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Aggiornato Venerdì 21-Dic-2012

 

Dentro Facebook Italia cresce il malumore - non per le ragioni che esporrò tra poco, ma per le continue modifiche al programma che renderebbero difficoltosa la navigazione e la gestione delle pagine, per la grafica scadente, la cancellazione dei profili, ecc.

Da utente, rilevo anch’io qualche peggioramento, tuttavia, non sono queste inezie che dovrebbero agitarci. Altro bolle in pentola ed altre conseguenze ha.

Facebook, proprio a causa del suo enorme successo, sta diventando un'autentica iattura per Blog, Forum, preesistenti reti sociali (MySpace, ad esempio) e persino per i siti personali. Poiché le informazioni e i materiali sono perlopiù pubblicati sui profili e si diffondono all'interno del network, l'utente medio non va più a cercarli autonomamente sul Web, magari trovando altro e allargando lo spettro delle proprie conoscenze. Si viene così a creare un circolo vizioso, pernicioso e stagnante: poche notizie, selezionate o prodotte da pochi, fruite da un numero relativo di persone in collegamento tra loro, in modo assolutamente superficiale. A farne le spese è la qualità e la pluralità non solo delle informazioni, ma anche delle relazioni e la possibilità di trovare luoghi alternativi in cui poterle tessere.

Certo, per chi non ha tempo, né l'interesse o la voglia di guardarsi intorno, FB è una piattaforma perfetta, una minestra pronta, cotta e mangiata che non richiede sforzi, scopi o competenze particolari. Ecco uno dei motivi che ne fanno uno strumento di successo quasi irrinunciabile, al punto che troppi, oggi, gli dedicano più tempo che a qualsiasi altra attività, arrivando a trascurare i propri spazi web (se li hanno) ed abbandonando gli altri canali di comunicazione virtuale.

Tutti dentro, insomma, ma allora fuori chi rimane, quali prospettive ha? E rimanendone fuori, non torna nell'ombra, senza voce, come quando Internet non esisteva o, più tardi, era appannaggio di pochi privilegiati?

Diciamolo chiaro e tondo: Fb sta diventando un problema per i suoi utenti e per la rete, in generale.

Profili, informazioni e materiali cancellati arbitrariamente, senza un motivo dichiarato, senza avere la possibilità di discuterne, con grave e spesso irreversibile danno degli interessati. Violazioni sistematiche della privacy e del diritto d'autore. Eccessiva e sottovalutata visibilità che espone all'attacco di Trolls, al furto d'identità e informazioni personali sensibili. Milioni di persone schedate, controllate, senza che vi sia alcuno che risponda della sicurezza e della riservatezza dei dati, che risponda dei danni che il programma, per primo, può causare. E' ovvio che molto dipende dall'uso che se ne fa - molto, non tutto. Paradossalmente, con l’incremento degli iscritti aumentano i rischi e meno probabilità vi sono che i proprietari della piattaforma possano o vogliano porvi rimedio.

Allo stato attuale, i punti di forza che distinguono FB dagli altri Social Network sono la facilità d'uso, l’accessibilità, l’enorme e crescente popolarità, la possibilità di mantenersi in contatto in tempo reale - ma attenzione, spesso le buone intenzioni generano mostri, fanno disastri.

Sbaglia chi pensa che FB sia al servizio degli utenti. FB è al servizio di se stesso. FB è un Businnes. Gli utenti sono specchietti per le allodole. Più cresce il numero delle persone che se ne servono, minore è il ricorso alla concorrenza che ne esce a pezzi, poi si estingue. Mancando la concorrenza, viene meno l'unica forma di pressione che può indurre a migliorare il programma andando incontro alle necessità dell'utente, piccole o grandi che siano.

Pervasività, egemonia, dunque, e ricatto, tanto più efficace quando non vi siano alternative egualmente funzionali - a se stesse e al sistema. E noi sposiamo il sistema, ci attrae, soddisfa le nostre esigenze primarie. Scegliendo le strade più facili, comode, o lasciando che gli altri decidano per noi, seguendoli acriticamente, diamo forza e legittimità a tutti quei meccanismi che ci stringono il cappio al collo.

La frammentazione non è mai un bene, ma su Internet ha i suoi risvolti positivi: i Forum, le Mailing List, i Blog, infatti, fanno per sé e rispondono ognuno a proprio modo alle ingerenze esterne, si riduce così il rischio che il potere possa, in un sol colpo e senza spiegamento di forze, condizionare e governare l'intera o la maggior parte della vita sociale sul web. E poi c’è il rapporto tra fruitori e gestori, per quanto coercitivo e arbitrario possa essere: su queste piattaforme ogni persona è qualcuno - che abbia un'identità reale o fittizia, non importa. Su FB, invece, gli esseri umani sono numeri, profili, algoritmi - soltanto i curiosi, i provocatori e le spie se ne occupano, li sbirciano, giudicano. A Zuckerberg e soci non importa un tubo delle singole persone, le loro lamentele e minacce li fanno sganasciare dalle risate: tanto sono sempre lì, non se ne vanno nemmeno se bannate, nemmeno se, a causa della moltiplicazione degli scritti, diminuisce la qualità media delle relazioni e del servizio.

Insomma, tutte le alternative gratuite preesistenti a FB, sono (erano) garanzia di varietà e autonomia. Il loro depotenziamento, la loro perdita di rappresentatività, l'avvento di un unico Network che, di fatto, le sta progressivamente sostituendo, la circolarità delle informazioni, l’impoverimento dell’offerta creativa che si esprimeva anche attraverso la creazione di siti personali autogestiti, dovrebbero preoccuparci - e molto. Certo più di qualche problemuccio estetico o tecnico tutto interno alla piattaforma.

 

 

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