Marzo, non solo ha già subito altri atti intimidatori di questo tipo in occasione d’iniziative volte ad aprire un disteso confronto sulle istanze della comunità GLBTT, ma si è vista anche rifiutare la possibilità di partecipare con una propria delegazione alle celebrazioni del 25 Aprile, tentativo evidente di rimuovere una verità storica perlopiù taciuta (i delatori fascisti denunciarono, e con ciò condannarono a morte nei campi di sterminio nazisti, un numero incalcolabile di omosessuali) e insieme tornare a negare con forza l’esistenza dei gay e delle lesbiche.

Dunque è lecito chiedersi e chiedere a chi dovrebbe tutelare l’ordine pubblico e gli interessi non solo economici di tutta la cittadinanza, quali atti concreti intenda adottare per garantire la pluralità, la libertà di espressione e partecipazione, l’incolumità di chiunque desideri avvalersi di questi diritti che, lo ricordiamo, sono ancora sanciti dalla costituzione italiana.

In attesa di ricevere risposte soddisfacenti, non posso far altro che esprimere la mia personale, incondizionata solidarietà all’associazione “L’altro volto – Lucca gay lesbica” e sin da subito aderire ad ogni iniziativa presente e futura volta a sostenerla.

C. Ricci

 

 

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